• 2016,  Barone Pizzini,  DOCG,  Franciacorta,  LOMBARDIA,  METODO CLASSICO,  PRODUTTORI

    2016 Satèn Franciacorta, Barone Pizzini

    Raffinatissimo Satèn che lascia emergere tutta la luminosità dello chardonnay e che conferma ancora una volta il talento e la grandezza dei Franciacorta di Barone Pizzini. Limone, fiori bianchi, agrumi, nocciola e leggere note idrocarburiche ad anticipare un sorso che si muove sinuoso, leggiadro, salino, dall’acidità progressiva e rinfrescante. È sciolto nell’allungo, tonico e sinuoso ma anche soffice, avvolgente, dalla carbonica finissima e carezzevole. Ricordavo i Satèn come vini più carichi nei toni, più solari, a tratti esotici. Questo sorprende per finezza e leggiadria, una splendida gestione della materia che permette allo chardonnay franciacortino di elevarsi in tutta la sua purezza, solarità e trasparenza pur mantenendo la matrice minerale morenica.…

  • 2016,  Chianti Classico,  DOCG,  Fèlsina,  ROSSI,  TOSCANA

    2016 Chianti Classico Gran Selezione Colonia, Fèlsina

    Confesso che bevendolo ho peccato: ho stappato un vino concepito per resistere al tempo, di un produttore che licenzia bottiglie generalmente non di pronta beva.Ciononostante devo ammettere che il vino in questione si è presentato decisamente in controtendenza rispetto alle austerità pronosticate. Intendiamoci, non si tratta di un vino beverino, ma il gusto è decisamente più immediato di quanto ci si aspetterebbe.Lo conferma la vista che regala un rubino decisamente splendente con un’unghia quasi purpurea. La consistenza sembra “alleggerita” come il naso, a tutto vantaggio di sentori decisamente incentrati sul frutto rosso (ciliegia Ravenna, prugna rossa, creme de cassis), arricchito da pennellate di erbe aromatiche, fiori rossi disidratati e cenni…

  • 2017,  Chianti Classico,  DOCG,  Fèlsina,  ROSSI,  TOSCANA

    2017 Chianti Classico Riserva Rancia, Fèlsina

    Come non sentirsi sotto una lieve pressione quando si scrive di questo vino? I giudizi internazionali oscillano tra i novantacinque e i novantasette centesimi per l’annata in questione e pare difficile aggiungere qualcosa al cumulo di informazioni e notizie che sono state scritte.Andiamo al sodo: il vino si presenta luminoso, di un rubino sangue di piccione impenetrabile, decisamente consistente ma senza mai perdere equilibrio e finezza.Naso di toni austeri in cui alla frutta rossa di prugna cotta, confettura di amarena e mora, si affiancano note floreali di viola mammola e petalo di rosa Thea, seguiti da toni decisamente più scuri di goudron, concia di cuoio adulto, tabacco brown e calde…

  • 2013,  DOCG,  Franciacorta,  Lo Sparviere,  LOMBARDIA,  METODO CLASSICO

    2013 Franciacorta Extra Brut, Lo Sparviere

    Da sole uve chardonnay su suolo selcifero lombardo ricco di marne a Monticelli Brusati. Note di gelsomino, acacia, elicriso con tocco di rafano, menta, finocchietto e agrumi salati. La bocca è appuntita, netta, cremosa ma capace anche di rilanciare su sapidità iodio e un’idea di pane tostato con un filo di burro. Vino di lunghezza e misura, su linguine pomodoro e tonno mostra tutto il suo grande potenziale gastronomico.

  • 2015,  BIANCHI,  CAMPANIA,  Ciro Picariello,  DOCG,  Fiano di Avellino

    2015 Fiano di Avellino, Ciro Picariello

    Non so se “ripeness is all” e cioè se la maturità sia tutto per noi abitanti di questo mondo, come scrisse Cesare Pavese citando il Re Lear del Bardo. Quel che so è che c’è un momento fortunatissimo in cui la maturità di un vino bianco, aperto a qualche anno dalla vendemmia, esprime tutto o quasi (e spesso quella è la sola bottiglia che ti resta). Questo Fiano di Picariello è così.  Maturo con lode. Fresia e ginestra, susina gialla e sul finire un ricordo di nocciola e polvere di marmo. In bocca è compatto, polposo, con una scia salata che lo spinge in avanti. L’ho bevuto fresco e con lentezza…

  • 2013,  Barbaresco,  Ca' del Baio,  DOCG,  PIEMONTE,  ROSSI

    2013 Barbaresco Marcarini, Ca’ del Baio

    Questa vigna singola di Ca’ del Baio è un ripasso del concetto di nebbiolo non mordace. Forse di fronte a certi rossi importanti di Langa si avverte una specie di soggezione, come fossero sempre troppo austeri per essere aperti in maniera spensierata. Questo Marcarini invece non ha bisogno di stracotti o selvaggine per essere goduto, anzi è quasi conciliante, la leggerezza va (per fortuna) a scapito della respingenza da durezze e tannini irsuti. Colore granato acceso, i profumi sono mixati tra il floreale secco e il goudron (parolaccia che sta a definire il catrame, vabbe’). In bocca si esibisce con grazia e graziella, e insomma bene così.

  • 2018,  Conegliano Valdobbiadene Prosecco,  DOCG,  Geronazzo Giacomo,  RIFERMENTATI,  VENETO

    2018 rifermentato in bottiglia, Geronazzo Giacomo

    Gianluca è una persona di rara sensibilità che gestisce cinque filari in località Riva di Martignago a Valdobbiadene proprio a ridosso della montagna su terreno calcare di dolomia. Una micro produzione ottenuta da vigne in alcuni casi quasi centenarie. I cloni sono vecchi e i grappoli spargoli, il suolo è povero ci sono tutti gli ingredienti per fare un Colfondo di gran livello. È così infatti lo assaggiamo all’ombra di un vecchio castagno sul bicchiere da osterie quello a forma di trombetta, il “Goto delle Ombre”. Un bicchiere che va riempito fino all’orlo e che induce l’avvicinamento del naso al vino per coglierne gli aromi. Vino semplice dai tratti vinosi fruttati…

  • 2006,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Rinaldi,  PIEMONTE,  ROSSI

    2006 Barolo Cannubi S.Lorenzo – Ravera, Giuseppe Rinaldi

    Morbidi, vividi, sinuosi, palpabili, luminosi, scarlatti o tendenti al granato…immersi in un gioco d’ombre, pur essendo spesso grande fonte di luce. I drappi rossi nelle opere del Caravaggio fanno nella mia testa questo salto e sono evocati dal modo in cui questo Barolo sta nel bicchiere. Gli sono complici le luci della stanza, ma l’idea e la luce che poi si ricrea sulla tovaglia è bellissima. Nel bicchiere poi, la bellezza sta nel gioco di archetti compatti e strutturati che ricordano proprio il tessuto, tutto incredibilmente evocativo. E lo è ancor di più quando il bicchiere lo si porta al naso presentando un vino di grande dolcezza, con profumi che…

  • 2011,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  ROSSI,  Scarzello

    2011 Barolo Sarmassa, Scarzello

    Appena aperto è partita la discussione, più sull’annata che sul produttore (una discreta certezza) e sulla costante sorpresa di fronte ad alcuni 2011 che oggi si rivelano in stato di grazia. Magari pagano qualcosa in termini di austerità, magari non saranno vini così longevi ma che spettacolo di golosità, di beva e non ultimo di generosità. Un Barolo da tavola nella migliore accezione del termine, saporito e piacevolmente avvolgente senza eccedere in calore. Tanta bocca e pedalare, a me è piacuto tantissimo.

  • 2016,  Chianti Classico,  DOCG,  Fèlsina,  ROSSI,  TOSCANA

    2016 Chianti Classico Riserva Berardenga, Felsina

    Da tempo ho imparato ad apprezzare i vini della cantina di Felsina, sempre affidabili. Non fa eccezione il Chianti Classico riserva “Berardenga”, un vino prodotto da uve sangiovese affinate in barrique esauste e grandi botti di rovere di Slavonia, che danno origine a un vino corposo e strutturato. All’occhio è un vino di un bel rosso rubino con un’unghia brillante che manifesta nel bicchiere la sua consistenza, trasmette al naso note intense e persistenti di visciola, confettura di cerasa giustapposte a sentori di humus e tabacco Kentucky biondo. In bocca è suadente e preciso con un ingresso caldo e fruttato che si distende nel medio palato sui toni più scuri,…