• 2015,  Brunello di Montalcino,  DOCG,  Il Colle,  ROSSI,  TOSCANA

    2015 Brunello di Montalcino, Il Colle

    L’annata è di quelle salutare con tanto entusiasmo, ma da prendere con le pinze perché è stata calda e dirompente. Ciononostante, nelle mani giuste tanta abbondanza di materia e maturità di sangiovese si può trasformare in prodotti straordinari. Il Colle di Caterina Carli, 2015, ha note splendide e lascive di sottobosco, more e mirtilli, confettura di arancio e canditi, ginepro, olive tostate, lavanda e alloro. Si presenta ricco maturo intenso; impegnativo il sorso sulle prime, con una impressione di larghezza: sembra quasi debordare. Poi l’acidità e il turgore del frutto emergono in tutta la loro sconfinata dolcezza e sapidità restituendo, insieme al balsamico, un finale dal ritmo spedito e incalzante…

  • 2016,  Chianti Classico,  DOCG,  Isole e Olena,  ROSSI,  TOSCANA

    2016 Chianti Classico DOCG, Isole e Olena

    Se dovessimo – o volessimo – fare una lista delle aziende che nel corso degli anni hanno contribuito ad elevare il Chianti Classico a terroir di assoluto valore, non potremmo non menzionare Isole e Olena. Azienda di Barberino Val d’Elsa diretta dalla mente illuminata di Paolo De Marchi, capace come poche nella denominazione di esprimere nei vini i caratteri identitari del territorio da cui essi si originano. Come nel caso di questo Chianti Classico, che complice l’annata a dir poco eccellente, ha sfoggiato una versione sontuosa. Un rosso da uve sangiovese con l’aggiunta di canaiolo e syrah, provenienti da terreni prevalentemente galestrosi situati a circa 450 metri di altitudine. Affinamento…

  • 2018,  Chianti Classico,  DOCG,  Montecalvi,  ROSSI,  TOSCANA

    2018 Chianti Classico DOCG, Montecalvi

    C’è aria nuova a Montecalvi: Jacqueline Bolli ha venduto l’azienda nel 2018 a James Drake, australiano e precedentemente produttore di pinot nero e chardonnay nell’azienda Collalto, sulle Adelaide Hills. Jacqueline è comunque rimasta a Montecalvi e si occupa della direzione commerciale. Dalla vendemmia 2018 Tim Manning segue la parte enologica e questo Chianti Classico segna uno stacco netto rispetto alle precedenti versioni. Profuma di ciliegia sottospirito, cera, frutti rossi ed erbe selvatiche; ha un tratto affumicato, quasi di speck e un soffio speziato che ricorda la senape. Al palato è tenace, sulle prime aspro e ruvido, quasi verde, ma a un giorno dall’apertura si distende e si articola, guadagnando in souplesse; il sorso…

  • 2015,  DOCG,  Ghemme,  Ioppa,  PIEMONTE,  ROSSI

    2015 Ghemme Santa Fè, Ioppa

    Ecco un’altra perla di Casa Ioppa, il “Santa Fé”, in dialetto locale “Santa Fede”, il nome deriva da una chiesetta ancor oggi presente in loco, a Romagnano Sesia (No), dove ha sede la Cantina che vide gli albori nel lontano 1852. 7-8 ettari di proprietà all’interno di un vero e proprio cru del Ghemme Docg, lo stesso marchia inconfondibilmente il vino. Da queste parti il terreno ha una matrice fortemente argillosa, con una presenza importante di caolini. L’annata 2015 in zona è stata definita a cinque stelle: calda, regolare, priva di siccità, le uve durante la vendemmia si sono rivelate sane e mature, indubbiamente ricche d’aromi. Stesso identico protocollo del Ghemme…

  • 2014,  BIANCHI,  CAMPANIA,  Ciro Picariello,  DOCG,  Fiano di Avellino

    2014 Fiano di Avellino, Ciro Picariello

    La longevità del Fiano di Avellino è argomento ormai assodato e fuori discussione. Un grande vitigno a bacca bianca capace – nelle sue migliori espressioni – di sfidare il trascorrere del tempo ben oltre il decennio, perdendo forse in esuberanza ma guadagnando in profondità, complessità ed eleganza. Tra le etichette della denominazione che meglio incarnano il concetto sopra espresso c’è quella di Ciro Picariello, vignaiolo che anno dopo anno, vendemmia dopo vendemmia, esprime vini autentici, territoriali e piacevolissimi. Uve provenienti dalla selezione dei vigneti di proprietà di Summonte e Montefredane, fermentazione di 60 giorni a temperatura controllata ed affinamento in acciaio per circa dieci mesi con frequenti bâtonnages. Paglierino/dorato, mediamente…

  • 2015,  DOCG,  Ghemme,  Ioppa,  PIEMONTE,  ROSSI

    2015 Ghemme Balsina, Ioppa

    Come promesso qualche tempo fa torno ad occuparmi della famiglia Ioppa di Romagnano Sesia (No). La Cantina, fondata nel 1852, è parte integrante della storia stessa del Ghemme Docg, nobile denominazione della sponda novarese dell’Alto Piemonte. La Balsina è uno tra i primi appezzamenti collinari acquistati da Michelangelo Ioppa. Questo particolarissimo cru, rivolto a sud-ovest, ha una matrice alluvionale ricca di sali minerali presenti nel terreno per via del disgregamento di ciottoli di diversa natura; presenta dunque una componente di scheletro notevole. L’annata 2015 è stata calda e piuttosto regolare, la prima che vede affiancata all’esperienza secolare della famiglia Ioppa la consulenza enologica di Cristiano Garella, noto enologo del territorio e non solo. 85% nebbiolo, 15%…

  • 2017,  Barbaresco,  Cascina delle Rose,  DOCG,  PIEMONTE,  ROSSI

    2017 Barbaresco Tre Stelle Docg, Cascina delle Rose

    Che io sappia Cascina delle Rose è l’unico produttore che imbottiglia un Barbaresco Tre Stelle. Il Masnaghetti ci informa che le parcelle si trovano nella parte medio alta della menzione geografica a circa 300 m di elevazione, proprio sotto il caseggiato di Tre Stelle. Il 2017 sente l’annata calda con un colore già tendente al granato e aromi che vanno dall’ematico al ferro caldo, dal terroso alla corteccia di pino, sebbene una corrente di legno di rosa e bacche rosse selvatiche tenti di rinfrescare il quadro. Al sorso è ampio, largo, con un tatto lievemente gessoso; manca forse un po’ di slancio e di vibrancy e l’allungo finale è tutto…

  • 2011,  DOCG,  Franciacorta,  LOMBARDIA,  METODO CLASSICO,  Villa Franciacorta

    2011 Franciacorta Brut Selezione, Villa Franciacorta

    Olfatto pieno, voluminoso e carnoso che lascia emergere i profumi di pasticceria, frutta secca, ma anche caramello, grafite, camino spento. Un profilo severo, austero e autorevole. E così in bocca, dove si muove lento e misurato e ben ancorato alla solida struttura, ma sostenuto e rinvigorito da una freschezza che pulsa grazie un annata felice in Franciacorta, perfettamente integrata nel sorso e scorrevole nella sua gradualità espressiva. Un vino importante, dai ricami ossidativi e speziati e con un allungo privo di spigoli, pieno, appagante, caldo. Merrita una tavola da grandi piatti di selvaggina e può stare benissimo a fianco di grandi vini rossi. Italiani, of course. Chardonnay 80%, pinot nero…

  • 2006,  CAMPANIA,  DOCG,  Perillo,  ROSSI,  Taurasi

    2006 Taurasi Riserva, Michele Perillo

    Aglianico in purezza del biotipo “coda di cavallo”, proveniente da vecchie vigne coltivate intorno alla cantina aziendale a Castelfranci su terreni tufaceo-calcarei. Affinamento di 20/24 mesi in barrique usate, cui segue semi-eterno riposo in bottiglia fino al momento in cui Michele e suo figlio Felice ritengono il vino pronto la commercializzazione (periodo che varia tra gli otto ed i dieci anni). Fortemente consigliata – come d’altronde suggerito in retroetichetta – l’apertura con congruo anticipo. Alla vista si presenta in una veste rubino/granato, senza mostrare il minimo segno di cedimento. Intenso e denso, leggermente opalescente, trasmette un senso di ricchezza e forza fin dal bicchiere. Naso pulito, inizialmente timido e reticente,…

  • 1999,  Baricci,  Brunello di Montalcino,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA

    1999 Brunello di Montalcino, Baricci

    Signori si nasce, l’età è un valore aggiunto, rende più eleganti, affascinanti, soprattutto quando l’animo sa mantenere la vivacità e la freschezza della gioventù. Capelli lucidi e scuri dai riflessi granati, ci offre amarene, datteri e more. Rose essiccate tra le pagine di un libro, il tabacco da pipa, l’acqua di colonia che sa di chiodi di garofano, eucalipto e scorza di arancia. La cravatta di seta. La sua fotografia. Chissà come era da bambino, chissà come sarà tra altri 20 anni.