• 2013,  Dalzocchio,  IGT,  ROSSI,  TRENTINO-ALTO ADIGE,  Vigneti delle dolomiti

    2013 Pinot Nero, Dalzocchio

    Elisabetta Dalzocchio è senza dubbio uno dei migliori interpreti italici del vitigno borgognone. Piccola cantina trentina di due ettari sopra Rovereto, piccola preziosa produzione certificata in biologico. Questo 2013, pur confermandone le indiscutibili doti, sembra soffrire un poco in materia. Primavera fredda e siccità estiva hanno contribuito a causare dieci-quindici giorni di ritardo sulla vendemmia, favorendo l’estrazione degli aromi, in particolare per i bianchi. Corpo che in questo caso si direbbe piuttosto snello e che lascia emergere più del solito la maturazione in legno piccolo ed una freschezza decisamente spiccata. Forse un vino da riprovare più avanti, ora non sembra la migliore versione di quello che comunque rimane uno dei…

  • 2015,  Fattoria Selvapina,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2015 Pinot Nero, Fattoria Selvapiana

    Piccole scoperte di fine estate! Non certo per l’azienda che affonda storicamente le sue radici vitivinicole nel Chianti Rufina, ma tanto per quello che ho scoperto di avere nel bicchiere quando la bottiglia, accuratamente bendata, è stata svelata. Ed ecco che un bel pinot nero toscano si svela, quando invece la mente e memoria gustativa mia e dei presenti vagava con i pensieri fuori dal confine del bel paese. Fin dal principio si apre con note di ribes, ciliegia, mora selvatica e una nota floreale netta che ricorda la rosa alla quale segue una nota balsamica e di sottobosco, finale che ricorda le spezie dolci. Al palato è elegante, con…

  • 2018,  Cascina Melognis,  PIEMONTE,  ROSSI,  VINO

    2018 Econverso, vino rosso, Cascina Melognis

    Anteprima. I cloni del pinot nero provengono dalla Borgogna. Vendemmia nella prima settimana del settembre 2018. Vinificazione in acciaio con fermentazione spontanea. Malolattica svolta in vasca e da ottobre in barrique di secondo passaggio di Moccagatta per 18 mesi. Massa nel marzo 2020 con imbottigliamento ad aprile 2020. Altri 8 mesi, per chiudere, in bottiglia. Econverso, il nome del vino, è una possibile traduzione latina di “contromano” e vuole omaggiare l’articolo che Gianpaolo Gravina e Armando Castagno, “Con calma, contromano” – Accademia degli alterati, dedicarono a Novamen, vino composto dal 70% di barbera e al 30% da pinot nero. Quest’ultimo, proveniente dal territorio di Revello sui 500 metri di altitudine…

  • 2007,  Antinori,  Franciacorta,  LOMBARDIA,  METODO CLASSICO

    2007 Franciacorta Riserva Contessa Maggi, Marchese Antinori – Tenuta Montenisa

    Giallo paglierino con riflessi verdognoli; perlage fine e persistente. All’olfatto un tenue soffio di pesca bianca e uva spina è seguito da un vago tono di aspirina effervescente. Al palato è sottile, quasi evanescente e ribadisce in deglutizione quanto accennato all’olfatto con un lieve guizzo amarognolo. Chardonnay, pinot nero, pinot bianco, 60 mesi sui lieviti.

  • 2015,  Hartmann Donà,  IGT,  Mitterberg,  ROSSI,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2015 Donà Rouge, Hartmann Donà

    Vernatsch più un saldo di pinot nero e lagrein con un lustro di vita alle spalle. Se mai avessi avuto la curiosità di immaginare una schiava con qualche anno sul groppone, eccone una che presenta giusto un’unghia di colore vagamente granato, dove la terziarizzazione è appena accennata mentre il frutto, piuttosto concentrato all’olfatto e in bocca, resta nitido e compatto a indicare un’annata calda e grassoccia. Questo vino ha fermentato spontaneamente tre settimane in grandi tini di legno, sotto costante occhio vigile del produttore che non ha mai svolto interventi invasivi tranne che il controllo puntuale. Il nervo salino scalpita e in bocca è un susseguirsi di frutta a buccia…

  • 2012,  Hartmann Donà,  IGT,  Mitterberg,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2012 Donà Rouge, Hartmann Donà

    Più salmastro del 2015, quest’annata ha profumi di spezie e radici, e il tempo ci restituisce un vino senz’altro più ombroso nella sua evidente complessità. Il ventaglio di aromi è una pallina impazzita che va a sbattere qua e là colpendo profumi di glicine per rimbalzare in una tapenade di olive nere. In bocca è fragrante e succoso a dispetto dell’età, dove i fiori hanno la meglio sulla frutta rossa a bacca piccola. In barba al tempo, nel bicchiere c’è quel vino familiare che accompagna le bevute da merenda a pane e salame, un vino che sembra sia stato prodotto e imbottigliato al massimo un paio di stagioni fa. Sorprendente.

  • 2012,  AOC,  CHAMPAGNE,  Chartogne-Taillet,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    2012 Champagne Extra Brut Orizeaux, Chartogne-Taillet

    Mi sono avvicinato alla gamma di Alexandre Chartogne un po’ per volta dopo aver apprezzato più volte il suo Sainte Anne, tra le cuvée di ingresso una di quelle che preferisco per tessitura e per profondità. Les Orizeaux ovvero solo pinot nero da singola parcella, le cui piante hanno un’età media di 50 anni. Colore carico e grande attacco su toni agrumati e mielosi in un contesto leggermente ossidativo. Un profilo olfattivo di straordinario fascino che apre a un assaggio ricco e teso al tempo stesso, prima minerale e poi più soffice, con richiami di piccoli frutti rossi e di burro per un finale generoso e appagante.

  • METODO CLASSICO,  Pojer e Sandri,  ROSATI,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    Rosé Brut, Pojer e Sandri

    Un Trento DOC fuori dalla denominazione ma tra i migliori spumati rosa d’Italia anche in questa versione sans année che affianca la classica edizione bimillesimata. Colore delicato rosa fine, lamponi, fragolina di bosco, ciclamino menta thè e bergamotto. Al sorso è vino piccante ma delicato con nuances di petali di rosa damascena, cipria e mirtillo , lunghezza stile ed eleganza mirabili che lo rendono notevole aperitivo ma anche eccellente spalla di molti piatti con grassezza e struttura. Da uve 50% pinot nero e 50% chardonnay dai vigneti di Faedo in località Pianezzi a 500 m. s.l.m. con esposizione Sud-Ovest e località Palai a 700 m. s.l.m. con esposizione Sud; Cembra…

  • AOC,  CHAMPAGNE,  Fleury,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    s.a. Champagne Brut Blanc de Noirs BdN, Fleury

    C’è persistenza e lunghezza di gusto in questo Champagne blanc de noirs, ovvero da pinot nero, della Côte de Bar. Ma vince soprattutto per equilibrio e gradevolezza olfattiva e di sorso. Profuma di pane tostato, burro fuso, accenno di fiori bianchi arricchiti da incastonature al rosmarino, tè verde e talco mentolato. Un’acidità agrumata stempera la sostanza succosa che si palesa dolce e oleosa solo in centro bocca, per poi virare in un finale minerale e fresco. La bollicina dà un tocco di eleganza sia al tatto che al gusto, pur con una persistenza non paradigmatica. Da uno Champagne dal costo accessibile è difficile aspettarsi di più.Imbottigliato nel 2014 e dégorgement…

  • AOC,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  Joseph Perrier,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    s.a. Cuvée Royale Brut Nature, Joseph Perrier

    Un bel tentativo riuscito per una maison classica e storica, finora un poco ingessata, che si rilancia ogni anno con nuovi prodotti adatti ad un mercato sempre più competitivo. Questo brut nature, il primo nella storia centenaria della maison, esordisce ardito con naso bellissimo di agrumi, arancio, limone con tocco di albicocca e pesca nettarina, peonia e rosa gialla, un floreale che si staglia bene in sottofondo compreso di tiglio gelsomino e un tocco di menta. Al sorso è acceso e croccante, di bella cremosità con stile molto classico, rivitalizzato dal basso dosaggio e reso dinamico e pulsante quanto basta a far svuotare piacevolmente il bicchiere. Lascia una bella sensazione…