• 2005,  Amarone della Valpolicella,  DOCG,  ROSSI,  Valentina Cubi,  VENETO

    2005 Amarone della Valpolicella Morar, Valentina Cubi

    La storia della cantina Valentina Cubi è una storia di ritorni e di passioni mai sopite. Nei primi anni del ‘900 una famiglia di viticoltori, i Vason, dopo varie vicissitudini e una guerra mondiale di mezzo, sono costretti a vendere la proprietà. Nel 1969, per la volontà di Giancarlo Vason, nipote del primo proprietario e fresco di studi presso la Scuola Enologica di Conegliano, la famiglia ritorna in campo o meglio in vigna, grazie ad una proprietà di 10 ettari sulle colline della Valpolicella, nei pressi di Fumane. Giancarlo per un lungo periodo opta per la vendita delle uve ad altre cantine e per la produzione di vino sfuso, fino…

  • 2005,  AOC,  CHAMPAGNE,  Françoise Bedel,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    2005 Champagne L’Âme de la Terre, Françoise Bedel

    Lo dico da degustatrice seriale: non mi soffermo spesso a guardare il colore, lo faccio solo quando è sorprendente, e in questo caso lo è. Oro con una sfumatura miele che muove dentro una vibrazione, una trasparenza sicuramente da cogliere, perché suggerisce un’esplicita evoluzione, una ricchezza della materia. Difficile soffermarsi troppo a pensarci, l’olfatto incalza, è intenso, insinuante, dai tratti campestri, autunnali e polposo di pera, uva sultanina, crostata di mela, fior di cappero, the, tabacco e marron glacé, con intriganti toni ossidativi che caratterizzano e coinvolgono. E mentre all’attacco mostra subito tensione sapida e nerbo, la bocca mostra un’espressione più distesa, ampia, golosa, fruttata e salata, capace di un…

  • 2005,  AOC,  BOURGOGNE,  Domaine Trapet Père & Fils,  FRANCIA,  GEVREY-CHAMBERTIN,  ROSSI

    2005 Gevrey Chambertin Ostrea, Jean & Jean Louis Trapet

    “Ostrea” è una cuvée di quattro parcelle sparse in uno dei comuni simbolo della Cote d’Or. Nella sua edizione 2005 ha dimostrato di poter essere vino collezionabile alla pari di altre illustri etichette borgognotte di pari millesimo. Oggi apre fresco e incantevole su ciliegia e rose poi allarga su verbena, marasca e fumè, tocca il dattero e vi aggiunge una nota verde intrigante tra humus e spezie scure, graffiante ancora, ma con alcune meraviglie di una maturità già quasi completa.

  • 2005,  Brunello di Montalcino,  Conti Costanti,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA

    2005 Brunello di Montalcino, Conti Costanti

    Un produttore di cui amo l’austerità, in un’annata bizzarra e tardiva, come la 2005, è capace di far sfoderare al suo vino una dolcezza varietale strabiliante. Il lavoro del tempo ha cesellato aromi gentili di caramelle alla violetta e di confettura alle fragoline di bosco. Un velo ancora più gourmand è assicurato da profumi di pomodorini confit e caldarroste. Un refolo di erbe aromatiche e radici chiude la sniffata e bussa alla gola. Il passaggio gustativo non cambia tinta, regalando la consueta pienezza strutturale che, in questo assaggio, è resa accessibile dalla freschezza, ancora accesa per illuminare la retta via.

  • 2005,  BIANCHI,  IGT,  SICILIA,  Sicilia,  Vino Lauria

    2005 Perpetuo, Vino Lauria

    Non si trovano molte informazioni sul Perpetuo di Vino Lauria, e sul sito dell’azienda non viene proprio riportato (?). Sappiamo che è un 100% grillo proveniente dalla zona di Alcamo (Sicilia), prodotto con il metodo solera, probabilmente imbottigliato nel 2005 e, altrettanto probabilmente, la botte più vecchia era del 1978. Intenso al naso, ma non ampio (vangelo secondo AIS): caramello con una leggera nota fumé, poco cuoio. That’s it. La bocca ambisce alla densità ma tende a scappare via secca e amara, come gran parte dei vini metodo solera – ragione per cui non sono un grande fan (lo confesso, vostro onore!). Non si apre, resta monotòno e, purtroppo, monòtono…

  • 2005,  Aglianico del Vulture,  BASILICATA,  Carbone Vini,  DOC,  ROSSI

    2005 Aglianico del Vulture Stupor Mundi, Carbone Vini

    Sono trascorsi ormai dieci anni dal memorabile blogger-tour estivo #aglianicodelvulture1 a Melfi, e stappando questa bottiglia di Stupor Mundi – il 2005 è la prima annata prodotta da Sara e Luca Carbone – ritrovo tutte le emozioni della scoperta di quel territorio straordinario. “Vino d’aria, di lava e di luce” scrissi allora. E quest’Aglianico di ben quindici anni lo è ancora, in tutto e per tutto: vino ancora vivo e violaceo nel suo rosso profondo; offre una polpa succosa e solare di mora e prugna, ha un tannino armonioso e spesso, con liquerizia e grafite che parlano di terra nera; il finale è lungo e saporito, con una ventata di…

  • 2005,  IGT,  Morgante,  ROSSI,  SICILIA,  Sicilia

    2005 Don Antonio, Morgante

    Nero D’Avola in purezza. Se a dettare il punteggio fossero in via immediata le suggestioni affatto personali, les madeleines, Dewey e le rievocazioni e le memorie (quelli colti parlano di mnème), questo vino meriterebbe acriticamente un punteggio stellare. Se mi attengo alla legge morale dentro di me, questo vino ha profumi nitidi di marasca, pepe, rose passe, cuoio, olive nere, arancia candita e una nota ematica incombente a frenarne lo slancio. Apre bocca levando una buona e rubesta pianta di tannini, ripete il frutto scuro e i fiori, procede sul cacao, tiene bene e manca il gran finale chiudendo speziato, fumido, fluido e amarulento. Porta la sua età con disinvoltura.

  • 2005,  DOC,  Ferrari,  METODO CLASSICO,  TRENTINO-ALTO ADIGE,  Trento

    2005 Trento DOC Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, Ferrari

    L’eleganza di quel profumo sempre trattenuto, mai ostentato ma rigoroso e quell’evoluzione graduale, lenta e inarrestabile che ha scolpito i tanti millesimi del passato, oggi veri e propri capolavori, ha portato Giulio Ferrari ad essere il più grande metodo classico italiano. Il merito va soprattutto a quell’uomo in Ferrari dal 1986, riservato e di poche parole, che preferisce stare tra i suoi vini e le sue cuvée piuttosto che su un palcoscenico: Ruben Larentis. Che riguardo l’annata 2005 dichiara: “la difficoltà nell’interpretazione dell’annata in vinificazione è stata di non farsi coinvolgere nella ricerca della potenza, ma di ricercare invece leggerezza e delicatezza”. Le uve chardonnay utilizzate per il Giulio Ferrari…

  • 2005,  DOC,  DOCG,  I Botri di GhiaccioForte,  Morellino di Scansano,  ROSSI,  TOSCANA

    2005 Morellino di Scansano Riserva Vigna I Botri, I Botri di GhiaccioForte

    Sul colle dirimpetto all’azienda si scorgono i resti di Ghiaccio Forte, città etrusca della valle dell’Albegna distrutta da Roma nel III sec. A.C. e oggi testimoniata dal pregevole sito archeologico. Siamo nei pressi di Scansano. Per Scansano suono come un vecchio vinile. Suono in mono, suono felice e non sento la minima necessità di remastering e stereo. Devo questa felice monofonia ai Botri, al loro Rosso e alla sua costanza nel rinnovare il piacere dell’ascolto. A un bouquet in teoria impegnativo per i cenni di terra e animali (selvaggina, sangue, pellame) ricorrenti in varie annate, oppone nei fatti l’unitarietà dell’espressione olfattiva compendiata da un frutto schietto e scuro (marasca, mora,…

  • 2005,  DOCG,  Dogliani,  PIEMONTE,  ROSSI,  San Fereolo

    2005 Dogliani, San Fereolo

    Aspetta: quando l’ha imbottigliato? Ieri? Possibile che ‘sto 2005 abbia ancora un colore così cupo, melanzanoso? Se poi vai a vedere il bordo, col microscopio, c’è allora il colore un po’ (un po’) granato. Vabbè sentiamo il naso: c’è la frutta rossa sotto spirito, l’amarena, il pepe e il legno, l’arancia sanguinella forse, ma sai come vanno queste cose, a forza di fare olfazioni uno ha le allucinazioni. In bocca ha succo e tannini, una specie di forza calma. Resta a lungo. Ecco, resta a lungo in bocca e nella memoria. Dopo mezza giornata che l’hai bevuto ci pensi ancora e ti dici: ma guarda questo. Pazzesco, un dolcetto di…