• 2013,  Barolo,  DOCG,  Giovanni Rosso,  PIEMONTE,  ROSSI

    2013 Barolo Vigna Rionda Ester Canale, Giovanni Rosso

    È sempre difficile snocciolare profumi, sapori e percezioni tattili quando ci si trova al cospetto di tanta bontà. Si rischia sempre la figura barbina con un donchisciottesco tentativo di domare qualcosa di indomabile, di fermare con delle parole qualcosa di fuggevole ma nello stesso tempo monolitico. Ma come nei primati di Kubrick, che si destano sorpresi dall’imponente ombra del blocco di pietra, la curiosità ha la meglio sul timore. Il liquido riflette la luce evidenziando il contrasto tra un viola ed un color mattone che sembrano saltare fuori dal bicchiere per come sono vividi. Con il naso trovi confettura di ciliegia, con un rametto di mentuccia che rende il frutto…

  • 2018,  BIANCHI,  Collio Goriziano(Collio),  DOC,  Edi Keber,  FRIULI VENEZIA GIULIA

    2018 Collio Bianco, Edi Keber

    Un vino piatto si estende soltanto in orizzontale mantenendo una struttura bidimensionale, naturalmente questo non per forza preclude una giustezza tecnica delle caratteristiche organolettiche: il vino può essere pulito, con i giusti sentori ed una buona acidità. Ma resta piatto, non ha uno spessore che lo caratterizza e di conseguenza che lo renda distinguibile. Il veronelliano canto della terra verso il cielo resta strozzato in gola. L’erigersi verso l’alto presuppone il raggiungimento di una terza dimensione, che avviene acquisendo, in primis, l’essenza del terreno in cui la vigna si nutre ma anche, in piccola parte, l’essere della persona che ha supervisionato tale genesi. In questo modo il vino diviene tridimensionale:…

  • 2014,  AOC,  Bruno Paillard,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    s.a. Blanc de Blancs Gran Cru, Bruno Paillard

    Lo champagne con la C maiuscola…anche con la H…anche con la A…ok, lo CHAMPAGNE scritto bello in grande è l’unico vino che riesce a dare piacere anche attraverso l’apparato uditivo. Il suono del liquido che cade nel bicchiere e il conseguente scoppiettio delle bolle che vanno a formare la schiuma predispongono il cervello ad una piacevole bevuta ben prima di quelle che saranno le percezioni visive e gusto-olfattive. Il Blanc de Blancs Gran Cru di Bruno Paillard cattura l’udito con il suo gorgoglio che diviene sempre più ovattato con l’aumentare della spuma per poi riaprirsi nuovamente in sfrigolii che divengono man mano più acuti. Un alternarsi di suoni che accompagnano…

  • 2010,  DENOMINACIONES DE ORIGEN CALIFICADA,  LA RIOJA,  Lòpez de Heredia,  RIOJA ,  ROSSI,  SPAGNA

    2010 Viña Cubillo Tinto Crianza, Lopez De Heredia

    Di Lopez De Heredia parliamo spesso su Intralcio (link), quindi vado subito al sodo. Il canovaccio è sempre lo stesso: grande acidità che dà spinta ai piccoli frutti rossi (mirtilli e more) per molti anni; non da guinness come il Tondonia e il Bosconia, ma arriva fresco e snello tranquillamente ai 15 anni. Nel Cubillo 2010 esce fuori forte la famigerata nota vanigliata che, udite udite, non fa maledire la barrique (no, frame vanigliato non lo scrivo neanche sotto tortura), soprattutto se lo servite intorno ai 13/14 gradi. In bocca è sapido, avvolgente, mai ‘grasso’. L’agilità del sapore viene rilanciata dalla nota balsamica, altra caratteristica della cantina, che impavida non…

  • 2016,  ABRUZZO,  Amorotti,  DOC,  Montepulciano d’Abruzzo,  ROSSI

    2016 Montepulciano d’Abruzzo, Amorotti

    I rumors dicono che Amorotti sia una delle cantine che spesso e volentieri viene suggerita dal signore del montepulciano e del trebbiano di Loreto Aprutino. Ho seguito le voci, ho acquistato il Montepulciano di Abruzzo 2016 (la prima annata dopo la ristrutturazione della cantina da parte della famiglia Carboni, con Gaetano Carboni in prima linea). Quindi aspettative alte. Che di solito fanno rima con delusione cocente. Ma questa volta no! Il vino si è mostrato fin dal primo gorgoglio nel bicchiere suadente e possente, con il suo colore viola carico quasi al limite del dark, molto en pendant con l’etichetta. Un Montepulciano d’Abruzzo didattico: visciola, ciliegia e la nota di…

  • 2018,  BIANCHI,  DOC,  Maison Vevey Albert,  VALLE D'AOSTA,  Valle d'Aosta

    2018 Blanc de Morgex et de La Salle, Maison Vevey Albert

    Qualche anno fa decisi di approfondire i vini della Valle d’Aosta approfittando della pubblicazione di Vino in Valle di Fabrizio Gallino. Nonostante ciò, devo ammettere di essere ancora al palo: un grande punto interrogativo resta impresso sulla mia faccia quando bevo i vini di questa regione. Forse perché come scrive Marco Arturi nella prefazione del libro: “[…] in molti casi l’approccio è condizionato da un vizio di fondo: quello di guardare alla realtà di questa regione vinicola da paradigmi già collaudati in altre zone più note.” Forse. Ma a me sembra sempre che, pur con variabili interessanti (vitigni autoctoni, vigneti in alta quota, antiche tradizioni ben collaudate, eccetera…), la montagna…

  • 2013,  AOC,  CHAMPAGNE,  Cristophe Mignon,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    2013 Brut Nature Pur Meunier, Christophe Mignon

    Mia nonna paterna governava, insieme ad un numero indefinito di zie e prozie, il forno a legna del paese. Pagnotte per lo più, ma la domenica (e durante le feste) si sfornavano nostalgiche prelibatezze: abbacchio o pollo con le patate, zucchine e melanzane ripiene di carne macinata, pomodori con il riso, cacciagione da pelo e da piuma, lasagne alla romana, crostate e ciambelloni. Solo per citarne alcuni. Io, nel frattempo, mi ruzzolavo tra scalette e vicoli con archi, pietre e ciottoli che correvano tortuosi intorno a quei profumi, schivando lunghe gonne infarinate con trecce color cenere raccolte in piccoli giacigli di canovacci per portare le pesanti teglie sulla testa. Mi…

  • 2015,  Castello del Terriccio,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2015 Tassinaia, Castello del Terriccio

    Per il filone let’s experiment. Roma, Londra, New York: tre diverse città per tre diverse bottiglie di Tassinaia 2015 assaggiate in contemporanea via Zoom. Roma indica subito un naso di cuoio e cioccolata (presumibilmente la bottiglia aveva una temperatura di servizio più alta rispetto alle altre due). Londra spinge sui mirtilli. New York aggiunge prugne e frutta rossa sotto spirito. Tutte e tre concordano su un alcol un po’ troppo prepotente, che tende a scappare via, e sui pizzichi di vaniglia buttati qua e là a capocchia. Gli aromi palatali rinsaldano il naso e le sensazioni tattili evidenziano ulteriormente il “calore” a tratti eccessivo: bistecca salvaci tu. Sul tannino c’è…

  • 2015,  Coste della Sesia,  DOC,  La Prevostura,  PIEMONTE,  ROSSI

    2015 Coste della Sesia Muntacc, La Prevostura

    Sono ancora in Alto Piemonte, ma questa volta anche in alto mare. Mi spiego. La bottiglia è un regalo: la mia conoscenza della cantina La Prevostura tocca lo zero. Quindi mi avvicino senza preconcetti e con una sostanziosa dose di curiosità al Muntacc Coste della Sesia 2015: l’unione nebbiolo e vespolina mi piace. Il colore è rosso acceso, la luce viene riflessa con forza ornando il bicchiere con un drappo rosso. Il naso è di prugna, mora e una leggera nota pepata. In bocca sa di nebbiolo (occhio che non è così scontato) con un ulteriore spinta della frutta e dei fiori rossi tipici della vespolina. Il legno è incastonato…

  • 2018,  BIANCHI,  DOCG,  Erbaluce di Caluso,  Favaro Benito,  PIEMONTE

    2018 Erbaluce di Caluso Le Chiusure, Favaro

    Mi trovo a disagio, quasi in soggezione, a scrivere dell’Erbaluce di Camillo Favaro (e del padre Benito). Non per una strana reverenza del vino in sé, ma per come il produttore utilizza quotidianamente le parole nei suoi post sui social: la sua narrazione è asciutta, brillante, seriamente ironica. Adopera immagini che quando pure toccano la polemica non lambiscono mai la bruttezza, l’urlato. Arriva al punto senza manierismi, graffia ma non strappa, il verbo resta inserito perfettamente nell’eufonica frase.  Nell’Erbaluce Le Chiusure 2018 ritrovo l’efficacia di un messaggio veicolato attraverso un mezzo scarno, dove viene escluso qualsiasi ornamento o eccesso. Il vino, spoglio di artifici e formalismi, diviene scabro, essenziale. Visivamente…