• 2018,  BIANCHI,  Domaine Naudin-Ferrand,  FRANCIA,  VIN DE FRANCE

    2018 Galanthus Nivalis, Domaine Naudin-Ferrand

    Certamente una rarità questo Vin de France prodotto da Claire Naudin, vignaiola di Borgogna tra i pionieri della sostenibilità sia dal punto di vista agronomico sia dal punto di vista produttivo. Non già da uve chardonnay, pinot noir o dal pur raro aligoté, bensì da pinot bianco. Per gli estimatori della linea del Domaine Naudin-Ferrand firmata da Claire Naudin, segnaliamo la scelta del bucaneve per l’etichetta, Galanthus nivalis: “petite fleur blanche qui brave le froid et vient illuminer notre hiver” (il piccolo fiore bianco che sopporta il freddo e viene a illuminare il nostro inverno). Vino dimensionato rispetto, per esempio, allo chardonnay Bellis Perennis, ma coerente con lo stile di…

  • 2017,  BORDEAUX,  Château Calon Ségur,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ESTEPHE

    2017 Saint-Estèphe de Calon Ségur, Château Calon Ségur

    Il Saint-Estèphe de Calon Ségur è solo il terzo vino dello Château Calon Ségur a Saint-Estèphe, uno Château classificato troisième grand cru. Qui 60% merlot, 35% cabernet sauvignon, 4% cabernet franc, 1% petit verdot, mentre il Grand Vin aveva nel 2017 il 76% di cabernet sauvignon. Percentuali che spesso cambiano di annata in annata. Bordolese dal cuor leggero: subito vegetale, “biturico” e a sangue freddo, florealissimo (tanta viola), con qualche concessione al brett, in bocca soprattutto. Buono anche per quel che costa (sui 25 euro). Il tempo di capire che vino è, come si colloca, chi lo produce, dove e con quali vitigni, e un paio di bicchieri volano via.

  • 2018,  AOC,  BOURGOGNE,  Domaine Fourrier,  FRANCIA,  ROSSI

    2018 Bourgogne Pinot Noir, Domaine Fourrier

    È un Bourgogne e non uno Gevrey-Chambertin, fatto sulle argille alla base del paese, firmato dal vignaiolo Jean-Marie Fourrier. Non può rivendicare la denominazione Village essendone fuori. E infatti non sa di Borgogna, sa di Pinot Noir: sfacciatamente. Non si può dire complesso di questo vino e non vuole neanche esserlo. Invece possiamo dire che è delizioso. Quando pensate a una delizia, che faccia avete? Serena. Fronte rilassata e angoli della bocca all’insù. Ecco: lamponi e roselline fresche, ricordi appena campestri e speziati. Sorso gentile e scorrevole, saporito di piccoli frutti rossi e succosi. C’è di che far schioccare la lingua!

  • 2018,  IGT,  Massimiliano Calabretta,  ROSATI,  SICILIA,  Terre Siciliane

    2018 Rosato, Massimiliano Calabretta

    La primavera bisogna tenerla nel cuore tutte le volte che si può. Scegliamo ogni tanto un vino rosato per provarci. L’Igt Terre Siciliane Rosato 2018 prodotto da Massimiliano Calabretta a Randazzo è un vino di ispirazione “naturale”: lieviti indigeni, fermentazione spontanea, acciaio, vetro leggerissimo, etichetta “arcaica” che potrebbe non piacere. Per fortuna, anche se l’occhio non ha la sua parte, aiutano naso e bocca: spinge con macchia mediterranea, fiori macerati, arancia amara e con una bocca che sopperisce alla mancanza olfattiva di richiami fruttati. Mette il punto una leggera e piacevole deviazione amara che ricorre spesso nei vini a base nerello mascalese.

  • 2019,  DOC,  LIGURIA,  Maccario Dringenberg,  Rossese di Dolceacqua,  ROSSI

    2019 Dolceacqua Curli, Maccario Dringenberg

    Delle annate del nuovo corso, intrapreso da Giovanna Maccario su questa vigna storica di rossese (dalla sperimentale 2012 in poi), questa è probabilmente la migliore versione. Considerandone l’insolita estroversione aromatica, viene da pensare che la grande annata -quando è grande davvero- agisca sul “grand cru” di Perinaldo in modo imprevedibile, rarefacendone la trama anziché ispessendola. Sarebbe stato interessante indagarne l’esito in una annata simile come la 2010, per verificare tale ipotesi. Andando al bicchiere: peonia, gelso nero, pepe rosa, incenso, ginepro e rotella di liquirizia, al naso, e sorso di grande distensione, dagli accenti baritonali e meno astringente del solito. Sapore addensato con echi affumicati, persino abbrustoliti, come raramente si…

  • 2019,  Benito Ferrera,  BIANCHI,  CAMPANIA,  DOCG,  Greco di Tufo

    2019 Greco di Tufo Vigna Cicogna, Benito Ferrara

    Gabriella Ferrara e Sergio Ambrosino con il Vigna Cicogna non sbagliano un colpo. Antesignano del concetto di cru nel comune di Tufo, in particolare nella frazione San Paolo, il Greco di Tufo Vigna Cicogna ha determinato con la sua costanza qualitativa il successo di questa piccola cantina familiare. Propongono nel 2019 un prodotto di raffinata eleganza, gran nitore e definizione aromatica. Triade classica agrumi-sale-erbe aromatiche: pompelmo rosa, caramella al limone, timo, dragoncello e salvia; leggerissima sigla fumé. Grande tessitura qualitativa al gusto, continuità senza strappi sino alla persistenza, nonostante energia pseudotannica e salinità.

  • 2018,  BIANCHI,  CAMPANIA,  Cantina Bambinuto,  DOCG,  Greco di Tufo

    2018 Greco di Tufo Picoli, Cantina Bambinuto

    Paglierino intenso con cedevolezze appena dorate. Naso raffinato e docile che richiama delicati intarsi di frutta a fibra dolce (pesca gialla e susina goccia d’oro), agrumi acerbi e sentori di aloe e latte di fico. Bocca rispondente e sullo stesso registro di riservatezza, che tiene il punto su sapori agrumati e piacevolmente fruttati, ma che impone nello sviluppo gustativo la sua austerità per chiudere in una lunga persistenza cui fanno corredo vigorose acidità e salinità. Picoli è un vino simbolo del comune di Santa Paolina, che testimonia la vocazione ai cru anche per questo comune della Docg Greco di Tufo in cui ancora, purtroppo, sono pochissimi i produttori a filiera…

  • 2018,  BIANCHI,  CAMPANIA,  DOCG,  Greco di Tufo,  Villa Raiano

    2018 Greco di Tufo Ponte dei Santi, Villa Raiano

    La Docg Greco di Tufo non poteva perdere un grande interprete come Villa Raiano. Orfani del cru Contrada Marotta prodotto da uve a Montefusco, non più in dote all’azienda, i Basso si sono messi subito al lavoro con altre uve in altra zona. Siamo in un vigneto quindicenne a cavallo tra i comuni di Altavilla Irpina e Chianche, in frazione Ponte dei Santi da cui prende il nome, e la 2018 è la seconda annata prodotta. Piace subito per definizione e nitidezza. Affatto timido, mostra i suoi tratti aromatici con disinvoltura: principalmente agrumi, poi margherite e camomilla, fiori di tiglio e acacia, erbe aromatiche e in chiusura un richiamo piacevolmente…

  • 2018,  BIANCHI,  CAMPANIA,  Cantina Bambinuto,  DOCG,  Greco di Tufo

    2018 Greco di Tufo, Cantina Bambinuto

    Quello di entrambi i Greco di Tufo dell’annata 2018 di Marilena Aufiero ha dato la diffusa sensazione di un esito convincente. E non è un caso visto che anche in annate considerate problematiche, come la 2014 e la 2017, era riuscita a proporre tutto ciò che di buono poteva tirare fuori dalle sue vigne di Santa Paolina. Dopo tanta palestra prendere le giuste misure a una splendida e abbondante annata come la 2018 le sarà sembrato un giochetto da ragazzi. E forse la valutazione in centesimi è fin troppo prudente per il vino “d’annata”. Presenta un’intrigante espressione di nitidezza olfattiva, accompagnata da una palette aromatica raffinata e ampia di frutta…

  • 2018,  BIANCHI,  CAMPANIA,  Di Prisco,  DOCG,  Greco di Tufo

    2018 Greco di Tufo, Di Prisco

    Pasqualino Di Prisco è un grande interprete di Aglianico di Taurasi -con vigneto ormai quindicenne nella sua Fontanarosa- ma negli anni è riuscito a cullare anche la sua idea bianchista riuscendo a esibirsi con autorevoli versioni di Greco di Tufo, come crediamo che sia anche questa dell’annata 2018. Da uve selezionate da vigne a Montefusco, tra le più alte in quota dell’intero areale della Docg (sopra i 650 metri slm) arriva un Greco di Tufo solido e identitario. Ce ne si rende conto sin dal colore, deciso e intarsiato d’oro come ha da essere e dall’immediato impatto olfattivo minerale e campestre. Si distende poi lentamente su toni di frutta gialla…