• 2018,  Barbera d'Asti,  DOCG,  PIEMONTE,  ROSSI,  Sette

    2018 Barbera d’Asti, Sette

    Una barbera che si tiene alla larga dagli schemi estrattivi e, in qualche caso, dimostrativi in cui è stata ingabbiata la tipologia per qualche tempo. L’intento era in buonafede: si cercava una via che la tirasse fuori dal circuito delle osterie e del bere spensierato. Questa Barbera d’Asti invece si aggrega al filone di quelle che riescono a esibire la propria dignità varietale. Le è stato accordato il giusto spazio per esprimere tratti croccanti, carnosi ma non pesanti (ciliegia nera e peonia, rinfrescati da un leggero tratto mentolato e di salvia).Offre un sorso giosamente semplice nonostante una forza alcolica non indifferente (14,5%) grazie a una sponda di tenace freschezza. Si…

  • 2018,  Bernardo Conticelli,  BIANCHI,  IGT,  TOSCANA,  TOSCANA

    2018 Acone, Conticelli Beligni Marchionni

    Da una vigna a 500 metri ad Acone, frazione di Pontassieve, risalendo il monte Giovi, arriva un vino che mette a frutto l’esperienza di tre amici che condividono la stessa grande passione. Oro zecchino e luminoso. Naso etereo, rifinito da profumi incalzanti di talco, olio di mandorla, nespola e latte di fico. Tutto in un contorno deliziosamente “buccioso”, timbro didascalico per un buon trebbiano. Serenità e rilassatezza al gusto per un vino che si pone con piena dignità nel filone che si è rivelato il più attendibile per il trebbiano in purezza nelle vigne toscane, basato su intensità, sapidità ed estratto.Per gli amanti delle procedure: leggera macerazione per 5 giorni,…

  • 2009,  BIANCHI,  GERMANIA,  QMP,  Trocken,  Weingut Karthäuserhof

    2009 Eitelsbacher Karthäuserhofberg Riesling GG Trocken, Weingut Karthäuserhof

    Nella categoria vini dal nome impronunciabile di produttori dal nome impronunciabile mettiamo questo Riesling Trocken (Eitelsbacher Karthäuserhofberg) che per comodità chiameremo KGB. K per Karthäuserhof, G per GG, abbreviazione riportata anche in etichetta che sta per Grosses Gewächs (grand cru), B per Bono. A undici anni dalla vendemmia KGB pare fatto ieri e a tre giorni dall’apertura KGB pare aperto da cinque minuti. Granitico sia al naso sia al gusto, KGB sfodera sentori di agrumi di tutti i tipi e un ventaglio minerale che dalla salgemma sconfina nell’affumicato. Sapori che al gusto ritornano e si intrecciano sino a serrarsi in una corda tesa ma affilatissima, di quelle che se le…

  • 2017,  IGT,  Marco Verona,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2017 Baccanera, Marco Verona

    Di quella che potremmo chiamare viticoltura-giardinaggio Marco Verona -architetto – è uno degli esponenti di maggior spicco. Solo un ettaro su terrazzamenti scoscesi a picco sui caseggiati di Massa: una dimensione che permette di considerare la vigna un vero e proprio giardino; una dimensione sulla quale potersi adagiare con una viticoltura e una conduzione di cantina rigorosamente non interventiste. L’arcipelago di vitigni -qui per questo vino: sangiovese, canaiolo, syrah, massaretta, ciliegiolo, granaccia, bonamico, merlot, montepulciano e altri locali- recuperato in un vecchio podere riportato a nuova vita dal nostro architetto, dà origine a un profumo originale, cangiante su continue curve fruttate, ingentilite da intarsi di fiori rossi carnosi, alloro e…

  • 2019,  BIANCHI,  CAMPANIA,  Cilento,  DOC,  Luigi Maffini

    2019 Cilento Fiano Kràtos, Luigi Maffini

    Esempio di quanto possa essere profumato il fiano d’annata proveniente da terreni cilentani di matrice arenacea (qui flysch). Succo di mandarino, fiori d’arancio, ribes bianco, salvia e sabbia calda. Un profilo aromatico che ben dispone, appetitoso e invogliante. Sorso di grande gola, contraddistinto come consuetudine da uno scintillante contrappunto salino, è in questa annata accompagnato da una sponda di freschezza più sostenuta del solito. Persistenza esplosiva: una mina.

  • 2016,  BIANCHI,  DOC,  Maremma Toscana,  Tenuta Montauto,  TOSCANA

    2016 Maremma Toscana Gessaia, Tenuta Montauto

    Sigla fumé e silice, uva spina e buccia di limone, incalzante scia mentolata. Me l’avessero messo alla cieca molto probabilmente avrei detto Pouilly-Fumé: sbagliando! Al gusto si difende bene per il suo carattere pieno, composto e proporzionato. Svela il consueto timbro amarognolo da vitigno semi aromatico nel finale, intrecciandolo a una nota garbatamente salina. Nella categoria: scoperte e sorprese. Risi e Bisi, se state attenti all’alimentazione; pollo fritto, se volete consolarvi.

  • 2017,  BIANCHI,  CAMPANIA,  DOCG,  Fiano di Avellino,  Villa Raiano

    2017 Fiano di Avellino Ventidue, Villa Raiano

    Sono ventidue i chilometri che separano la cantina di Villa Raiano -un complesso razionale integrato con molto giudizio nel contesto arboreo circostante, in località Cerreto a San Michele di Serino- e il vigneto di Lapio dal quale proviene la selezione per questo bianco irpino. Sin da principio qui si è attenti alle vinificazioni separate dei singoli cru in proprietà (anche a Montefredane e nella stessa San Michele). Questo arriva dalla “Patria del Fiano”: è la scritta toponomastica che vi accoglie a Lapio. Del cru -e dell’annata- sfoggia solarità e sontuosità, del vitigno porta in dote classe ed eleganza, qui rese come si deve. L’agrume è il bergamotto, l’erba aromatica è…

  • 2019,  Ca' dei Maghi,  DOC,  ROSSI,  Valpolicella,  VENETO

    2019 Valpolicella Classico, Cà dei Maghi

    “Una casa sulla collina di Fumane, le scintille che escono dal comignolo e la polenta scompare dalla griglia. <<Ci sono i Maghi>>, si diceva in paese”. Così il testo che in etichetta si spartisce lo spazio con un grappolo d’uva. Anche il vino è spartito tra la semplice, diretta espressione di un’uva qui indirizzata alla tavola di tutti i giorni e una scintilla di pensiero che ne nobilita proprio il tratto più schietto e immediato. Sa di fiori rosa, fragoline selvatiche e un tocco di rabarbaro, suggerendo una idea di genuinità. Grazie a una acidità che sostiene ma non punge e il contenuto grado alcolico (12,5%) in bocca scivola via…

  • 2018,  Comm. G.B. Burlotto,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI,  Verduno Pelaverga

    2018 Verduno Pelaverga, G.B. Burlotto

    Una naturalezza espressiva che è ormai marchio di fabbrica per questo vino: erbe aromatiche, spezie, china, più fiori rossi che frutto (ancora in via di definizione). La quota alcolica (14.5%) al gusto lo rende morbido e nonostante ciò ha una leggerezza di tocco che è una meraviglia. Si beve benissimo soprattutto se fresco di frigo. Nella categoria: bottiglia bucata sotto. Pasta e ceci (rigorosamente con pasta mista!).

  • 2019,  BIANCHI,  LIGURIA,  Maccario Dringenberg,  VINO VARIETALE

    2019 L’Amiral, Maccario Dringenberg

    L’Amiral della vendemmia 2019 è un vino bianco ligure molto raro e del tutto originale. Giovanna Maccario e Goetz Dringenberg, passeggiando le vigne di San Biagio della Cima e dei comuni della comunità montana dell’Intemelia, nel ponente ligure, hanno recuperato i vitigni autoctoni Rossese Bianco e Massarda. Il primo un tempo più diffuso, poco costante nella produzione e sensibile all’oidio, soppiantato dal Vermentino; il secondo addirittura sopravvissuto alla fillossera, presente ancora a piede franco nel vigneto Nuvilla a San Biagio della Cima. Si è deciso per macerazione sulle bucce, fermentazione spontanea e limitato uso della solforosa. Ne è venuto fuori, nel 2019, un vino meno carico cromaticamente rispetto alle versioni…