• La Lupinella,  ROSSI,  TOSCANA,  VINO

    Lupinello, La Lupinella

    La moda dei vini da litro in Toscana dall’ottimo rapporto qualità prezzo non accenna a diminuire e si inserisce nel filone anche questo Lupinello si aggiunge alla gamma dei vini di questa giovane azienda dell’empolese della famiglia Bitossi, famosi per le ceramiche. Nasce da uve bianche e rosse alla maniera chiantigiana e il sorso rievoca certe dinamiche di vino beverino da tutti i giorni da bere rigorosamente a 12 gradi per goderselo appieno. Del resto il tannino è lieve e delicato e si presta bene alla bisogna mentre nel naso e nel retrogusto prendono campo note di viola ciliegia ribes e tanta sapidità. Eclettico a tavola, da provare anche su…

  • 2019,  BIANCHI,  IGT,  Lumiluna,  UMBRIA,  Umbria

    2019 Diciannove, Lumiluna

    Bianco da vigne vecchie; se per vigna vecchia si intende una vigna di quarant’anni e per me che mi trovo nel bel mezzo dei quaranta questo aggettivo mi sta stretto. Questo Diciannove è la loro seconda vendemmia. Probabilmente il vino più centrato dei due Lumiluna. Asciutto e agrumato, dal profumo intenso e avvolgente come tutti i bianchi del centro Italia. Già dagli aromi si intuisce un certo muscolo, che all’assaggio si rivela per quello che è. Da uve di trebbiano toscano, malvasia, grechetto e un saldo di trebbiano spoletino. Il tipico bianco terragno umbro, potente e schietto, adatto a cotture pasticciate, intingoli casseruole e salmì. Tanto limone disidratato e una…

  • 1993,  BIANCHI,  Casal Pilozzo,  IGT,  LAZIO,  Lazio

    1993 Colli di Catone Malvasia, Casal Pilozzo

    Solo 8000 mila bottiglie prodotte da Antonio Pulcini (il “Valentini” della malvasia) per questa annata, come sempre senza malolattica per bilanciare la grande maturità con cui vendemmia la malvasia puntinata nei suoi peculiari vigneti a Monte Porzio Catone. Questo 1993 portatoci da Davide Teri (che sta cercando di ripristinarne una distribuzione migliore) è dorato cangiante, ricco e netto, mela renetta e golden, pera matura, pepe nero, zafferano, susina affumicata, finale tra sottobosco autunnale e risveglio primaverile di un campo fiorito. Bellissimo e decisamente un degno erede di tanti bianchi straordinari dalla lunga vita prodotti in questo luogo unico con vigne guyot a 1,20 m da terra su top soil con…

  • 2019,  BIANCHI,  Mahnic,  SLOVENIA,  VINO VARIETALE

    2019 Malvazija Vige Kmetija, Mahnič

    Hai una giornata storta? Ti girano per un qualunque motivo? Ho io una soluzione. Siediti all’ombra di un bel albero, in mezzo a un giardino e apriti una signora bottiglia di vino. Meglio una Malvasia. Il top? Una malvazija dell’Istria Slovena. Quella di Ingrid Mahnič oggi assolve egregiamente allo scopo. Ha quel bel giallo paglierino con riflessi verdognoli che mi ricorda una pietra preziosa che vorrei avere al collo in forma di collana. Lo annuso e mi porta in prati fioriti con alberi di pesche bianche pronte ad essere raccolte, vicino al mare pulito con il sale caldo sulla battigia. Continua con del miele di robinia e delle rose antiche…

  • 2018,  BIANCHI,  IGT,  La Torretta,  LAZIO,  Lazio

    2018 Castagna, La Torretta

    Barnaba, Roma, esterno giorno, orario aperitivo, polentino salvifico. La lavagna bianchista dell’amico Fabrizio Pagliardi per una sera mi sembra eccessivamente aromatica. Devio allora sulle bottiglie e pesco nel territorio scoprendo La Torretta. Siamo a Grottaferrata, ma occhio che il web si incasina parecchio: esistono altre aziende di altre regioni con lo stesso nome (amen), ma soprattutto (qui la cosa si complica) il rimando automatico è alla cantina di Gabriele Magno, mentre qui parliamo del vino di un altro Magno, Riccardo, che lavora in biodinamica, fa una bolla e due fermi, tra cui questo Castagna. Uvaggio di trebbiano e malvasia di Candia, con breve macerazione sulle bucce che gli regala un’unghia…

  • 2017,  BIANCHI,  DOC,  Orvieto,  Palazzone,  UMBRIA

    2017 Orvieto Classico Superiore Campo del Guardiano, Palazzone

    Cena improvvisata a Orvieto chiama Palazzone, ovvero la cantina più rappresentativa del territorio. E di una denominazione la cui gloria si è persa nella notte dei tempi enologicamente antichi, quando i bianchisti italiani bevevano quasi solo Frascati, Soave e, appunto, Orvieto. Il cru aziendale, il noto Campo del Guardiano – nato dalle vigne con la migliore esposizione dell’azienda, composto da procanico, grechetto, verdello, drupeggio e malvasia – a soli 20 euro in carta non si lascia lì, anche se la sua nota longevità avrebbe imposto un tentativo di chiedere una vecchia annata. Invece, eccomi di fronte al 2017, millesimo bollente, ma perfettamente interpretata da un’azienda che non ha mai mancato…

  • 2019,  BIANCHI,  Colбacco,  MACERATI,  UMBRIA,  VINO

    2019 Kappa, COLБACCO

    Colbacco è un progetto umbro nuovo, anticonformista e ribelle, che vede la collaborazione di tre entità separate, ma unite dalla stessa idea di vino. Marco Durante è il trasformatore delle loro uve, strappate all’abbandono.Info qui o qui.Questo è il vino più spensierato della batteria Colbacco, melting pot di trebbiano, grechetto e malvasia, con macerazione, fermentazione spontanea, zero interventi e zero solforosa.Annata calda la 2019, come tante altre che siamo abituati a subire per via del cambiamento climatico, ma il Kappa la declina nella maniera più fresca e sbarazzina possibile. La malvasia si avverte sia al naso che in bocca e vivacizza l’insieme con profumi floreali, pesca bianca e scorza di…

  • 2017,  Benventano,  BIANCHI,  CAMPANIA,  IGT,  Tenuta Sant’Agostino

    2017 Scomposto, Tenuta Sant’Agostino

    Malvasia del beneventano affinata in anfora per questo vino bianco che esprime profondità e sa coinvolgere sia all’olfatto che all’assaggio. Mi colpisce la precisione del vino già dai profumi, non ha sbavature o scivolate verso toni evoluti, mantiene invece un carattere solare, capace di incuriosire sorso dopo sorso. Tenuta Sant’Agostino a Solopaca segna il ritorno alla vitivinicoltura di Raffaella, Carlo, Mimmo e Gennaro Ceparano che nel 2013 hanno riportato vitalità tra i filari e nella cantina di famiglia. In questo areale la malvasia non è estranea e la scelta di vinificarla in purezza ed in anfora mi sembra molto indovinata. Scomposto mette insieme con maestria, eleganza e grande vigore; va…

  • 2003,  DOC,  DOLCI,  Isole e Olena,  TOSCANA,  Vin Santo del Chianti Classico

    2003 Vin Santo del Chianti Classico, Isole & Olena

    Ho un debole per i vini dolci. Ne compero in quantità che eccedono di molto il mio modesto consumo. Evito gli sciropponi zuccherosi: che siano dolci o secchi, i vini hanno da essere tutti bevibili. Freschezza, dunque, in quantità sufficiente (e necessaria) a tenere a bada il residuo zuccherino. Nei casi più fortunati, al vero fedele può manifestarsi la sacra trinità: acidità, dolcezza, ossidazione. Miracolo che si perpetua con frequenza tradizionale in alcune cantine della Toscana.Profumi da drogheria, con una noce che ti si piazza davanti e non si toglie più. Poi albicocca, mandorla dolce, cannella, dattero, mela annurca, legno di cedro, tabacco da pipa e, insomma, lo sapete come…

  • 2018,  BIANCHI,  Davide Del Gaia,  IGT,  TOSCANA,  Toscana

    2018 Alò, Davide Del Gaia

    Distese di erbe officinali e tabacco. La Valtiberina non è storicamente legata al vino, eppure il clima cambia e qualcuno inizia a pensare che forse, qui, ci sono le condizioni giuste per uve come lo chardonnay, ad esempio. Davide è un autoctono DOC, nato e cresciuto in campagna ad Anghiari, estremamente riservato, passa le giornate in vigna per passione oltre che lavoro. Lo conosco ormai da molti anni. ‘Alò!’, è tipicamente un termine toscano, come a dire ‘su, via!’. È anche il nome che Davide ha voluto dare a questo bianco quasi interamente prodotto con chardonnay, giusto una piccola percentuale di malvasia. Un vino estremamente bevibile, lasciato in lunga sosta…