• 2018,  AOC,  BEAUJOLAIS,  CHIROUBLES,  FRANCIA,  Karim Vionnet,  ROSSI

    2018 Chiroubles Vin de Kav, Karim Vionnet

    Dopo una delle sottozone del cuore, Fleurie, ecco lo Chiroubles del fenomenale Karim Vionnet. Un’area che offre rossi forse più rarefatti rispetto al resto della regione, un po’ per l’altezza delle sue colline, un po’ per le temperature, di media lievemente più basse. Vino tutto frutto, sfacciatamente floreale, capace di colpire per leggerezza anche a partire da un colore tutt’altro che concentrato: è assaggio aereo, leggiadro, piacevolissimo da bere in maniera anche distratta ma in grado di colpire per la finezza dei suoi dettagli. Funziona e convince, è saporito e non stanca, chiude tra lampone e ciliegia e invita a tornare sul bicchiere. Cantina (per me) sempre più di riferimento.

  • 1982,  AOC,  BORDEAUX,  Château Beychevelle,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-JULIEN

    1982 Saint-Julien Château Beychevelle, Château Beychevelle

    Parte di forza su frutta scura aggrovigliata, foglia di tè, prugna ed erbe secche per virare, con la giusta aria, su una nota marina che avanza ed un ginepro in bacca netto. Bocca che spinge assolutamente, non arriva ai livelli dei migliori, ma se la gioca per tratto sapido su un registro forse più arioso; insomma grinta e brezza, bello, proprio bello, ed allunga in scioltezza; può essere strabiliante su una batteria di italiani e anche mettere sotto qualche corregionale pari annate, anche di lignaggio significativo. https://beychevelle.com/

  • 2018,  AOC,  BEAUJOLAIS,  FRANCIA,  Jean Foillard,  MORGON,  ROSSI

    2018 Morgon Côte du Py, Jean Foillard

    Continua l’indagine sui 2018 nel Beaujolais con alcuni dubbi di fronte a un’annata presentata da molti come super e che invece nel bicchiere si rivela spesso assai introversa, alcolica, in generale più complicata che complessa. È questo il caso di uno dei vini simbolo della regione, concentrato nel colore e caratterizzato da un frutto pieno, ricco, profondo e succoso. Un fiume di ciliegie e di more che riempiono il palato e che poi si fanno sopraffarre da uno sbuffo di calore di particolare incisività, che interrompe il flusso e che spezza l’assaggio lasciandolo a metà prima di una chiusura un po’ asciutta, di non grande persistenza. Un peccato, non si…

  • 1982,  AOC,  BORDEAUX,  Château Pavie,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ÉMILION

    1982 St.-Emilion 1° Grand Cru Classé Château Pavie, Château Pavie

    Ma che cos’ è questo vino? Già dal colore mette in chiaro le cose: frutto scuro vivo, la classica prugna e molto altro su un quadro inizialmente animale, per passare a tratti minerali caldi di cenere e matita, ed aprirsi su tabacco chiaro, un cenno di rosmarino ed altre aromatiche calde. In bocca energia, spinta, gioventù, puoi berlo ora, restando gratificato da una bocca piena, che preme di nervo senza mollezze e che ha nel tratto lievemente terroso finale il solo indicatore che siamo oltre i 30 anni, oppure puoi serenamente chiuderlo nella parte più difficile da raggiungere della tua cantina e ripescarlo tra altri 10 anni almeno. Emozionante…oggi non so se…

  • AOC,  CHAMPAGNE,  Drappier,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    s. a. Sans Soufre Brut Nature, Drappier

    Ritrovo questa bottiglia in cantina dopo qualche anno e il pensiero va subito alle parole di Michel Drappier il quale, tempo fa, mi spiegò come il suo Sans Soufre lo avesse stupito: al contrario delle loro previsioni, reggeva il tempo benissimo, a dimostrazione che non sempre i vini senza aggiunta di solforosa sono più soggetti ad ossidazione di altri. Così, decido di aprirla: i profumi non si fanno pregare, è subito tripudio di suggestioni calde e autunnali, la mela cotogna, la castagna, la crostata di frutti di bosco, una passeggiata nel bosco, il rovo, un ruscello, la pietra. Sono profumi nitidi, vitali, che non lasciano trapelare il minimo cenno di…

  • 2017,  AOC,  BEAUJOLAIS,  FLEURIE,  FRANCIA,  Karim Vionnet,  ROSSI

    2017 Fleurie, Karim Vionnet

    Tra i nomi ormai non più emergenti del Beaujolais quello di Karim Vionnet è forse uno dei più noti. Dopo 5 anni nella cantina di Guy Breton (uno dei padri fondativi della regione per come la conosciamo oggi, membro della cosiddetta “gang of four” insieme a Marcel Lapierre, Jean-Paul Thévenet e Jean Foillard) nel 2006 ha mollato gli ormeggi e fondato la sua cantina, 5 ettari di solo gamay in varie zone della regione. Il suo Fleurie è un inno alle caratteristiche più riconosciute dell’appellation, vino decisamente leggiadro, florealissimo e giocoso nel frutto. Un vino per cui scomodare senza provare imbarazzo l’aggettivo “croccante”, succoso, saporito e freschissimo, con un bel…

  • 1974,  AOC,  Château Mouton Rothschild,  FRANCIA,  PAUILLAC,  ROSSI

    1974 Château Mouton Rothschild 1er Cru Classé, Château Mouton Rothschild

    Millenovecentosettantaquattro? A guardarlo pensi che lo abbiano colorato apposta. Inizi ad avvicinarlo seriamente e dopo una partenza leggermente zoppicante, con un vegetale che insiste, tutto cambia in modo repentino. Esce il frutto bello prugnoso, il cedro, un tratto mentolato, la parte vegetale diventa tamarindo ed ecco la spezia netta, con reminiscenze quasi da vecchi Cos, spinge al naso e cambia spesso ma sempre su un registro di tratti ben connotati. Il cambio di passo avviene in bocca, rispetto al resto della tavola. Perché lì sì che si balla, con polpa inadeguata per il millesimo: grasso, pieno, acidità e tannini lavorano su tutto quel ben di Dio ed il mix si…

  • FRANCIA,  Ganevat,  MACERATI,  VIN DE FRANCE

    Le Zaune à Dédée, Anne et Jean-François Ganevat

    Da buona altoatesina con origini sicule ho una naturale predisposizione per gli estremi, geografici o gustativi che siano. Sarà per questo che mi ha decisamente intrigata Le Zaune à Dédée, un vino dalla volatile acuta, a tratti stridente, capace di attrarti e respingerti in un gioco di seduzione continua. L’etichetta, che fa parte del progetto da negociant di Jean-François Ganevat – anarchico produttore dello Jura – è ottenuta da uve di Gewürztraminer macerate sulle bucce e da un 20% di uve Savagnin, che affinato in botte per sette anni sous voile. Un tributo al tempo e alla sua pungente sensualità, un tributo agli scambi di ossigeno fra noi e il mondo, nordico…

  • AOC,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  Henri Giraud,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    s.a. Champagne Esprit Nature, Henri Giraud

    Assolutamente convincente il carattere minerale e fruttato che troviamo nella forza dei profumi di questo champagne: pietra spaccata, mora, timo limonato, note di camino, per un olfatto cesellato, risoluto, insinuante. La bocca è intrisa di sale e frutto rosso, il sorso si muove cristallino e puro come acqua di sorgente. È autentico, schietto, ma anche appagante, nelle sensazioni di albicocca e burro fuso che fanno capolino negli aromi di bocca, nel finale. Un sans année dotato di una profondità spiazzante. 90% di pinot nero, 10% chardonnay, per uve provenienti dalla Montagne de Reims. Base vendemmia 2016 più il 50% di vini di riserva da réserve perpétuelle di assemblaggi precedenti, vinificato…

  • 2017,  AOC,  BOURGOGNE,  Domaine Lefort,  FRANCIA,  ROSSI

    2017 Bourgogne, Domaine Lefort

    Con una laurea in medicina conseguita all’Università di Digione e studi in filosofia a La Sorbonne, cosa puoi farci? Tante cose. Ma se ti chiami David Lefort, hai l’anima del vigneron e talento da vendere non puoi che finire a lavorare la vigna nella natia Côte Chalonnaise e fare vini sublimi. E non solo quelli di punta. E infatti dalle viti che hanno circa 40 anni di età situate in una piccola parcella sita a Mercurey (dove possiede vigne nei due prestigiosi Premier Cru Champs Martin e Clos l’Évêque), allevate seguendo i dettami dell’agricoltura biologica e alcune pratiche biodinamiche, David Lefort ricava le uve di pinot noir che utilizza per…