• 2015,  AOC,  BORDEAUX,  Château de Reignac,  ENTRE-DEUX-MERS,  FRANCIA,  ROSSI

    2015 Bordeaux Supérieur Chateau de Reignac, Chateau de Reignac

    Second Vin di una realtà praticamente sconosciuta fino all’inizio degli anni ’90, che grazie ad importanti investimenti, un’abile strategia commerciale e la consulenza di un enologo di fama interstellare come Michel Rolland si è rapidamente guadagnata una solida notorietà tra gli appassionati di Bordeaux. L’azienda ha sede a Saint-Loubes, all’interno dell’Entre-Deux-Mers, zona tra le meno in vista della regione. Produce altre due etichette, il Grand Vin de Reignac (divenuto celebre nel 2009 per essersi piazzato al secondo posto in una degustazione cieca al cospetto dei più grandi chateau bordolesi) ed il Balthus (un 100% merlot concentrato e rotondo). Questo Chateau de Reignac è un classico blend Merlot/Cabernet Sauvignon (con il…

  • 1966,  AOC,  BORDEAUX,  Chateau Margaux,  FRANCIA,  ROSSI

    1966 Margaux Premier Grand Cru Classé, Château Margaux

    Siamo proprio sicuri che l’elisir dell’eterna giovinezza non esista? In Medoc, Château Margaux, ci nasconde sicuramente qualcosa.Il tappo perfettamente integro e profumato alza immediatamente le aspettative. Non delude neanche il colore del liquido: intenso e impenetrabile ma di un rosso ancora vivo e sanguigno. Le prime olfazioni restituiscono un profilo chiuso e contratto; del resto, dopo 55 anni in bottiglia è difficile chiedere di più!Ma bastano poche decine di minuti e il suo carattere classico si rivela schietto: ribes nero, more, arriva poi la grafite, il tabacco. Qualche istante dopo note profonde di sottobosco e cuoio incedono audaci a rafforzarne austerità e complessità. In bocca entra pieno, potente, carnoso. Il…

  • 2017,  BORDEAUX,  Château Calon Ségur,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ESTEPHE

    2017 Saint-Estèphe de Calon Ségur, Château Calon Ségur

    Il Saint-Estèphe de Calon Ségur è solo il terzo vino dello Château Calon Ségur a Saint-Estèphe, uno Château classificato troisième grand cru. Qui 60% merlot, 35% cabernet sauvignon, 4% cabernet franc, 1% petit verdot, mentre il Grand Vin aveva nel 2017 il 76% di cabernet sauvignon. Percentuali che spesso cambiano di annata in annata. Bordolese dal cuor leggero: subito vegetale, “biturico” e a sangue freddo, florealissimo (tanta viola), con qualche concessione al brett, in bocca soprattutto. Buono anche per quel che costa (sui 25 euro). Il tempo di capire che vino è, come si colloca, chi lo produce, dove e con quali vitigni, e un paio di bicchieri volano via.

  • 1983,  AOC,  Chateau Léoville Las Cases,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-JULIEN

    1983 Grand Vin de Léoville du Marquis de Las Cases, Chateau Léoville Las Cases

    Ancora vivo al colore: intenso, proprio buccia di melanzana con sfumature granata. Il soffio mentolato prelude a un naso composto e variegato di cassis, cuoio bagnato, scatola di sigari, carrube, goudron ed erbe selvatiche. In bocca è sontuoso: vitale, sa di buccia e ha tatto di velluto, sapido e ancora reattivo e succoso. Cabernet sauvignon 73%, merlot 11%, cabernet franc 11%, petit verdot 5%.

  • 1982,  AOC,  BORDEAUX,  Château Beychevelle,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-JULIEN

    1982 Saint-Julien Château Beychevelle, Château Beychevelle

    Parte di forza su frutta scura aggrovigliata, foglia di tè, prugna ed erbe secche per virare, con la giusta aria, su una nota marina che avanza ed un ginepro in bacca netto. Bocca che spinge assolutamente, non arriva ai livelli dei migliori, ma se la gioca per tratto sapido su un registro forse più arioso; insomma grinta e brezza, bello, proprio bello, ed allunga in scioltezza; può essere strabiliante su una batteria di italiani e anche mettere sotto qualche corregionale pari annate, anche di lignaggio significativo. https://beychevelle.com/

  • 1982,  AOC,  BORDEAUX,  Château Pavie,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ÉMILION

    1982 St.-Emilion 1° Grand Cru Classé Château Pavie, Château Pavie

    Ma che cos’ è questo vino? Già dal colore mette in chiaro le cose: frutto scuro vivo, la classica prugna e molto altro su un quadro inizialmente animale, per passare a tratti minerali caldi di cenere e matita, ed aprirsi su tabacco chiaro, un cenno di rosmarino ed altre aromatiche calde. In bocca energia, spinta, gioventù, puoi berlo ora, restando gratificato da una bocca piena, che preme di nervo senza mollezze e che ha nel tratto lievemente terroso finale il solo indicatore che siamo oltre i 30 anni, oppure puoi serenamente chiuderlo nella parte più difficile da raggiungere della tua cantina e ripescarlo tra altri 10 anni almeno. Emozionante…oggi non so se…

  • 1974,  AOC,  Château Mouton Rothschild,  FRANCIA,  PAUILLAC,  ROSSI

    1974 Château Mouton Rothschild 1er Cru Classé, Château Mouton Rothschild

    Millenovecentosettantaquattro? A guardarlo pensi che lo abbiano colorato apposta. Inizi ad avvicinarlo seriamente e dopo una partenza leggermente zoppicante, con un vegetale che insiste, tutto cambia in modo repentino. Esce il frutto bello prugnoso, il cedro, un tratto mentolato, la parte vegetale diventa tamarindo ed ecco la spezia netta, con reminiscenze quasi da vecchi Cos, spinge al naso e cambia spesso ma sempre su un registro di tratti ben connotati. Il cambio di passo avviene in bocca, rispetto al resto della tavola. Perché lì sì che si balla, con polpa inadeguata per il millesimo: grasso, pieno, acidità e tannini lavorano su tutto quel ben di Dio ed il mix si…

  • 1974,  AOC,  BORDEAUX,  Château Angelus,  FRANCIA,  ROSSI

    1974 Bordeaux Saint-Émilion Château Angelus, Château Angelus

    Parte radicoso, sfumato, un tratto vegetale di muschio e corteccia che si arricchisce progressivamente di fiori, viola, resina, spezie finissime; balsamico, ha anche una quota esotica che spiazza. In bocca la prima impressione è di gentilezza ed eleganza, con una bevibilità assurda, ma in realtà il tratto minerale ferroso maschera un pochino la polpa che esce dopo; il tutto si allunga con un rimpallo continuo, finché cerchi di capire se è un elegante finto magro o un elegante finto forte. Così la magnum finisce e semplicemente ti rendi conto che eri di fronte ad un vino innanzitutto buonissimo.

  • 1983,  AOC,  BORDEAUX,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ÉMILION GRAND CRU

    1983 Château Pavie, Château Pavie

    Annata importante, decisamente: in tavola il confronto 1983 Vs. 1982 promette potenziali scintille. Il 1983 sembra più spento, più caldo, con un timbro che parte sul vegetale leggermente scomposto e va pian piano a sfumare su una nota calda di mou e tabacco, senza però fare la differenza. Il vino ha spessore, sia chiaro, ma ha anche a mio avviso qualche lieve deviazione da stanchezza, derivata forse dal percorso che ha portato questa bottiglia a noi oggi. Presa singolarmente comunque tanto di cappello, fa in ogni caso la sua gran figura, lotta con gli italiani di gran rango in tavola e si beve assolutamente senza patemi, lo dico a scanso…

  • 1971,  AOC,  BORDEAUX,  Chateau Margaux,  FRANCIA,  MARGAUX,  ROSSI

    1971 Chateau Margaux, Chateau Margaux

    Annata media, pochi i “fuochi artificiali” prodotti ma diversi vini rivalutati col tempo, al punto che ormai si parla serenamente di annata sottovalutata. In questo caso tutto si gioca su finezza, eleganza, energia e coerenza, la finezza perché naso e bocca giocano di cesello su un frutto delicato, un tratto vegetale di tabacco che sotterra subito un lontano peperone, una nota floreale accennato e poi col tempo a declinare su sottobosco vivo, resina e un rimbalzo quasi marino, il vero plus in bocca è la mineralità che fa da sponda a tutto e sulla quale si impernia la bocca, quindi forse in apparenza più parte dura in spinta (non in…