• 1971,  AOC,  BORDEAUX,  Chateau Margaux,  FRANCIA,  MARGAUX,  ROSSI

    1971 Chateau Margaux, Chateau Margaux

    Annata media, pochi i “fuochi artificiali” prodotti ma diversi vini rivalutati col tempo, al punto che ormai si parla serenamente di annata sottovalutata. In questo caso tutto si gioca su finezza, eleganza, energia e coerenza, la finezza perché naso e bocca giocano di cesello su un frutto delicato, un tratto vegetale di tabacco che sotterra subito un lontano peperone, una nota floreale accennato e poi col tempo a declinare su sottobosco vivo, resina e un rimbalzo quasi marino, il vero plus in bocca è la mineralità che fa da sponda a tutto e sulla quale si impernia la bocca, quindi forse in apparenza più parte dura in spinta (non in…

  • 1991,  AOC,  BORDEAUX,  Château Margaux,  FRANCIA,  MARGAUX,  ROSSI

    1991 Margaux, Château Margaux

    Liquido superbo, di eleganza ultraterrena. Incede senza toccare suolo con rimandi di fiori macerati, earl grey, mirtilli e bacche rosse selvatiche, liquirizia e grafite. Al sorso è un fruscio di sete, fragrante, agrumato e vibrante; c’è un soffio di menta selvatica in deglutizione che lo rende irresistibile, aggiungendo freschezza e bevibilità . Ciò che seduce è l’equilibrio assoluto pur nel continuo movimento degli stimoli. Margaux 1991 è un vino quintessenziale; è l’essenza della riva sinistra. Ancora di più in una annata così complicata.

  • 1989,  AOC,  BORDEAUX,  Château Pichon Longueville Comtesse de Lalande,  FRANCIA,  PAUILLAC,  ROSSI

    1989 Pauillac, Château Pichon Longueville Comtesse de Lalande

    Comtesse de Lalande 1989 è una bellezza. Una brezza di incenso, pelle bagnata, bacche rosse sotto spirito, pomodori essiccati e infine cuoio e  scatola di sigari. Ha un tatto irresistibile: seducente, serico, rinfrescato da una corrente balsamica che ricorda la nepitella. Qui c’è grazia, misura, equilibrio. Qui c’è cervello, cuore e metodo. Un vademecum della riva sinistra.

  • 2000,  AOC,  BIANCHI,  BORDEAUX,  Domaine de Chevalier,  FRANCIA,  PESSAC-LÉOGNAN

    2000 Pessac Léognan Domaine de Chevalier Blanc, Domaine de Chevalier

    I Bordeaux Blanc hanno esigenze spesso opposte a quelle dei Bordeaux Rouge: una grandissima annata per i rossi può dare opulenza ai bianchi, viceversa una grandissima annata per i bianchi può essere meno favorevole per i rossi. In entrambi i casi il tempo porta quasi sempre verso l’eleganza, ma parlare di eleganza per un bianco a maggioranza Sauvignon, nell’ annata 2000 (bella ricca e piena a Bordeaux) non è esattamente automatico, eppure… 85% sauvignon, 15% semillon, fermentazione, bâtonnage ed affinamento tutto in barrique. Le premesse sono quelle di un corpo quanto meno non farfallesco, invece, aldilà della bella doratura scintillante del colore, dalla prima snasata questo vino ti fa sorridere;…

  • 1981,  AOC,  Château d'Yquem,  DOLCI,  FRANCIA,  SAUTERNES

    1981 Sauternes Lur Saluces, Château d’Yquem

    Hai voglia a dire che la dolcezza, alla lunga, stanca. Io mi stanco zero a girare nel bicchiere questo Yquem. I suoi primi (quasi) quarant’anni li passa con slancio: ambra acceso e spesso, il naso inevitabilmente si apre con lentezza, e che ci vuoi fare? Il genio è stato costretto nella lampada per tanto tempo, adesso ci mette un po’ a sgranchirsi. Ma una volta messe da parte le note sulfuree, esce fuori la frutta disidratata, tipo pesca essiccata, a tranquillizzare, e dopo di lei un corredo numeroso e nutrito, come fosse una parata di recettori olfattivi che lentamente passa sotto il naso, ognuno con qualcosa da dire: zafferano, vaniglia,…

  • 1990,  AOC,  BORDEAUX,  Château Montrose,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ESTEPHE

    1990 Saint-Estéphe, Château Montrose

    Montrose 1990 è un vino magnifico, possente a cominciare dal tatto vellutato e dal frutto carnoso ancora masticabile, ma per nulla statico o seduto. C’è perfino una vena di roccia che lo rende ancora materico, coriaceo. Sigaro inumidito, cuoio bagnato e un accenno di catrame subito soffiato via da una composta di cassis e more, cotognata e scorza di agrumi; poi ancora tabacco dolce, funghi freschi, sottobosco e un vago tono spermatico (absit iniuria verbis). In deglutizione ha un allungo impressionante per energia e costanza.

  • 2007,  AOC,  BIANCHI,  BORDEAUX,  Chateau Pape Clément,  FRANCIA,  PESSAC-LÉOGNAN

    2007 Pessac-Léognan, Chateau Pape Clément

    Il grado alcolico (14,5%) e il colore oro caldo farebbero pensare a pesantezze e ossidazioni che fortunatamente non trovo nel bicchiere. Si presenta con note di fiori di acacia, buccia di mandarino, chicco di grano maturo, grasso di prosciutto, mela grattugiata, frutta esotica, cenere e idrocarburi. Il sorso, nonostante l’alcol, è suadente e  reattivo, mentre il tocco è “dolce” e in deglutizione rilascia sbuffi minerali di pietra focaia e cenere. 48,5% sémillon, 44,5% sauvignon blanc, 5,5% sauvignon gris, 1,5% muscadelle.

  • 1959,  AOC,  BORDEAUX,  Château Thibaut-Maillet,  FRANCIA,  POMEROL,  ROSSI

    1959 Pomerol, Château Thibaut-Maillet

    Sessant’anni portati alla grande. Colore integro e luminoso (sì, integro e luminoso), frutto rosso maturo (il merlot si avverte, ed è notevole trovarne una traccia così netta dopo tutti questi anni) e un che di spezia e una vena sottilmente terrosa, tannino ben delineato, freschezza invidiabile e, quel che più conta per me che cerco la “gastronomicità” dei vini, un’abbinabilità eccellente con la carne di maialino al forno che avevamo in tavola. Tutti a bocc’aperta, io e i miei commensali, per un rosso bordolese che dimostrava sì e no una decina d’anni. Un’ulteriore conferma del valore dell’annata 1959 a Bordeaux. Vini “classici” di un’epoca andata. Non cercate informazioni sul produttore,…

  • 2000,  AOC,  Château Lynch-Bages,  FRANCIA,  PAUILLAC,  ROSSI

    2000, Château Lynch-Bages Pauillac

    Il millesimo delle meraviglie fortemente voluto e infine graziato dal clima si trova in uno stato di grazia per molte bottiglie tanto che stappature come queste non possono essere criticate per la troppa fretta. Note di marasca, senape, tartufo bianco, humus e bergamotto, arancio rosso, chiodo di garofano , grafite, tabacco inglese da pipa, legno di cedro fanno da preludio ad un sorso di eleganza rara fatto di tannino di grana finissima che alterna ancora graffi a languide carezze. Chiude su tartufo (nero e bianco a seconda della temperatura che raggiunge nel calice) e mirto, pepe nero e cannella, si rivela dolce eppure fresco come un succo di ciliegia: un…