• 2015,  Colli Tortonesi,  DOC,  I Carpini,  PIEMONTE,  ROSSI

    2015 Colli Tortonesi Rosso Falò di ottobre, I Carpini

    Se si parla di Colli Tortonesi si pensa subito al timorasso, ma in questo caso, anche se è un vino di un’azienda che ha nel timorasso il suo marchio di fabbrica, ho scelto un raro merlot in purezza. Raro perché i filari di merlot di Cascina i Carpini sono davvero pochi e in certe annate fanno fatica a maturare per la posizione e l’altitudine in cui sono. Bevo una 2015 uscita nella primavera 2020, solo 641 bottiglie. Un vino mutevole, perché sa essere un ottimo recettore del territorio dove nasce e Paolo Ghislandi sa che ogni annata è diversa dall’altra. È di un rosso rubino brillante, sa tanto di marasca…

  • 2015,  Cascina Ca' Rossa,  DOCG,  PIEMONTE,  Roero,  ROSSI

    2015 Roero Mompissano, Cascina Ca’ Rossa

    I vini del Roero rimangono spesso fuori dai riflettori che invece illuminano Barolo e Barbaresco. Una terra diversa, un suolo argilloso e sabbioso, con vini dal fare sommesso ma di elegante fattura. Ho assaggiato il Mompissano di Cascina Ca’ Rossa con un suo bel rosso rubino luminoso. Il naso inizialmente ermetico si è aperto pian piano su toni fruttati di ciliegia, cassis, mirtillo, pepe nero, cannella e le sensazioni più fresche dell’eucalipto. Al palato è gentile, soffice con una buona componente sapida. I tannini sono maturi, dolci e la sorsata molto piacevole. Sul palato si muove con suadenza ed eleganza lasciando un lungo riverbero di gusto nella sorsata finale.

  • 2012,  DOC,  Giuseppe Rinaldi,  Langhe,  PIEMONTE,  ROSSI

    2012 Langhe Nebbiolo, Giuseppe Rinaldi

    Arrivo sempre ultimo. Il mio primo ricordo consapevole dei vini di Beppe Rinaldi è il Barolo Brunate-Le Coste 1999, bevuto in epiche dosi una sedicina di anni fa a Barbaresco. Eppure più del vino, che gli è sopravvissuto, a me manca la sua intelligenza, sperimentata quelle poche volte in cui lo incontrai (con il rammarico di non essere mai stato nella sua cantina). Adesso perciò mi devo concentrare. Metto da parte i ricordi da psicolabile, che sono roba mia e non fregano a nessuno, e provo a fare una recensione oggettiva.Ha colore granato brillante e scintille aranciate. Versandolo in controluce ho visto con i miei occhi delle sfumatore rosa. Giuro.…

  • 2019,  DOC,  Ferdinando Principiano,  Langhe,  PIEMONTE,  ROSSI

    2019 Langhe Rosso, Ferdinando Principiano

    In questa terra che abito, ad ovest della Lombardia, i vini rossi sono quasi tutti cazzuti. Barolo, Barbaresco, Ghemme, Lessona, Boca, Dolcetto, persino la Barbera (le Barbera): vini di corpo e sostanza per sopportare tapulone, plin, brasato, vitello tonnato e finanziera. Più raro è il rosso snello e scattante, adatto anche alla beva estiva se servito con qualche grado in meno di temperatura. Certo, lo sappiamo, ci sono dei nebbioli leggeri e, sopratutto, c’è il pelaverga. E poi? Come in Alto Adige hanno la schiava, qui abbiamo la slarina, vitigno quasi dimenticato che qualcuno, da nord a sud, sta alfine riscoprendo. Tra costoro c’è Ferdinando Principiano da Monforte, che presenta…

  • 2016,  BIANCHI,  DOC,  Langhe,  PIEMONTE,  Rivetto

    2016 Langhe Nascetta Borea, Rivetto

    Non conoscevo la nascetta né come vitigno né come vino. È  stata una sorpresa piacevolissima questa di Rivetto. Non mi aspettavo nulla da questa bottiglia e forse per questo l’effetto di stupore è stato doppio. Un vitigno autoctono langhetto che a mio avviso merita molta attenzione. La mia esperienza si limita a questo bicchiere, anzi più di un uno ad essere onesti, che ho trovato di grande eleganza. Naso delicatissimo di fiori bianchi, mughetto, spezie, pepe bianco finissimo. Cangiante, si muove poi su note di frutti tropicali ma sempre su toni sommessi di rara eleganza. Al palato è sapido fresco, croccante tornano le note fruttate ma anche qualche sentore balsamico…

  • 2015,  DOC,  Langhe,  PIEMONTE,  Poderi Colla,  ROSSI

    2015 Langhe Bricco del Drago, Poderi Colla

    In principio fu ‘vino da tavola’… ad averne di vini come questo in tavola ogni giorno. Lasciando (a malincuore) da parte quella che è la lunga e antichissima storia della famiglia Colla, non si può non chiedersi perché il Bricco del Drago sia così speciale da essere l’unico vino da tavola a meritare la delimitazione della zona di produzione con Decreto del Presidente della Repubblica nel 1987. Prodotto da vigne distese su questa collina dal nome ‘fantastico’, ci regala una bevuta difficile anche solo da immaginare. Il dolcetto, da bravo eroe protagonista, non ha avuto molta reticenza nel mostrarsi. Completo rosso intenso, camicia viola, giovane e bello, dolcemente profumato di…

  • 2010,  BIANCHI,  DOCG,  Erbaluce di Caluso,  Favaro Benito,  PIEMONTE

    2010 Erbaluce di Caluso Le Chiusure, Favaro

    Quando si incontra un Erbaluce come Le Chiusure arriva quella sensazione sulla pelle che ti porta a ricordare il momento in cui ci si innamora. La sua evoluzione nel tempo è in senso assoluto quella di un amore intenso, di quelli che iniziano timidamente e poi, con gli anni, raggiungono una profondità che non si arrende alle apparenze. Lei, dopo 10 anni, ancora indossa quell’abito dai colori tenui che si è di poco scurito col tempo, il suo profumo è sempre floreale e fresco, ma ora lascia una scia più intensa di ginestra e salvia. Lui, con gli anni, è diventato più romantico, gentile e dolce, ha messo da parte…

  • 2010,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  Reverdito,  ROSSI

    2010 Barolo Castagni, Reverdito

    Bere un Barolo che sappia di Barolo senza impegnare un rene è possibile. Negli ultimi anni il mercato è impazzito ma si trova ancora qualcosa. Questo Barolo di La Morra, dal vigneto Castagni, dopo sei anni di riposo in cantina sa ancora di Barolo di La Morra e ora mi regala una bevuta non impegnativa e tutto sommato piacevole. Il prezzo che pagai allora non basterebbe a comprare oggi molti dei nebbiolo della stessa zona. Vino che non pare particolarmente longevo, almeno in questo millesimo, mostrando qualche segno di cedimento all’orizzonte. Sentore inopinato di sigaro toscano, accompagnato da tamarindo, scorza d’arancia, fiori rossi secchi. Si beve bene, con ottima scorrevolezza…

  • 2015,  Barbaresco,  DOCG,  PIEMONTE,  Rizzi,  ROSSI

    2015 Barbaresco, Rizzi

    Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,io non perdono, non perdono e tocco! Il tannino del Barbaresco 2015 di Rizzi non perdona, e come farebbe un fiorettista, tocca. Tocca con precisione ed eleganza i punti giusti della nostra lingua. I recettori si attivano, il piacere dalla bocca pervade tutto il resto del nostro corpo, infondendoci un estremo senso di beatitudine. Un tannino che svolge bene il ruolo di esoscheletro, che da vigore ad una trama già scritta ma mai scontata. Astringe ma di certo non respinge il sorso successivo, anzi invita a farlo. Insomma, il classico tannino didattico.…