• AOC,  CRÉMANT DU JURA,  Domaine de Montbourgeau,  FRANCIA,  JURA,  MÉTHODE TRADITIONNELLE

    Crémant du Jura, Domaine de Montbourgeau

    Bollicina ecumenica se ce n’è una, sta bene su tutto come il blu. Chardonnay in purezza del Jura, presa di spuma classica come in un metodo classico, ed ecco fatto, fossi un assaggiatore scriverei: giallo paglierino appena scarico e luminoso, effervescenza ruvida e rigogliosa, naso giocato sulla finezza. Frutta bianca, agrume, ma anche vena aromatica floreale fresca. In bocca è saporito e succoso, leggero, sottile. Fossi un blogger scriverei: non è una bomba di profondità ma ha una facilità di beva contagiosa, è scattante e giocoso. Il genere di bolla da tenere sempre a portata di mano, e quando finisce già pensi alla prossima volta che lo riberrai.

  • 2004,  AOC,  COTES DU JURA,  DOLCI,  Domaine Labet,  FRANCIA,  JURA

    2004 Côtes du Jura Vin de Paille, Julien Labet

    Il Vin de Paille rappresenta parte della tradizione dei vini dello Jura, area quanto mai affascinante, che da qualche anno sta riemergendo dopo essere rimasta per anni nella penombra del palco francese. La Jura è tutta da scoprire con vini ricchi di originalità spesso fuori dagli schemi, tanto da farli risultare unici. Labet è tra gli interpreti che più mi intrigano, per il gioco elegante e sottile di equilibri che riesce a conferire ai suoi vini. Uno stile funambolico, l’equilibrio sopra la follia come direbbe Vasco Rossi, pur avendo la netta sensazione che non ci sia mai il rischio di cadere. Il suo è un Vin de Paille eccelso, prodotto…

  • 2014,  AOC,  COTES DU JURA,  Domaine Labet,  FRANCIA,  JURA,  ROSSI

    2014 Côtes de Jura Pinot Noir Les Varrons, Domaine Labet

    Bello a partire dall’aspetto cromatico che ricorda il karkadè di metà pomeriggio ed un mazzo di rose antiche; naso che passa dalla rosa appassita alla cola, il frutto riporta al melograno non troppo maturo, un tratto di noce fresca e il tamarindo, un mix tra spezia e tratti freschi/scuri e sottili, abbiamo una rusticità ben presente, senza dubbio, ma non è sgradevole ed anzi direi che nel contesto ci sta anche. Bocca giustamente pètillant, non una effervescenza vigorosa, ma una sottile sollecitazione continua che fa danzare le microbolle sulla lingua, pure asservite da una acidità assolutamente vispa, un microgrammo di zucchero, ma quasi invisibile e una sensazione di leggerezza e…

  • 2012,  AOC,  BIANCHI,  COTES DU JURA,  Domaine Labet,  FRANCIA,  JURA

    2012 Côtes du Jura Fleur de Savagnin, Domaine Labet

    Non vi è dubbio che in Jura si producano vini buoni. Anche di molto. Parlo dei bianchi, sui rossi non dirò nulla se non in presenza del mio avvocato. Nessun dubbio nemmeno sul fatto che, come peraltro capita in tutto il mondo ampelomunito, non tutti i bianchi della zona siano degni di memoria. Ma si sa come vanno le cose quando una zona vinicola diventa di moda, specie se si tratta di zona piccina. Alla lunga ci siamo portati al di qua delle Alpi praticamente tutto, anche vini mediocri venduti a prezzi incomprensibili. Come diceva sempre mia nonna, a forza di spremere anche il limone più succoso prima o poi…

  • 2016,  AOC,  BIANCHI,  COTES DU JURA,  Domaine Labet,  FRANCIA,  JURA

    2016 Côtes du Jura La Bardette, Domaine Labet

    Mi devo fare un po’ di violenza per ammettere che questo vino mi aveva convinto di più quando l’avevo acquistato. Ma bisogna essere onesti, in questo mondo di aspettative e di giudizi gonfiati (o sgonfiati, non fa differenza) a seconda di quello che c’è scritto sull’etichetta. Allo stesso tempo devo aggiungere che è quasi impossibile incasellarlo in un giudizio coerente, e quindi tutto quello che segue è un tentativo monco di inquadrare una bevuta a uso terzi. Ci provo. Era energia acida e salina ed è rimasto energia acida e salina. Gli Jura di Labet sono quasi sempre quelli che mi convincono maggiormente, perché hanno quella spinta, quella pulsazione vitale…

  • 2013,  AOC,  BIANCHI,  COTES DU JURA,  Domaine Ganevat,  FRANCIA,  JURA,  OSSIDATIVI

    2013 Cote du Jura Grusse en Billat, Domaine Ganevat

    Che lo chardonnay sia una puttanella è cosa nota. Si concede a qualsiasi terreno, in ogni latitudine, soddisfa il palato inesperto per la facilità di approccio, intriga quello navigato per l’espressività che non annoia.Quello prodotto da vigne di cinquant’anni cresciuto su terreni marnosi è roba da professionisti dell’amore. Poi, se la zona di produzione è lo Jura e la mano quella di Jean-François Ganevat, c’è da perderci il senno. Spalle dritte e bel portamento, come solo un vino di questa struttura può sfoggiare. Esuberante nella spinta salina, esprime una nuance ossidativa per ammiccare un po’ subito alternata da pera croccante e miele di acacia, il più dolce. Il sorso si…

  • 2017,  BIANCHI,  COTES DU JURA,  Domaine Labet,  FRANCIA,  JURA

    2016 Cotes du Jura Chardonnay Les Varrons, Domaine Labet

    A Rotalier, nello Jura meridionale, nella zona del Revermont, Julien Labet lavora i 3 ettari di famiglia spingendo forte su pratiche naturali. Personaggio decisamente gainsbourghiano nell’aspetto e nei comportamenti, è divenuto per gli appassionati il prototipo del vignaiolo maledetto e talentuoso, offuscando a volte gli indubbi meriti a volte la capacità di giudizio. Les Varrons è uno chardonnay in purezza da selezioni massali di viti piantate negli anni trenta. Questo 2016 esprime, già dai profumi, un profilo ossidativo discreto, poi zenzero, agrumi, fieno, note affumicate ed erbacee. All’assaggio è decisamente fresco e citrino, poi radice e mela verde; rimane dritto sulla lingua e non si allarga troppo nel palato, con…

  • 2015,  AOC,  ARBOIS,  Domaine Des Cavarodes,  FRANCIA,  JURA

    2015 Chardonnay Des Messagelin, Domaine Des Cavarodes

    Uno degli assaggi più folgoranti degli ultimi tempi. E dire che sono arrivato prevenuto a questo assaggio per essere incappato, nel caso dei bianchi 2015 dello Jura, in bottiglie deviate, spesso con troppo alcol o talvolta difettate. Qui, invece, nulla di tutto ciò: lo chardonnay non denuncia nulla della sua natura se non un gradevolissimo grumo glicerico a centro bocca. Il naso è austero e concede solo poche suggestioni che personalmente associo alla selce, alla pietra spaccata. Le premesse di questa mineralità dura e schietta si manifestano in bocca, dove il vino ‘morde’ la lingua con una presa salina si allunga in una scia di lunghezza veramente impressionante. È la…