• 2010,  Kristina Mervic,  MACERATI,  SLOVENIA

    2010, Chardonnay JNK, Kristina Mervic

    Vino della Vipavska Dolina che Kristina Mervic produce ricorrendo alla macerazione sulle bucce. Il colore è ambrato con riflessi ramati evidenzia lo stile che in questa terra di confine è divenuto oramai tipico. Il naso è variegato, molto elegante, escono le note dell’albicocca disidratata, camomilla, timo, elicrisio e una lieve nota volatile delicata che non disturba. Successivamente, note di miele d’acacia e sentori floreali. La macerazione tende ad annullare il varietale e la dimensione spazio temporale, ma questo bicchiere rimane comunque molto intrigante. Poco Chardonnay ma un buon vino. Al palato, l’attacco di bocca è ricco e suadente e giocato con eleganza. La sorsata è soffice, con note fruttate già…

  • 2010,  DENOMINACIONES DE ORIGEN CALIFICADA,  LA RIOJA,  Lòpez de Heredia,  RIOJA ,  ROSSI,  SPAGNA

    2010 Viña Cubillo Tinto Crianza, Lopez De Heredia

    Di Lopez De Heredia parliamo spesso su Intralcio (link), quindi vado subito al sodo. Il canovaccio è sempre lo stesso: grande acidità che dà spinta ai piccoli frutti rossi (mirtilli e more) per molti anni; non da guinness come il Tondonia e il Bosconia, ma arriva fresco e snello tranquillamente ai 15 anni. Nel Cubillo 2010 esce fuori forte la famigerata nota vanigliata che, udite udite, non fa maledire la barrique (no, frame vanigliato non lo scrivo neanche sotto tortura), soprattutto se lo servite intorno ai 13/14 gradi. In bocca è sapido, avvolgente, mai ‘grasso’. L’agilità del sapore viene rilanciata dalla nota balsamica, altra caratteristica della cantina, che impavida non…

  • 2010,  AOC,  BIANCHI,  FRANCIA,  LOIRE,  POUILLY-FUMÉ

    2010 Pouilly Fumé Pierre Précieuse, Domaine Alexandre Bain

    Non accadeva da tempo che un vino riuscisse a farmi vibrare certe corde dell’emozione. Chissà, forse la rievocazione di un ricordo emerso da chissà quale parte della mente. Pierre Précieuse 2010 di Alexandre Bain è un Pouilly Fumé, un sauvignon in purezza prodotto in Loira. Il colore è giallo oro luminoso. Al naso è subito disponibile, ampio, con note burrose e a tratti ferruginose nei primi istanti. Successivamente il vino si apre ancor più con note fruttate di ananas disidratata e passion fruit che poi si muovono su sentori di erbe officinali, spezie, polvere di caffè, radice di liquirizia e genziana. Al palato l’attacco è sapido, pieno, si scorge un…

  • 2010,  AOC,  BIANCHI,  Domaine Didier Dagueneau,  FRANCIA,  POUILLY-FUMÉ

    2010 Pur Sang, Domaine Didier Dagueneau

    Esiste un pre e post Didier ma esiste anche una annata di raccordo tra le 2 gestioni e questa è la 2010 che, grazie a condizioni climatiche strepitose, permette ai vini di questo domaine di avere un plus inarrivabile nonostante la fase di transizione tra padre e figlio. Freschezza assoluta dichiarata già subito da un colore quasi impalpabile e da una nota linfatica vivace, che dà una lieve connotazione vegetale spiazzante quasi più da chenin blanc giovane che da sauvignon di 10 anni; poi ingrana di lime e pompelmo, di erbe fresche tagliate e sambuco, balla tra tratti floreali e frutta gialla fresca. In bocca il primo ingresso introduce salinità…

  • 2010,  Camillo Donati,  Emilia,  EMILIA ROMAGNA,  IGT,  RIFERMENTATI

    2010 Il Mio Malvasia, Camillo Donati

    L’assaggio di un vino non può mai prescindere dal suo contesto culturale e dalla percezione che abbiamo di esso, legata com’è, pur sempre, al percorso di contaminazioni e di esplorazioni di ciascuno di noi. Qui, vi chiedo di lasciar perdere il classico cliché emiliano “lambrusco, zampone e cotechino”, di superare il luogo comune della bollicina che banalmente pulisce a ogni sorso, che sgrassa i più svariati affettati e i piatti untuosi della cucina regionale, e di fare un viaggio spazio temporale in un territorio italiano con un savoir-faire contadino, che si è radicato in uno specifico luogo e che si tramanda da secoli. Anzi, per dirla in una maniera più…

  • 2010,  BIANCHI,  DOCG,  Erbaluce di Caluso,  Favaro Benito,  PIEMONTE

    2010 Erbaluce di Caluso Le Chiusure, Favaro

    Quando si incontra un Erbaluce come Le Chiusure arriva quella sensazione sulla pelle che ti porta a ricordare il momento in cui ci si innamora. La sua evoluzione nel tempo è in senso assoluto quella di un amore intenso, di quelli che iniziano timidamente e poi, con gli anni, raggiungono una profondità che non si arrende alle apparenze. Lei, dopo 10 anni, ancora indossa quell’abito dai colori tenui che si è di poco scurito col tempo, il suo profumo è sempre floreale e fresco, ma ora lascia una scia più intensa di ginestra e salvia. Lui, con gli anni, è diventato più romantico, gentile e dolce, ha messo da parte…

  • 2010,  ABRUZZO,  BIANCHI,  DOC,  Emidio Pepe,  Trebbiano d’Abruzzo

    2010 Trebbiano d’Abruzzo, Emidio Pepe

    Aspettative alte per una di quelle annate che sulla carta non dovrebbero mai tradire, o quasi. Non solo nel Centro Italia, non solo quando riferite ai bianchi della Costa Adriatica. E invece. Il tratto è inconfondibile, piacevolmente sulfureo quando non addirittura marino, affiancato da quella possenza di frutto che tratteggia il Trebbiano di Pepe. E poi note (leggere) di idrocarburi, di fieno, di erbe officinali. C’è da perdersi. È però in bocca che paga qualcosa in termini di presa, di tessitura, di profondità. Sorprende non solo per una leggerezza forse inaspettata ma anche per una certa esilità, come fosse vino che sta vivendo una particolare fase di evoluzione verso “altro”.…

  • 2010,  Castell'in Villa,  Chianti Classico,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA

    2010 Chianti Classico Riserva, Castell’in Villa

    Mediamente non vado matto per i Sangiovese di Castelnuovo Berardenga, ma il manico e la cura selettiva di Castell’in Villa (azienda dotata anche di una varietà di terreni incredibile) parlano da sé. E si fanno attendere. Sia come sosta in affinamento, prima dell’uscita, sia per esprimere tutto il potenziale al bicchiere. Mezz’oretta di assestamento, in cui è apparso chiuso e su note scure, quasi da far temere l’ossidazione, prima di esplodere in uno spettro molto più solare di frutta rossa, spezie, cuoio, cipria e ferro. Bocca di grande vivacità e versatilità, che sbalordisce a tavola: carnosa e fine allo stesso tempo, con un tannino setoso e vibrante, una tempra da…

  • 2010,  Bodega Barranco Oscuro,  ROSSI,  SPAGNA,  VINO DE ESPAÑA

    2010 Cerro Las Monjas, Bodega Barranco Oscuro

    Barranco Oscuro è un nome già noto in Italia in quanto presente nel catalogo Triple A di Velier. Situato nelle montagne della Controviesa, nel sudovest della Spagna, fra il mare e Granada, questo produttore ha i vigneti (per la maggior parte su piede franco) situati ad una altitudine “Eroica”, oltre 1300 metri sul livello del mare, mare che è distante meno di 50 km..Il Cerro las Monjas 1368 è un assemblaggio di garnacha, cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot coltivati secondo i dettami naturali, vinificatis eguendo la fermentazione spontanea con lieviti indigeni e macerato sulle bucce a cui segue affinamento per 18 mesi in barriques esauste per finire con l’imbottigliamento…

  • 2010,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  Reverdito,  ROSSI

    2010 Barolo Castagni, Reverdito

    Bere un Barolo che sappia di Barolo senza impegnare un rene è possibile. Negli ultimi anni il mercato è impazzito ma si trova ancora qualcosa. Questo Barolo di La Morra, dal vigneto Castagni, dopo sei anni di riposo in cantina sa ancora di Barolo di La Morra e ora mi regala una bevuta non impegnativa e tutto sommato piacevole. Il prezzo che pagai allora non basterebbe a comprare oggi molti dei nebbiolo della stessa zona. Vino che non pare particolarmente longevo, almeno in questo millesimo, mostrando qualche segno di cedimento all’orizzonte. Sentore inopinato di sigaro toscano, accompagnato da tamarindo, scorza d’arancia, fiori rossi secchi. Si beve bene, con ottima scorrevolezza…