• 2013,  Alto Adige,  DOC,  Hartmann Donà,  ROSSI,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2013 Donà Noir, Hartmann Donà

    Pinot nero che cresce e matura su terreni limosi, ci regala un vino dai muscoli armonici e dal tannino cesellato. Spigoloso e balsamico, pulito e definito nei profumi nitidi della passeggiata nel bosco quando l’estate è finita ma non è ancora autunno; i frutti rossi sono concentrati e ben integrati con il legno, e la sensazione che se ne riceve è quella di un vino caldo ma non caloroso; un vino avvolgente e sfaccettato che interpreta bene il territorio di provenienza. Se proprio devo trovare un difetto o qualcosa che ci somigli, è la sensazione della polpa che in bocca svanisce abbastanza velocemente.

  • 2013,  BIANCHI,  Hartmann Donà,  IGT,  Mitterberg,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2013 Donà Blanc, Hartmann Donà

    Stessa percentuale di uve da pinot bianco e chardonnay del 2016. La bottiglia proveniente da vendemmia 2013, annata più calda, ha una bella acidità e maggiore compostezza della successiva 2016 in comparazione. Vino naturalmente più pronto, dove il tempo ha giocato a favore di una maggiore compostezza, mettendo in riga il miele, i fiori di arancio e albicocca, un tappeto vanigliato e la vena salina del terreno di provenienza. La foto è terribile, troppo concentrata nella degustazione ho dimenticato di fotografare le bottiglie in assaggio.

  • 2019,  BIANCHI,  IGT,  TRENTINO-ALTO ADIGE,  TRENTINO-ALTO ADIGE,  Weingut Hans Rottensteiner

    2019 Kitz, Weingut Hans Rottensteiner

    Graziosa, piccola cantina appena fuori Bolzano, 10 ettari di vigna integrata dalla produzione di 50 contadini della zona che conferiscono le uve dei migliori raccolti, come tradizione impone. Questo Kitz, il cui significato è cucciolo di stambecco, è il nuovo nato in casa Rottensteiner. Cuvée di uve sauvignon, chardonnay e pinot bianco, il Kitz è un vino vivace e fresco, dalla beva semplice e gradevole. Non ha bisogno di complessità e sovrastrutture, non è questa la sua indole. Al naso e in bocca è un susseguirsi di agrumi bucciosi che regalano sorsi pieni di vigore, citrini e dal finale vagamente amarognolo. Erba di campo fresca, pompelmo e lime. Pochi profumi…

  • 2016,  BIANCHI,  Hartmann Donà,  IGT,  Mitterberg,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2016 Donà Blanc, Hartmann Donà

    Prodotto con il 60% di pinot bianco e il 40% di chardonnay da viti cresciute su terreni calcarei e limosi, questo è il classico vino-espressione altoatesino da manuale, tutto pienezza e capacità di sfidare forze gravitazionali e più banale invecchiamento. Certo il produttore ci mette la sua mano, e si riconosce dall’elegante equilibrio nell’uso del legno. Il Donà Blanc è pieno e fa coincidere una complessità di struttura con la straordinaria capacità di beva, particolarmente agile, tra un ricciolo di burro di pasticceria e il pizzico citrino della polpa di agrume.

  • 2018,  Alto Adige,  Cantina Girlan,  DOC,  ROSSI,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2018 Gschleier Alte Reben Vernatsch, Girlan

    Le uve provengono anche da piante dinosauro, si parla di 110 anni e tanta tenacia, talmente tanta da voler produrre grappoli molto più piccoli rispetto la media, ma qualitativamente senza pari. Le caratteristiche del terreno morenico rendono le uve capaci di dare un vino con potenziale di invecchiamento; a confutare questa caratteristica, una piccola verticale di confronto conclusa con una 05 ancora vivida e succosa.Questa 2018 è buona. Ricca di ciliegia, mara de bois, ribes e lamponi su un tappeto leggermente balsamico; sfumature vegetali e una vena iodata che rende il sorso ancora più invitante. Forse questo vino è tutto questo, o forse mi sono lasciata ammaliare dall’etichetta indimenticabile, opera…

  • 2019,  Alto Adige,  Cantina Girlan,  DOC,  ROSSI,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2019 Vernatsch Fass nr.9, Girlan

    La schiava di Girlan nasce proprio dalla botte numero 9, nell’anno di grazia 1975. Vigne allevate a circa 500 metri su terreni morenici, alcune di esse hanno circa 60 anni. Il vino che ne viene è la tipica espressione di schiava altoatesina, tutta frutto rosso dalla polpa che scrocchia, freschezza e tannini. Non fosse per il grado alcolico, questa schiava fortemente beverina si potrebbe buttar giù come una tisana ai frutti dibosco, di quelle mangia-e-bevi tanto è gradevole l’armonia del frutto e le spezie dolcine che si concedono nel passaggio in botte grande. Caratteristica e ben fatta, una bevuta che lascia in bocca e nei ricordi la piacevolezza del momento.

  • 2018,  Alto Adige,  DOC,  ROSSI,  Tenuta Maso Mayr-Unterganzner,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2018 Alto Adige St. Magdalner Classico Heilmann, Mayr Unterganzner

    Un vero body builder. Dimentichiamo la Santa Maddalena ballerina di danza classica e buttiamoci nel mischione con questo lottatore dalle spalle larghe. Profumi spinti, odore di legno bagnato, il medesimo che si respira quando le barriques sono lavate in attesa di un riutilizzo. Diverte questo vino tutta forza e muscoloni, dove la frutta è scura e sfacciata e il legno sventaglia spezie senza pudore. Serve tempo per capire che direzione prenderà.

  • 2019,  Alto Adige,  DOC,  Pfannenstielhof,  ROSSI,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2019 Alto Adige St. Magdalener Classico, Pfannenstielhof

    Purista dalla mano chirurgica, Santa Maddalena dal 95% di schiava e rimanente lagrein allevati con la classica pergola trentina. Il lagrein serve a modellare i fianchi alla schiava; il risultato è un vino molto delineato, che si potrebbe definire elegante. Il colore è bello vivido, con le sfumature rubino brillanti che ci si aspetta di trovare. All’olfatto predomina la schiava con le sue spigolosità, alternate da profumi di frutta più dolce come la prugna e la ciliegia nera matura da Schwarzwälder Kirschtorte: il saldo di lagrein che ammorbidisce l’acidità e stonda gli spigoli.

  • 2019,  Alto Adige,  Cantina Kurtatsch,  DOC,  ROSSI,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2019 Alto Adige Alte Reben Sonntaler, Cantina Kurtatsch

    Valle del sole, o Sonntaler: tra i 250 e i 350 metri sul livello del mare. Nonostante una leggerissima rifermentazione carbonica iniziale che sparisce con un giro di calice, di tutte le schiave provate fino ad ora questa stupisce per la potenza del frutto ricco e carnoso, accompagnato da richiami floreali (il fiore d’arancio fra tutti) abbastanza nitidi. Cremoso e morbido, è sorretto da una spina acida non che c’è ma non invade. Il sorso conferma il calore del nome della valle. Complessivamente una vernatsch pronta, gradevole, vigorosa.

  • 2015,  Hartmann Donà,  IGT,  Mitterberg,  ROSSI,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2015 Donà Rouge, Hartmann Donà

    Vernatsch più un saldo di pinot nero e lagrein con un lustro di vita alle spalle. Se mai avessi avuto la curiosità di immaginare una schiava con qualche anno sul groppone, eccone una che presenta giusto un’unghia di colore vagamente granato, dove la terziarizzazione è appena accennata mentre il frutto, piuttosto concentrato all’olfatto e in bocca, resta nitido e compatto a indicare un’annata calda e grassoccia. Questo vino ha fermentato spontaneamente tre settimane in grandi tini di legno, sotto costante occhio vigile del produttore che non ha mai svolto interventi invasivi tranne che il controllo puntuale. Il nervo salino scalpita e in bocca è un susseguirsi di frutta a buccia…