• 2019,  Giovanni Cenci,  IGT,  ROSATI,  UMBRIA,  Umbria

    2019 Lastre Bianche, Cantina Cenci

    Rosato ottenuto da sangiovese proveniente da vigneti cresciuti su terreni ricchi di travertino e calcare, vere e proprie lastre bianche.Giovanni Cenci fa vini prudenti, ne è conferma anche il nuovo nato: un rosato dal colore tenue e timido, come piace a noi signore che facciamo di tutto per apparire sofisticate perché conosciamo un po’ di mondo, e riteniamo che il rosato sia un vino da bere quando se ne ha voglia, non solo nelle afose giornate estive. La forza di questo vino sta tutta nella precisa (e misurata) rispondenza tra ciò che si vede nel calice e il sapore che ci si aspetta di trovare: il sorso delicato nella fragranza…

  • 2019,  Il Signor Kurtz,  RIFERMENTATI,  ROSSI,  VINO D'ANNATA

    2019 Beirut, Il Signor Kurtz

    Ho sempre pensato che l’Umbria dei vini rossi fosse in grado di dare il meglio di sé nell’interpretazione del sangiovese. Un ragionamento più approfondito mi suggerisce invece che probabilmente è il merlot a trovare nelle colline umbre terreni più confortevoli per esprimersi al meglio, e forse questa considerazione era chiara a tutti – soprattutto in provincia di Terni, almeno dal 1979.Ieri ho bevuto Beirut del Signor Kurtz, aka Marco Durante, coraggioso produttore di vini unici e di temperamento forte. Si tratta di un merlot in stato di grazia, rifermentato spontaneamente in bottiglia. Uve raccolte in anticipo sulla tabella di marcia, leggera macerazione sulle bucce. Beirut è un vino pazzesco, che…

  • 2015,  Antoine Jobard,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  FRANCIA,  PULIGNY-MONTRACHET

    2015 Puligny-Montrachet Le Trézin, Antoine Jobard

    Vino che ho consumato probabilmente giovane, considerando il potenziale di invecchiamento di cui è capace.Se dovessi definire struttura e complessità gusto-olfattiva nel senso più puro del termine, Le Trézin potrebbe essere un campione da proporre come modello.Sicuramente non un vino semplice. Mi piacerebbe definirlo misterioso, ma rischierei di scadere nelle leziosità della degustazione.Colpisce per la sfumatura di fumo di torba – lontana ma precisa – che alterna, rincorrendoli, forti richiami iodati, quasi marini. Dotato di un nervo sottile e forte che si sovrappone a una trama fine e precisa, questo chardonnay dall’acidità definita ma non grossolana si esprime con classicità, su note di frutta a polpa bianca, con un twist…

  • 2015,  AOC,  BIANCHI,  FRANCIA,  MEURSAULT,  Patrick Javillier

    2015 Meursault Les Tillets, Patrick Javillier

    Parto mettendo in tavola le carte: i vini di Javillier mi piacciono molto perché li trovo mediamente buoni e non devo vendere un rene per acquistarli in enoteca.Con questa premessa doverosa, ho deciso che non c’era bisogno di aspettare un’occasione speciale per stappare Les Tillets: una coda di rospo cucinata con le mie manine sante e consumata in solitaria.Prodotto con uve provenienti da viti che vanno dai 30 ai 70 anni, questo vino coniuga l’agilità di beva ed eleganza, nonostante l’età relativamente giovane della bottiglia. Attacco austero ma non troppo, gli basta un po’ di confidenza per aprirsi a profumi di agrumi, fieno e accenni di spezie; senza fare l’elenco…

  • 2017,  IGT,  Podere Le Boncie,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2017 Le Trame, Podere Le Boncie

    Assaggio goduto durante una visita in cantina.Annuso il calice ripetendo a me stessa che la 2017 è stata un’annata difficile, che ha causato shock idrico alle viti di buona volontà, che probabilmente troverò più frutto e alcol che in altre annate e via dicendo. Insomma, mi carico dei soliti pregiudizi, puntualmente smentiti. Al naso il vino è ampio e balsamico, severo ma accogliente negli odori mediterranei che si concedono educatamente, mentre nel sorso ritrovo la freschezza tipica de le Trame; il tannino è un po’ incazzoso e il ventaglio di frutti rossi regalano una beva brillante creando un meraviglioso contrasto con il rigore dei profumi. Aspetto qualche minuto e poi…

  • 2016,  IGT,  Mullin Estate Wines,  ROSSI,  UMBRIA,  Umbria

    2016 Sangiovese lotto n. 15, Mullin Estate Wines

    Il clima è clemente e sete e fame non mi abbandonano un momento, perciò mi sono decisa a stappare la bottiglia N°15 del Sangiovese Mullin Estate Wines che conservavo da un paio di anni.Sono partita, come sempre, piena di dubbi e di incertezze per una bottiglia che non si trova nel mercato italiano ed è pensata proprio per altri scaffali oltre l’Atlantico, sebbene la produzione sia proprio a pochi km da casa mia, Todi per la precisione. Però mi sono dovuta ricredere.Sebbene a me il sangiovese piaccia un po’ imbizzarrito, devo ammettere che in cantina ci sanno fare e la mano di chi ci lavora è gentile e sa il…

  • 2017,  IGT,  Natalino Del Prete,  PUGLIA,  ROSSI,  Salento

    2017 Torre Nova, Natalino Del Prete

    Sono molto affezionata ai vini di Natalino Del prete per vari motivi: perché mi fa simpatia, perché alle fiere vado ad assaggiare i suoi vini ogni volta che ho bisogno di conforto e certezze, perché, perché, perché: sono fatti miei.Mi è capitato di stappare questa bottiglia di negroamaro targata 2017, avevo voglia di assicurarmi una goduriosa serata di ottundimento e torpore. MA.Nel calice ho trovato un vino didattico nella esposizione di difetti: una lieve rifermentazione in bottiglia come prodromo di quello che mi è sembrata la più felice espressione di brett che abbia mai assaggiato, da manuale. Peccato, perché questo vino lo ricordo come una intensa sequenza di frutti a…

  • 2018,  BIANCHI,  Dievole,  IGT,  TOSCANA,  Toscana

    2018 Campinovi, Dievole

    Può un trebbiano toscano smarcarsi dal ruolo di vino da tavola e indossare i gli abiti buoni della festa?Sì, e questo Campinovi lo dimostra. Trebbiano toscano al 100%, matura in botti grandi e poi affina in bottiglia. Il risultato è un vino dalla grande intensità olfattiva e gustativa e dal buon bilanciamento tra ciò che sprigiona il calice e la rispondenza nel sorso. Un vino profumato e intrigante, carico di fiori di acacia e frutta a polpa gialla; carezze iodate si alternano a una freschezza che invita e il vino acquista un aspetto quasi seducente. Per me, abituata a bere trebbiano toscano più crudo e grezzo, si è rivelata una…

  • 2008,  AOC,  BOURGOGNE,  Domaine d'Eugénie,  FRANCIA,  ROSSI,  VOSNE ROMANÉE

    2008 Vosne-Romanée, Domaine d’Eugénie

    Ho custodito questa bottiglia in cantina finché ho potuto, poi è arrivata l’occasione che fa la donna ladra e me la sono rubata mentre con gli occhi guardavo altrove per far finta di non sapere quello che facevano le mani.L’occasione: cena tra amici storici; calo l’asso e stappo. Grandissime aspettative per un vino tecnicamente a posto, dai profumi intensi e definiti che si susseguono uno dietro l’altro come a svolgere un compito ben fatto; all’assaggio fa la ruota come un pavone che mostra tutta la sua magnificenza, bello e buono ed elegantissimo, sì ma poi? Poi questo Vosne-Romanée si è rivelato infelicemente monolitico nonostante l’evidente complessità. Statico e ben fatto,…

  • 2012,  I Mandorli,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2012 Vigna alla Sughera, I Mandorli

    Da sempre divisa tra nebbiolo o sangiovese, per me preferire uno all’altro è come dichiarare se voglio più bene alla mamma o al papà. Nel dubbio, bevo entrambi. Questa volta ho scelto il sangiovese in purezza di Maddalena Pasquetti, sorridente produttrice in quel di Suvereto. Un sangiovese figlio di un’annata abbastanza equilibrata, che si rivela nel calice in modo netto e definito. I profumi sono invitanti – un richiamo all’arancia amara che per me è l’indicatore maximo del sangiovese – alternati da note vegetali che si ritrovano come solide certezze all’assaggio. Sottobosco e radici, ancora arancia e speziatura da legno grande, non invadente ma ben bilanciata. Una vena iodata sostiene…