• 2010,  delle Venezie,  FRIULI VENEZIA GIULIA,  IGT,  MACERATI,  Terpin

    2010 Ribolla Gialla, Terpin

    Assaggiata un milione di anni fa, quando ancora VinNatur si svolgeva nei sontuosi locali di Villa da Porto, detta “La Favorita”. Il ricordo netto che, tra i tanti in degustazione, questo vino era andato dritto al cuore conficcandosi come una scheggia nel cassetto della memoria gusto-olfattiva per i profumi dolci e iodati e la maestosità del sorso vigoroso, tale da lasciare traccia profonda.Ritrovato un paio di anni fa in una enoteca stramba, quasi nascosto da bottiglie dall’etichetta più aggraziata; acquistato e messo al sicuro in attesa di quel momento ispirato in cui una bottiglia, e solo quella, riceveranno l’attenzione che si merita.Quel momento è arrivato senza particolari ambizioni culinarie. Appena…

  • 2016,  IGT,  Le Macchiole,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2016 Messorio, Le Macchiole

    Poche volte mi è capitato di bere un vino così imponente. Il Messorio è 100% merlot, e mi dispiace per quelli che dicono che il merlot in purezza non si beve: evidentemente non hanno mai bevuto un vino come questo, che è monumentale per imponenza e struttura.Vino strabiliante, rientra nella categoria di vini che non si sa mai quando stappare, perché non c’è un momento sufficientemente solenne per decidere che è ora di gustarlo. Proprio per questo motivo ho deciso di condividerlo con pochi amici, tutti provvisti di palato finemente cesellato.Opulento, caldo e avvolgente: appena fa il suo ingresso nel calice la dice lunga sul suo carattere incisivo prendendo possesso…

  • 2019,  DOC,  Dolcetto d'Alba,  Philine Isabelle Dienger,  PIEMONTE,  ROSSI

    2019 Dolcetto d’Alba, Philine Isabelle

    Finalmente sono riuscita a mettere le mani (ma soprattutto il naso) su uno dei vini prodotti da Philine Isabelle Dienger, enologa e produttrice originaria di Heidelberg e langhetta di adozione. Abilissima nel far parlare di sé quel tanto che basta da creare un piccolo caso attorno alla sua figura; riservata, metodica e innamorata del suo lavoro, di Philine sappiamo che è devota alla biodinamica, principio che utilizza per convertire le uve di dolcetto acquistate da Luigi Veglio da vigne allevate in biologico. Sappiamo inoltre che la vinificazione dei suoi vini avviene presso la cantina di Giuseppe Rinaldi, grazie alla concessione amichevole da parte di Marta: nessuna intromissione nel lavoro di…

  • 2016,  IGT,  ROSSI,  Tenuta La Striscia,  TOSCANA,  Toscana

    2016 Occhini, Tenuta La Striscia

    Ci sono bottiglie che voglio o devo assaggiare; poi c’è la necessità di tornare a qualcosa di noto, una bevuta comoda che rimette le cose al proprio posto, come certi abbracci familiari. In questi casi, più che il cuore può la gola: voglio stappare un sangiovese perché mi va, perché è quello che ci vuole dopo tanti assaggi doverosi. Tra le mani ho questa bottiglia, l’etichetta si fa notare per via di un occhio indagatore dorato su fondo nero satinato. Chissà perché, mi aspetto di trovare un body-builder nel bicchiere. Puntualmente le aspettative sono disattese dall’assaggio; questo è un sangiovese che spinge -più che nel didattico profumo di arancia sanguinella…

  • 2017,  AOC,  FRANCIA,  LANGUEDOC,  Maison Ventenac,  ROSSI

    2017 Réserve de Jeanne, Maison Ventenac

    Non conoscevo la Maison prima di avere tra le mani questa bottiglia dall’etichetta intrigante per eleganza e semplicità. Vero è che l’abito non fa il monaco, ma nel mio caso l’etichetta fa la sua parte nella personale scala di valori con la quale scelgo i vini da assaggiare; sono schiava delle convenzioni estetiche, che ci posso fare. La provenienza è dichiarata in etichetta, Ventenac-Cabardès, Languedoc: 60% cabernet franc, il resto tutto syrah. Il naso è dichiaratamente franc visto il vigore vegetale che viene su per le nari, qua e là un timido pepe a ricordare che c’è altro. Questo è un vino che vuole essere quotidiano con qualche velleità; la…

  • 2015,  Muraje,  PIEMONTE,  ROSSI,  VINO

    2015 Kræma lotto 763, Muraje

    Ho comprato questa bottiglia quasi due anni fa; l’ho tenuta da conto fintanto che ho potuto. Finalmente è arrivato il suo momento. Conosco pochissimo di questa cantina; so che si producono circa 900 bottiglie, so che le muraje sono l’espressione vernacolare che indica i muri a secco dove sono coltivati i vigneti, seguo i lavori in vigna dai social (i manichei mi perdoneranno, mi sembra l’uso migliore che possa chiedere ad Instagram), conosco la zona di produzione per i terrazzamenti ripidi e le caratteristiche geologiche, roba da primo livello corso AIS. Non ho mai frequentato quella parte del Piemonte, faccio pubblica ammenda sperando di recuperare al più presto. Nebbiolo puro.…

  • 2017,  CAMPANIA,  Cantine di Marzo,  DOC,  Irpinia,  ROSSI

    2017 Irpinia Aglianico, Di Marzo

    Al naso e all’assaggio questo è senz’altro un aglianico ingentilito con l’uso di botte piccola; la maturazione deve essere stata calibrata bene perché tra il tanto legno al sapore di marasca assaggiato qua e là nella batteria dei rossi, questo ha un equilibrio che mi sento di lodare. C’è polpa, è un vino pieno il sorso teso di agrume rosso, tannino che morde, forse un po’ rasposo, ma asciuga bene e lascia un bel ricordo in bocca. Interessante.

  • 2017,  CAMPANIA,  DOC,  Il Cancelliere,  Irpinia,  ROSSI

    2017 Irpina Aglianico Gioviano, Il Cancelliere

    Ma senti che caratterino! Si presenta con prepotenza e non stringe la mano con distanziata reverenza, piuttosto accoglie con una pacca sulle spalle con lo stesso vigore di Canavacciuolo. Non è certamente un vino didattico mentre si offre al naso con odori poco convenzionali ed espressivi, mentre in bocca ecco una lieve rifermentazione; nonostante ciò il sorso si rivela un succo dall’equilibrio sorprendente, tutto fatto di frutta rossa, buccia di arancia sanguinella erbe officinali e grande genuinità. A fine sorso ecco che arriva ciò che ci si aspetta da un aglianico: il tannino asciuga alla grande. Molto piacevole; fa parte di quella categoria di vini non in linea ma con un…

  • 2017,  CAMPANIA,  DOC,  Irpinia,  ROSSI,  Stefania Barbot

    2017 Irpinia Campi Taurasini Ion, Stefania Barbot

    Campione assaggiato alla cieca; ritrovo le stesse difficoltà di espressione del vino che ha bisogno di un po’ di giri prima di esprimeri, perché l’impatto è quello di aromi non convenzionali, un po’ impuri. Il vino ha energia e stoffa per farsi notare alla grande, lo dico con la presunzione di chi, nonostante la bocca un po’ stanca, coglie tantissime sfaccettature e la tipica irruenza di chi avrà una bella maturità. Tanta polpa ad accompagnare il sorso pieno di trame fruttate, il finale è asciutto e di discreta lunghezza. A posteriore scopro che la produttrice si chiama Stefania Barbot; non la conosco, ma il cognome mi fa simpatia per certe…