• 2014,  IGT,  Montecalvi,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2014 San Piero, Montecalvi

    San Piero proviene da una piccola vigna di Cabernet Sauvignon a ridosso della cantina. Appena aperto seduce con un deciso sentore ematico, che presto lascia spazio a note di cera d’api, cuoio bagnato e afrore di terra umida, smossi da un soffio lieve di affumicato; con l’aria si apre su note di muschio fresco e sottobosco, di conifera e rosmarino. Al palato è vitale, energico, fragrante, succoso e garbatamente buccioso. Inonda il cavo orale ampio e vellutato e si allunga in deglutizione profondo e pieno di sapore. Cabernet chiantigianissimo. 

  • 2014,  BIANCHI,  CAMPANIA,  Ciro Picariello,  DOCG,  Fiano di Avellino

    2014 Fiano di Avellino, Ciro Picariello

    La longevità del Fiano di Avellino è argomento ormai assodato e fuori discussione. Un grande vitigno a bacca bianca capace – nelle sue migliori espressioni – di sfidare il trascorrere del tempo ben oltre il decennio, perdendo forse in esuberanza ma guadagnando in profondità, complessità ed eleganza. Tra le etichette della denominazione che meglio incarnano il concetto sopra espresso c’è quella di Ciro Picariello, vignaiolo che anno dopo anno, vendemmia dopo vendemmia, esprime vini autentici, territoriali e piacevolissimi. Uve provenienti dalla selezione dei vigneti di proprietà di Summonte e Montefredane, fermentazione di 60 giorni a temperatura controllata ed affinamento in acciaio per circa dieci mesi con frequenti bâtonnages. Paglierino/dorato, mediamente…

  • 2014,  Bonotto delle Tezze,  DOCG,  Piave Malanotte,  ROSSI,  VENETO

    2014 Malanotte del Piave, Bonotto delle Tezze

    Era da un po’ di tempo che volevo tornare da Bonotto delle Tezze per salutare Antonio e Vittoria Bonotto e per riassaggiare le loro interpretazioni di quel’indomabile e troppo sottovalutato vitigno che è il raboso. Antonio lo chiama “il vino con gli zoccoli” a rimarcarne quella rusticità di fondo che lo caratterizza. Per me invece il Raboso è l’incarnazione dei vecchi contadini di un tempo che fu, che durante la settimana lavoravano duramente la terra e poi la domenica si mettevano il vestito buono per andare a messa, capaci con le loro mani callose e forti di rifilarti uno scappellotto da farti girare due giorni, come della più dolce e…

  • 2014,  GRECIA,  Ktima Tatsis,  ROSSI

    2014 Goumenissa, Domaine Tatsis

    L’avvio della storia d’amore tra la famiglia Tatsis e la vite e il vino, ha radici che oltrepassano il secolo. Provenienti da Ano Vodeno, nella regione vinicola della Rumelia orientale (area dell’antica Tracia corrispondente all’odierna Bulgaria meridionale), i nonni di Periklis e Stergios, i due fratelli che oggi guidano la cantina, arrivarono a Goumenissa (zona a denominazione) con le onde di rifugiati generate dallo smembramento dell’Impero Ottomano nel 1924. Riprendendo le fila di una attività che faceva parte del suo retaggio, da allora e per tre generazioni, la famiglia Tatsis si è dedicata a coltivare le varietà autoctone della sua nuova casa sulle colline Limpaskerit e Gerakona. Tra i primi…

  • 2014,  CAMPANIA,  IGT,  ROSSI,  Terre del Volturno,  Vini Alois

    2014 Trebulanum Riserva, Vini Alois

    Quando si pensa a Caserta si pensa sopratutto alla reggia di Caserta, il parco magnifico a modello di Versailles e alla famiglia reale dei Borboni. Ma Caserta e i suoi dintorni non è solo un luogo importante di storia, è anche un luogo dove si trovano notevoli vitigni autoctoni con origini antichi come, per esempio, Casavecchia qui nella sua espressione nel vino Trebulanum Riserva 2014 di Vini Alois. Casavecchia come vitigno ha le sue origini proprio nella zona dei comuni attorno a Pontelatone dove l’azienda agricola Alois è situata. Casavecchia è un vitigno con un’origine un pò misteriosa ma assieme al Aglianico prospera nella terra vulcanica così tipica in tante…

  • 2014,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE,  Stéphane Regnault

    2014 Champagne Extra Brut Dorien N°14, Stéphane Regnault

    Champagne proveniente dalla parcella Les Hautes Mottes a Les Mesnil Sur Orger, Grand Cru. Nei primi istanti rimane chiuso in se stesso con una lieve nota di riduzione che mi fa però intendere l’onestà produttiva di questo produttore di cui non avevo mai sentito parlare. Bastano pochi istanti di libertà perché si apra su note più burrose e lievemente vanigliate ricevute in eredità dai legni di affinamento. Il vino pian piano si concede entrando in un territorio olfattivo variegato e complesso, lievemente segnato da una nota ossidativa. Emergono note di nocciola, burro, ma anche i sentori più freschi del pompelmo e floreali di Zagara. Al palato ha volume e stratificazione,…

  • 2014,  Barolo,  DOCG,  Garesio,  PIEMONTE,  ROSSI

    2014 Barolo, Garesio

    Ho sempre avuto un timore reverenziale nei confronti del Barolo e in tutti questi anni non sono riuscito a scrollarmela ancora di dosso. “Il re dei vini, il vino dei Re” mi ha sempre affascinato ma le sfumature che può donare, per terreni, esposizioni e denominazioni sono talmente ampie che continua a mettermi soggezione. Quindi mi avvicino sempre in punta di piedi quando mi trovo al cospetto di questa denominazione: in questo caso ancor di più vista l’annata, la 2014, che è stata rubricata (troppo frettolosamente, a mio avviso) ad annata “difficile”, per usare un eufemismo. Garesio è un’azienda attiva da circa 10 anni e oltre alle vigne a Serralunga…

  • 2014,  GERMANIA,  NAHE,  ROSSI,  Weingut Dönnhoff

    2014 Pinot Brut, Dönnhoff

    Tutti sanno che la preparazione degli spaghetti a vongole, da qualcuno impropriamente detti “con” le vongole, richiede due imprescindibili attenzioni. La prima è quella di evitare alla pasta qualunque contatto con il pomodoro. La seconda prevede invece l’obbligo di sgusciare accuratamente i piccoli bivalvi, uno ad uno: le cocce, come diceva nonna mia, solo nel sautée. Alla vigilia dell’ultimo Natale, mentre preparavo il tradizionale piatto (con i lupini, che preferisco alle vongole), ho sentito una voce interiore che chiamava lo chardonnay. Il mio corpo ha avuto un sussulto, subito rifiutandosi di andarne a cercare una bottiglia in cantina. Alla voce ha risposto: no! In questi casi meglio non insistere.Allora bolla…

  • 2014,  Le Rocche del Gatto,  LIGURIA,  ROSSI,  VINO

    2014 Macajolo, Le Rocche del Gatto

    Ottenuto da uve ormeasco (dolcetto) e sinceaur (antico vitigno dell’entroterra imperiese ormai quasi estinto), questo vino, a causa dell’introduzione del nuovo disciplinare di produzione dell’Ormeasco di Pornassio, non ha potuto fregiarsi della Doc Riviera Ligure di Ponente. Relegato alla condizione di “vino da tavola” questo rosso è emblematico della libertà di pensiero e d’azione di Fausto De Andreis che ha come stella polare la produzione di vini che sono una sincera espressione del territorio, stimolanti, schietti, artigianali. Il Macajolo 2014 (l’annata non presente in etichetta per ragioni burocratiche è stata desunta dal lotto di imbottigliamento) di Le Rocche del Gatto si presenta alla vista di un vivido granato con leggere…

  • 2014,  BIANCHI,  Gitana Winery,  MOLDAVIA

    2014 Rohrbach cru Riesling Moldova Mănăstirea, Gitana Winery

    Un grande concentrato di suggestioni mitteleuropee e rimandi tropicali questo riesling dalla Moldavia. Toni giocosi con naso di pomodori confit, zenzero e pepe bianco, albicocca e cren. Il sorso ha ricchezza e gessosità, confettura di albicocca, miele, rafano: slanciato e piccante, solare e ricchissimo. Equilibrio speciale grazie al terroir moldavo con 7,2 di acidità, 2,5 di zuccheri residui e 14% di alcol.