• 2014,  BIANCHI,  Domaine des Ardoisières,  FRANCIA,  IGP,  VIN DES ALLOBROGES

    2014 Quartz, Domaine des Ardoisières

    Andiamo dritti al punto: bottiglia straordinaria, una stratificazione rocciosa che esce mischiata a fiori bianchi tipo gelsomino. Con l’aria una nota di carbone che piano piano si espande e dà una profondità diversa, accompagnata da un tratto lievemente vegetale e, sulla chiusura, da un accattivante leggero sentore di frolla. Tutto molto fresco, anche se in alcuni tratti la parte carbone potrebbe suggerire il contrario, invece il risultato è sorprendente! Bocca che non perde tempo a dirti che viene da un suolo dove i minerali li devi scansare e che è fatto in Francia, quindi molto roccioso, ferro, acidità, sale, freschezza, ma anche un uso pazzesco del legno; profondità, questo è…

  • 2014,  DOC,  Marco De Bartoli,  METODO CLASSICO,  SICILIA,  SICILIA

    2014 Sicilia Spumante Extra Brut Terzavia, Marco De Bartoli

    Se avessi odorato alla cieca un calice di questo spumante avrei detto, senza esitazioni, di avere di fronte una birra Lambic (che non disdegno affatto). L’acidità è la nota distintiva di uno spumante metodo classico, in special modo di un extra brut; nel “Terzavia” 2014 domina un’acidità ostinata, tagliente, esplosiva e ostile che fa salivare fino alla disidratazione, senza mai deviare in una direzione contraria, anzi, rafforzando, dopo il sorso, la spasmodica tensione verticale. Resta in bocca un ricordo prepotentemente amaro, fatto di sensazioni erbacee, verdi, ostinatamente piraziniche. Non ho detto dell’approccio olfattivo: ha una incomprensibile e marcata impronta di idrocarburo, di polvere da sparo, poi di floreale amaro, come…

  • 2014,  La Marca di San Michele,  MARCHE,  METODO CLASSICO,  VSQ

    2014 Spumante Metodo Classico Col Fondo Numero Uno, La Marca di San Michele

    La primissima volta che l’ho assaggiato ero in cantina e mi era sembrato fin troppo crudo, come avesse bisogno di un po’ di tempo per tirare fuori tutta quella raffinata complessità che caratterizza i vini e in particolare i Verdicchio della Marca. Non potevo sapere se fosse vero o meno, certo è che il primo metodo classico prodotto da Alessandro Bonci da subito sembrava avere stoffa, forza, tenacia, tutte peculiarità che nel tempo trovano spesso un fedele alleato. A distanza di qualche anno quella prima intuizione mi è sembrata particolarmente vera: stappato oggi si dimostra spumante tanto goloso quanto articolato, immediatamente riconoscibile nel dna – il varietale non si nasconde…

  • 2014,  AOC,  COTES DU JURA,  Domaine Labet,  FRANCIA,  JURA,  ROSSI

    2014 Côtes de Jura Pinot Noir Les Varrons, Domaine Labet

    Bello a partire dall’aspetto cromatico che ricorda il karkadè di metà pomeriggio ed un mazzo di rose antiche; naso che passa dalla rosa appassita alla cola, il frutto riporta al melograno non troppo maturo, un tratto di noce fresca e il tamarindo, un mix tra spezia e tratti freschi/scuri e sottili, abbiamo una rusticità ben presente, senza dubbio, ma non è sgradevole ed anzi direi che nel contesto ci sta anche. Bocca giustamente pètillant, non una effervescenza vigorosa, ma una sottile sollecitazione continua che fa danzare le microbolle sulla lingua, pure asservite da una acidità assolutamente vispa, un microgrammo di zucchero, ma quasi invisibile e una sensazione di leggerezza e…

  • 2014,  BIANCHI,  Cascina Bandiera,  PIEMONTE,  VINO

    2014 Sansebastiano, Cascina Bandiera

    I vini di Cascina Bandiera li ho un po’ rincorsi. Prima ne avevo scritto su Intravino interrogandomi su chi fosse il produttore per poi inseguirli con il passare del tempo in questa o in quell’enoteca, in questo o in quel ristorante. Infine, finalmente, una bella serata con in produttori all’Osteria 12 Rondini di Foligno, in Umbria. Un’occasione pressoché perfetta per assaggiare gran parte della produzione, bianchi e rossi a partire da timorasso, chardonnay e pinot nero. Pochi i dubbi: il mio preferito è il Sansebastiano, il bianco di casa, quello che – ok, fa ridere – viene tirato in più esemplari: più di 2.000, meno di 3.000. Tra quelle assaggiate…

  • 2014,  AOC,  BIANCHI,  Domaine Des Roches Neuves,  FRANCIA,  SAUMUR

    2014 Saumur L’Insolite, Domaine Des Roches Neuves

    Thierry Germain mi piace sempre. O quasi. Poi assaggio questo vino e mi chiedo: ma lo chenin come deve essere? Chenin insolito, come da avvertenza onomastica. Vegetale a sovrastare una componente agrumata quasi amara, appena ingentilita da una mimosa che si è presentata il giorno dopo, riassaggiando. Mi era piaciuta molto la 2013 mentre questa annata, animata da una tensione piuttosto verdeggiante, non mi ha convinto punto.

  • 2014,  BIANCHI,  IGT,  LAZIO,  Lazio,  Omina Romana

    2014 Viognier Ars Magna, Ômina Romana

    Una delle cose migliori di Intralcio, che lo rendono un posto arioso, libero dai mille condizionamenti che inevitabilmente accompagnano un atto critico mediato, condiviso, è che i punteggi vengono dati preservando, anzi enfatizzando il gusto e le preferenze dei singoli assaggiatori. Insomma in Intralcio non dobbiamo cercare di porci astrattamente di fronte al bicchiere, cercando di essere il più oggettivi possibile. Possiamo invece esibire la nostra personalità, il nostro gusto, raccontarvi quello che assaggiamo chiarendo cosa ci piace e cosa non ci piace. La sfida è spiegare perché, senza condizionamenti, con franchezza; spiegare perché questo bicchiere ci piace o non ci piace. E questo bicchiere a me non piace. Colore…

  • 2014,  ABRUZZO,  BIANCHI,  Casadonna,  IGT,  Terre aquilane

    2014 Pecorino Terre Aquilane, Casadonna

    Niko Romito, non contento di essere uno dei migliori chef al mondo, decide di proporsi anche come vignaiolo. Grazie alle collaborazioni con il direttore generale della cantina “Feudo Antico” Andrea Di Fabio, e con l’enologo Riccardo Brighigna, viene avviato il progetto Casadonna, con un vigneto impiantato a 860 m sul livello del mare, proprio nella famosa Tenuta Casadonna di Niko Romito, nel comune di Castel di Sangro. La prima annata disponibile di questo pecorino d’altura è la 2013. La 2014, che ho la fortuna di assaggiare, ha naso traboccante di profumi: cedro, ananas, frutta disidratata, torrone. In bocca ha un’acidità marcata, a tratti spigolosa, segno che ha ancora lo spazio…

  • 2014,  AOC,  BIANCHI,  FRANCIA,  La Soufrandière,  POUILLY-VINZELLES

    2014 Pouilly-Vinzelles, La Soufrandière

    Per capire come lavora una cantina è a mio avviso essenziale ripescare ogni tanto qualche base con la giusta evoluzione, spesso se ne traggono indicazioni interessanti. In questo caso siamo nel Mâconnais, Borgogna Sud, area fino a poco tempo fa poco considerata ed oggi in piena spinta grazie a parcellarizzazioni sempre più definite e vini spesso precisi, dotati di una personalità che li distingue giustamente dalla area più classica delle Borgogna bianca. Tra le aziende che stanno svolgendo il miglior lavoro di valorizzazione del territorio non si può non citare i fratelli Bret de La Soufrandière, domaine che offre sia una linea su cru di proprietà a nome proprio, che…

  • 2014,  AOC,  BOURGOGNE,  CLOS DE TART,  Clos de Tart,  FRANCIA

    2014 Clos de Tart Grand Cru Monopole, Clos de Tart

    Ormai tra le più celebri vigne Grand Cru della Côte d’Or, il Clos de Tart è il più esteso Monopole di Borgogna con i suoi 7,53 ettari posti all’estremità meridionale di Morey-Saint-Denis, in Côte de Nuits, al confine con il comune di Bonnes-Mares. A differenza di molti altri Grand Cru della zona e non, il Clos de Tart è stato Monopolio sin dai suoi albori, nel 1141, anno nel quale il vigneto fu acquisito e ribattezzato col suo attuale nome dalle Suore Bernardine. Fu solo dopo la Rivoluzione Francese che passò di proprietà, prima alla famiglia Marey-Monge e successivamente, nel 1932, a quella dei Mommessin. Nel 2017 l’ultima acquisizione, da…