• 2016,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  Domaine Philippe Bouzereau,  FRANCIA,  MEURSAULT

    2016 Meursault Monopole Vieux Clos, Domaine Philippe Bouzereau – Chateau de Citeaux

    Sostenibilità, un termine tanto utilizzato e amato oggi. In realtà sono davvero poche le vere ‘produzioni sostenibili’. Non basta il rispetto verso natura e ambiente, serve anche quello verso gli esseri umani, tutti, perché ‘sostenibile’ deve essere anche sinonimo di qualità e salute. Philippe Bouzereau è arrivato a capo della storica azienda di famiglia nel 2006, dopo anni spesi in studio ed esperienze ‘all around the world’, una storia che conosco. Ho assaggiato più volte i vini di Chateau de Citeaux, vini che non lasciano le emozioni ai soli Cru o Monopole, ma ne regalano già nei pinot noir o chardonnay Village. Ognuno con la sua identità, che lascia trasparire…

  • 2018,  BIANCHI,  Davide Del Gaia,  IGT,  TOSCANA,  Toscana

    2018 Alò, Davide Del Gaia

    Distese di erbe officinali e tabacco. La Valtiberina non è storicamente legata al vino, eppure il clima cambia e qualcuno inizia a pensare che forse, qui, ci sono le condizioni giuste per uve come lo chardonnay, ad esempio. Davide è un autoctono DOC, nato e cresciuto in campagna ad Anghiari, estremamente riservato, passa le giornate in vigna per passione oltre che lavoro. Lo conosco ormai da molti anni. ‘Alò!’, è tipicamente un termine toscano, come a dire ‘su, via!’. È anche il nome che Davide ha voluto dare a questo bianco quasi interamente prodotto con chardonnay, giusto una piccola percentuale di malvasia. Un vino estremamente bevibile, lasciato in lunga sosta…

  • 2015,  DOCG,  La Fralluca,  ROSSI,  Suvereto,  TOSCANA

    2015 Suvereto Sangiovese Ciparisso, La Fralluca

    Mi sto innamorando dei sangiovese di Suvereto, della Val di Cornia, della costa e della maremma toscana, luoghi in cui fino ad oggi hanno avuto più fortuna vini rossi prodotti con uve internazionali, eppure… eppure qui il sangiovese sa assorbire e rivelare sfumature meravigliose, saline e calde, aromatiche e di gran carattere, come solo in pochi altri luoghi riesce a fare. Il nome poi, ha una storia magica, una leggenda che narra di un principe e di Apollo, di errori umani e vita eterna. Rubino intenso, i suoi profumi di mirto, rosmarino e macchia mediterranea trascinano la mente verso la bellezza di pinete e spiagge. Amarene e visciole, foglia di…

  • 2013,  IGT,  Le Macchiole,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2013 Scrio, Le Macchiole

    Negli anni ’80 bisognava essere dei veri sognatori per immaginare vini come questo, un syrah in purezza che non somiglia proprio a nessuno. Chi sceglie di preservare la ‘purezza’ laddove il blend è di casa non solo ha coraggio da vendere, ma fiducia verso il proprio lavoro e quei meravigliosi vigneti in grado di regalarci oggi tutte le sfumature di Bolgheri e dei suoi terreni. Dal colore intenso e dai riflessi porpora, si presenta scuro, austero, come a dover essere lui, prima, a capire chi si trova di fronte. Si distende e si mostra speziato con note di pepe verde, curcuma e cardamomo, poi prugna essiccata, mora e liquirizia, salicornia,…

  • 2014,  AOC,  BOURGOGNE,  CLOS DE TART,  Clos de Tart,  FRANCIA

    2014 Clos de Tart Grand Cru Monopole, Clos de Tart

    Ormai tra le più celebri vigne Grand Cru della Côte d’Or, il Clos de Tart è il più esteso Monopole di Borgogna con i suoi 7,53 ettari posti all’estremità meridionale di Morey-Saint-Denis, in Côte de Nuits, al confine con il comune di Bonnes-Mares. A differenza di molti altri Grand Cru della zona e non, il Clos de Tart è stato Monopolio sin dai suoi albori, nel 1141, anno nel quale il vigneto fu acquisito e ribattezzato col suo attuale nome dalle Suore Bernardine. Fu solo dopo la Rivoluzione Francese che passò di proprietà, prima alla famiglia Marey-Monge e successivamente, nel 1932, a quella dei Mommessin. Nel 2017 l’ultima acquisizione, da…

  • 2017,  Bajaj,  BIANCHI,  DOCG,  PIEMONTE,  Roero

    2017 Roero Arneis, Bajaj

    Ricordavo di aver sistemato ben benino in cantina questa bottiglia più o meno 1 anno e mezzo fa, l’avevo acquistata in fiera FIVI. Ero curiosa di aspettare e di capirne un po’ meglio l’evoluzione, un motivo c’è, ed è che generalmente il Roero Arneis non viene considerato un vino capace di reggere molto il tempo che passa. Figurarsi, mi ci butto subito a pesce nel ‘testare’ i luoghi comuni.Colore limpido e senza grandi cenni di maturità. Una mandorla intensa conquista tutto lo spazio ‘profumato’ disponibile lasciando solo a tratti affacciarsi fiori bianchi di gelsomino, pera matura e dragoncello. L’annata, 2017, non si presta davvero ad aiutare questi terreni, che regalano…

  • 2013,  Brunello di Montalcino,  Casanova di Neri,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA

    2013 Brunello di Montalcino Cerretalto, Casanova di Neri

    Ha un non so che di tratto da serial killer il mio stappo convulsivo in molti casi. Potrei anche pensare di rivolgermi a un bravo psicologo, così, giusto per sentirmi dire come classificherebbe Freud questo tipo di comportamenti… poi ci penso bene e mi ricordo di far parte dell’universo femminile, il che significa che a seconda delle varie fasi lunari mi trovo a dover combattere con i miei istinti, più ormonali che razionali. A volte… spesso… si va bene, praticamente 28 giorni su 28. Dalla mia cantina oggi ho scelto lui. Non ha bisogno di tantissime presentazioni, anche perché ne risulterebbe un poema epico pure noioso. Rubino, dai profumi che…

  • 2016,  BIANCHI,  Blanc de Morgex et de La Salle,  DOC,  Ermes Pavese,  VALLE D'AOSTA

    2016 Blanc de Morgex et de La Salle, Ermes Pavese

    Il Blanc de Morgex et de La Salle è un meraviglioso vino estremo prodotto da vigne allevate ad altitudini che variano tra i 900 ed i 1200 metri sul livello del mare. Le uve sono quelle del priè blanc, unico e raro vitigno autoctono a bacca bianca della Valle d’Aosta, coltivato esclusivamente nei comuni di Morgex e La Salle. Date le estreme condizioni climatiche e i terreni estremamente sabbiosi, le viti sono immuni alla fillossera (insetto che attacca l’apparato radicale della vite europea), consentendo quindi la non necessità di innesto su vite americana (il cui apparato radicale è stato osservato resistente alla fillossera) e la coltivazione a piede franco. Ora qualcuno si chiederà ‘ ‘Mbè, che vol di’?…