• 2017,  A-E,  BIANCHI,  GERMANIA,  Weingut A. Christmann

    2017 Pfalz Riesling Idig GG, A.Christmann

    Il Palatinato (Pfalz) è la denominazione più a Sud tra quelle che fanno riferimento all’areale che fiancheggia la parte tedesca del Reno. Qui il clima è continentale, più caldo rispetto alle altre regioni renane. Dal punto di vista geologico troviamo suoli composti di pietra arenaria, calcare, argilla e sabbia. In questo contesto Steffen Christmann -erede di una famiglia che qui coltiva e vinifica dal 19’ secolo- lavora per  ottenere vini che esprimano appieno il terroir cercando di mantenere il grado alcolico più basso possibile, convinto che un grande vino debba essere caratterizzato da agile beva. Idig è il più importante Große Lage del Palatinato -una vigna che in Langa avrebbe una…

  • 1988,  BIANCHI,  GERMANIA,  Markus Molitor,  MOSEL

    1988 Rivaner Mosel, Markus Molitor

    Il rivaner è un semisconosciuto vitigno dall’incrocio tra riesling e madeleine royale, Questo vitigno ad alta resa ha bisogno di terreni ricchi di sostanze nutritive e climi freddi; nella maggior parte dei casi è vinificato secco. In questo caso mostra una capacità di invecchiamento molto superiore a quanto normalmente si creda. Naso tra lime e zenzero, affilato e roccioso come fosse nato ieri , pepe bianco, sorso di camomilla pesche sciroppate e canfora. Chiude ancora in salita e luminoso, sale e vaniglia, teso. È fantastico su linguine pesto fagiolini e patate. MARKUS MOLITORHaus Klosterberg54470 Bernkastel-Wehlen

  • 2009,  BIANCHI,  GERMANIA,  QMP,  Trocken,  Weingut Karthäuserhof

    2009 Eitelsbacher Karthäuserhofberg Riesling GG Trocken, Weingut Karthäuserhof

    Nella categoria vini dal nome impronunciabile di produttori dal nome impronunciabile mettiamo questo Riesling Trocken (Eitelsbacher Karthäuserhofberg) che per comodità chiameremo KGB. K per Karthäuserhof, G per GG, abbreviazione riportata anche in etichetta che sta per Grosses Gewächs (grand cru), B per Bono. A undici anni dalla vendemmia KGB pare fatto ieri e a tre giorni dall’apertura KGB pare aperto da cinque minuti. Granitico sia al naso sia al gusto, KGB sfodera sentori di agrumi di tutti i tipi e un ventaglio minerale che dalla salgemma sconfina nell’affumicato. Sapori che al gusto ritornano e si intrecciano sino a serrarsi in una corda tesa ma affilatissima, di quelle che se le…

  • 2018,  BIANCHI,  Carlo Loewen,  GERMANIA,  MOSEL,  Trocken

    2018 Laurentiuslay Alte Reben Trocken Riesling, Carl Loewen

    Le vigne più che centenarie si aggrappano a piccole terrazze sostenute da muri a secco, in uno degli appezzamenti più vocati della Mosella, su suoli di ardesia del devoniano. Esempio paradigmatico di vino cristallino, irradia lampi di luce abbagliante, come fosse una pulsar; i profumi sono aria dissetante di conifera alpina, di buccia di pesca e albicocca, pesca bianca e mentuccia, sostenuta dal basso continuo delle classiche note minerali di pietra focaia e idrocarburi. È una folgore di acidità che trafigge il palato e irradia sensazioni di polpa di pesca bianca ancora lievemente acerba, attivando una salivazione debordante che se non fai attenzione ti esce dalle orecchie. Non riesci a…

  • 2012,  Auslese,  BIANCHI,  Dr. Lippold,  GERMANIA,  MOSEL,  QMP

    2012 Mosel Urziger Wuerzgarten Auslese, Dr. Lippold

    Prodotto da piante in parte prefillossera su ardesia rossa con pendenza del 60%. Naso tipico con note tropicali e fruttate, lieve benzenico, acacia, tiglio, albicocca , sapone di Marsiglia e canfora, un’idea di anice e pepe bianco. Il sorso è lucido e impressionante per freschezza e sapidità che a temperatura ambiente risaltano in maniera nitida e succosa pur stagliandosi anche quando viene servito sotto i 10 gradi. Il finale ha lunghezza, integrità e tanto pepe misto a rafano e salvia, con un frutto dolce che si ripropone a più riprese.

  • 2015,  Auslese,  BIANCHI,  Fritz Haag,  GERMANIA,  MOSEL,  QMP

    2015 Riesling Auslese Brauneberger Juffer Sonnenhur, Fritz Haag

    Dorato con nervature verde smeraldo. Note di albicocca candita, pomodoro confit, resina di pino, alchechengi e crisantemo, affumicato dolce e levigato, polvere da sparo e carattere zolfino appena accennato, idrocarburo in divenire. Il sorso è impressionante per fittezza e soavità di grazia e rimandi balsamici mentolati e iodati, chiusura indefinita, lunga e pepata ad abbracciare una beva di cui non ci si stanca facilmente, anzi.

  • 2018,  BIANCHI,  GERMANIA,  MOSEL,  Trocken,  Weingut dr. Fischer,  Weingut J. Hofstätter

    2018 Riesling Trocken, Weingut dr. Fischer

    Ammetto la mia ignoranza: non conoscevo questo Riesling della Saar. Come non sapevo fosse produttivamente legato all’azienda italiana Hofstätter, pensato in collaborazione con Nik Weis del Weingut St. Urbans-Hof, cantina di Ockfen. Bevuto nella nuova versione di Cantine isola a Milano, tra mascherine e distanziamento, mi ha decisamente colpito per immediatezza e bevibilità. Un riesling d’ingresso, secco e spensierato, dai toni tipicamente moselliani, tutto giocato su note croccanti, agrumate e sapide. Inutile attendersi complessità particolari o immaginarselo tra un decennio: nonostante le caratteristiche di longevità del vitigno, questo è bianco dissetante, da scolarsi giovane tra una chiacchiera e l’altra. Ma nel suo genere è altamente soddisfacente.

  • 1994,  Auslese,  BIANCHI,  GERMANIA,  MOSEL,  QMP

    1994 Saarburger Rausch Riesling Auslese GK, Zilliken

    Questa venerabile azienda produce Riesling a Saarburg dal 1742, anche se il nome Zilliken viene riportato in etichetta dopo il 1947 quando Marianne Geltz Krick sposa Fritz Zilliken. Marianne aveva salvato l’azienda dopo il devastante bombardamento alleato del Natale 1944 che aveva distrutto la cantina e con essa buona parte delle bottiglie. Il vigneto Rausch è uno dei grand cru della Mosella; il suolo è costituito da ardesie del periodo Devoniano ( 420-360 Ma) e da diabasi, rocce di origine magmatica. La 1994 fu una vendemmia per spiriti forti e “manici” esperti; molto piovosa in primavera e tarda primavera, con un luglio molto più caldo del solito ( temperatura media…

  • 2017,  BIANCHI,  Dönnhoff,  GERMANIA,  Kabinett,  NAHE,  QMP

    2017 Oberhäuser Leistenberg Riesling Kabinett, Dönnhoff

    Quando finisce la giornata di vendemmia le squadre sono stanche. In Mosella sono proprio stanchissime e chi ha visto con i suoi occhi le pendenze di quei vigneti, cresciuti sulle ardesie verticali, può averne un’idea. Gli operai sfiniti hanno bisogno di riacquistare le forze e per farlo mangiano cibi grassi e proteici bevendo kabinett, il loro repair wine. Le cose funzionano allo stesso modo se ci spostiamo di qualche chilometro a destra, dalla Mosella fino all’altro fiume, il Nahe. Qui, a Oberhäusen, Helmut Dönnhoff produce questo repair wine che è perfetto per dimenticare le fatiche della settimana e che è perfetto per farmi felice. Nove gradi di alcol, residuo zuccherino…

  • 2015,  BIANCHI,  GERMANIA,  Kloster Eberbach,  QBA,  RHEINGAU,  Trocken

    2015 Steinberger Riesling Trocken, Kloster Eberbach

    Sembrerà piuttosto strano a molti ma nella regione tedesca del Reinghau il vero vitigno Re è considerato il pinot nero, importato anticamente dalla Borgogna per essere coltivato dai monaci di queste zone. In realtà poi è il riesling a dare i frutti più conosciuti. Contrariamente al comune pensiero, il riesling renano è tanto più prezioso quanto più alto è il suo grado zuccherino, indice di vendemmie sempre più tardive, rischiose e rese minori. Dal colore lievemente dorato, questo trocken si apre immediatamente con un leggerissimo idrocarburo che, a scanso di equivoci, non è la classica nota di benzina o cherosene dei Riesling maturi (data dal TDN che non è interessante spiegare…