• 2019,  BIANCHI,  Chiesina di Lacona,  DOC,  Elba,  TOSCANA

    2019 Ansonica dell’Elba, Chiesina di Lacona

    Nuova azienda elbana che finora vendeva le uve, ma che ha deciso di investire nella valorizzazione di queste bellissime ed esperte vigne nell’entroterra di Lacona, all’Isola d’Elba. Colore dorato delicato con bella trasparenza, erbe aromatiche, ginestra, cumino e lieve note di arancio che emergono via via che la temperatura sale nel bicchiere. Vino sottile come spesso l’ansonica permette di fare, al limite dell’evanescente, ma se si ha la pazienza di lasciarlo ambientare e abbinarlo con grazia, si mostra fine, iodato, salino, con tracce di tannino che organizzano il traffico al palato in maniera sinuosa ed efficace. Vino che cresce alla distanza e seduce poco a poco.

  • 2003,  DOC,  DOLCI,  Isole e Olena,  TOSCANA,  Vin Santo del Chianti Classico

    2003 Vin Santo del Chianti Classico, Isole & Olena

    Ho un debole per i vini dolci. Ne compero in quantità che eccedono di molto il mio modesto consumo. Evito gli sciropponi zuccherosi: che siano dolci o secchi, i vini hanno da essere tutti bevibili. Freschezza, dunque, in quantità sufficiente (e necessaria) a tenere a bada il residuo zuccherino. Nei casi più fortunati, al vero fedele può manifestarsi la sacra trinità: acidità, dolcezza, ossidazione. Miracolo che si perpetua con frequenza tradizionale in alcune cantine della Toscana.Profumi da drogheria, con una noce che ti si piazza davanti e non si toglie più. Poi albicocca, mandorla dolce, cannella, dattero, mela annurca, legno di cedro, tabacco da pipa e, insomma, lo sapete come…

  • 2018,  IGT,  Panizzi,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2018 Pinot Nero, Panizzi

    Un rosso in terra di bianchi come San Gimignano che sceglie una strada interessante, più qui che da altre parti in Toscana, e che ne sa cogliere le sfumature sottili di freschezza con una puntualità enologica notevole. Trasparente porpora, mix di frutta di bosco da manuale per la varietà ma con sfumature speziate leggere tra tabacco mallo di noce e pepe nero unite ad una gessosità particolare lo rivelano vino di terroir. Sorso sottile e sbarazzino che lascia trasparire intriganti note di complessità. Non da invecchiare a lungo ovviamente ma da godersi oggi senza troppi pensieri e il prezzo invitante aiuta eccome.

  • 2019,  BIANCHI,  Chiesina di Lacona,  DOC,  Elba,  TOSCANA

    2019 Elba Vermentino DOC, Chiesina di Lacona

    Siamo in quel di Lacona sull’isola d’Elba, storico produttore di vino di grande rilevanza in Toscana prima della seconda guerra moindiale. Oggi rinascono aziende e si lanciano nuove sfide come quella di Filippo Alampi. Questo vermentino ha quel tocco dorato che non guasta, nota di mela croccante golden delicious, arancio, timo, erbe aromatiche e anche pesca gialla, susina e ginestra, sorso di polpa e sapidità croccante, intensità e succo di albicocca. Sorso di potenza ed energia sottese, concretezza e polpa gialla a tornare tra le note pepate. Azzeccato e stuzzicante.

  • 2018,  BIANCHI,  Davide Del Gaia,  IGT,  TOSCANA,  Toscana

    2018 Alò, Davide Del Gaia

    Distese di erbe officinali e tabacco. La Valtiberina non è storicamente legata al vino, eppure il clima cambia e qualcuno inizia a pensare che forse, qui, ci sono le condizioni giuste per uve come lo chardonnay, ad esempio. Davide è un autoctono DOC, nato e cresciuto in campagna ad Anghiari, estremamente riservato, passa le giornate in vigna per passione oltre che lavoro. Lo conosco ormai da molti anni. ‘Alò!’, è tipicamente un termine toscano, come a dire ‘su, via!’. È anche il nome che Davide ha voluto dare a questo bianco quasi interamente prodotto con chardonnay, giusto una piccola percentuale di malvasia. Un vino estremamente bevibile, lasciato in lunga sosta…

  • 2013,  IGT,  Le Macchiole,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2013 Scrio, Le Macchiole

    Negli anni ’80 bisognava essere dei veri sognatori per immaginare vini come questo, un syrah in purezza che non somiglia proprio a nessuno. Chi sceglie di preservare la ‘purezza’ laddove il blend è di casa non solo ha coraggio da vendere, ma fiducia verso il proprio lavoro e quei meravigliosi vigneti in grado di regalarci oggi tutte le sfumature di Bolgheri e dei suoi terreni. Dal colore intenso e dai riflessi porpora, si presenta scuro, austero, come a dover essere lui, prima, a capire chi si trova di fronte. Si distende e si mostra speziato con note di pepe verde, curcuma e cardamomo, poi prugna essiccata, mora e liquirizia, salicornia,…

  • 1997,  Castello di Fonterutoli,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    1997 Siepi, Castello di Fonterutoli

    Ci sono vini che sono fotografie di un periodo ormai ruggente ma che è passato, almeno nell’immaginario di un certo tipo di bevitore; gli IGT Toscana per esempio, hanno fatto la fortuna della Toscana in un certo momento per poi essere ripudiati; i tagli a base merlot hanno avuto la stessa dinamica anzi, forse sono stati pure più svalutati, a torto o a ragione; e poi c’è l’annata 1997: osannata prima e detestata poi, in quanto perfetta espressione per quel tipo di vino, ma da tenere a distanza per i gusti di oggi. Siamo un paese in cui in fondo la viticoltura di qualità è cosa recente e siamo soggetti…

  • 2013,  IGT,  Isole e Olena,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2013 Cepparello, Isole e Olena

    Quando parlo di vino, sono solita trovare somiglianze fra quello che ho nel bicchiere e le canzoni, lo faccio anche con i quadri, con l’arte in generale. Mi aiuta molto parlarne, approfondirlo, sentirlo mio. Ecco, in questo caso, di fronte a un Sangiovese come questo, la mia mente suggerisce da subito la celebre frase di una canzone di Zucchero; “lei lo fa come avesse sete…”. Al di là di ogni significato che le si può attribuire, il rimando ad una donna intenta ad amare e farsi amare è inevitabile. Un gusto capace di risvegliare anche sensazioni tattili di pelle a pelle e odori privati. Un vino che definirei carnale. Isole…

  • Brunello di Montalcino,  DOCG,  Mulinari,  ROSSI,  TOSCANA

    2015 Brunello di Montalcino L’Aietta, Mulinari

    Mai visto prima Francesco Mulinari, né mai assaggiato il suo Brunello. Non è un nome del tutto conosciuto ai nerd del vino. La sua storia – come viene raccontata – pare fatta apposta per fare breccia nel cuore degli anti-sistemisti. Una sera poi me lo ritrovo in un enoteca a Montalcino, invitato da amici di amici. Arriva trafelato e si scusa per l’abbigliamento da lavoro ancora su. 40 anni circa ma ne dimostra meno, ha un sorriso molto aperto, soprattutto ha gli occhi sorridenti. Credo si possa dire che Francesco Mulinari è un uomo felice. E vede i suoi prossimi anni in campagna. Non una qualunque, ma quella di Montalcino…

  • 2017,  DOC,  Petrolo,  ROSSI,  TOSCANA,  TOSCANA,  Val d’Arno di Sopra

    2017 Val d’Arno di Sopra Bóggina, Petrolo

    Dei tre Bòggina della Tenuta di Petrolo di Luca Sanjust, questa versione è quella che ha già raggiunto definizione nella trama tannica e riconoscibilità e ampiezza aromatica, anche grazie all’uso accorto dell’anfora, che lo rende fresco e immediato pur in annata problematica come la 2017. Dei tre questo è “A” poi contiamo il “B” che è il Bòggina classico in legno e il “C” che è il bianco a base trebbiano. Questo è davvero un grande sangiovese da vecchie vigne del Valdarno, riconosciuta zona storica dal famoso bando di Cosimo de’ Medici del 1716, quella che comprendeva anche Carmignano, Rùfina e Chianti Classico. Naso sanguigno elettrico fine elegante, amarene ribes…