• 1999,  Angiolino Maule,  BIANCHI,  VENETO,  VINO

    1999 Pico, La Biancara

    Angiolino Maule è arrivato alla sua trentaduesima vendemmia. Un percorso non sempre facile in cui il vignaiolo di Gambellara ha sentito la necessità di placare la sua sete di sapere e di capire, sempre più a fondo, il rapporto tra la Garganega e il terreno vulcanico dove la coltiva. Il Pico è il vino che più lo rappresenta. Garganega in purezza proveniente dalle zone più vocate in alta collina. Apriamo, proprio con Angiolino, questo 1999, annata di quelle da ricordare. Il vino nel bicchiere è dotato di luce propria, giallo oro lucente, e ipnotizza per sfumature e vivacità. Al naso, a dispetto degli anni, non presenta sensazioni ossidative ma elegante…

  • 1999,  Colli Berici,  Dal Maso,  DOC,  ROSSI,  VENETO

    1999 Merlot Casara Roveri, Az. Vinicola Dal maso

    Merlot Casara Roveri 1999, altra epoca, altro mondo, appena stappato parte con una riduzione animale ma nulla di preoccupante, 10 minuti ed il vino esce bello nitido su frutto morbido e sentori di bosco con ancora viva la mora, bel tratto muschiato fresco, spezie delicata, si sente la terra umida, il tabacco, una leggera nota di camino spento, ma la vera differenza la fa in bocca dove una bella acidità e dei tannini fini danno la sveglia al frutto, il vino è vivo, sta su, anzi si stende ed allunga ma sempre in gentilezza portando il merlot su un piano territoriale “dolce” dove ci si raccorda al paesaggio elegante. Queste…

  • 1999,  Angiolino Maule,  DOC,  DOLCI,  Gambellara,  VENETO

    1999, Recioto Riserva, Angiolino Maule

    La fine degli anni novanta ha rappresentato un periodo di passaggio per un Angiolino Maule immerso nella ricerca del suo vino ideale. Questa Riserva sembra non preoccuparsi troppo di quella ricerca e si presenta oggi, a oltre vent’anni di distanza, procedendo con fare quasi altezzoso. Vino dal colore ambrato, si muove sinuoso nel bicchiere riflettendo qualche raggio color rame. Il naso è sostenuto da una acidità volatile che funge da cuscino ad un patrimonio aromatico che cambia ad ogni approccio. Inizialmente emerge la parte più fruttata delle albicocche disidratate, il dattero, camomilla, cardamomo, poi sentori salini salmastri, quasi iodati. In un secondo tempo le note più balsamiche di menta secca…

  • 1999,  AVA,  CALIFORNIA,  Caymus Vineyards,  Napa Valley,  ROSSI,  USA

    1999 Caymus Special Selection, Caymus Vineyards

    Se hai una serata alla cieca di grandi vini, piazza ogni tanto un Napa serio, stagnolato e qualche sorpresa esce fuori sempre. Come volevasi dimostrare anche questa volta la missione riesce con successo grazie al Caymus Special Selection, da non confondere con il Caymus “solo”. Cabernet sauvignon in purezza iconico, che nulla ha a che fare con le caricature con cui il nobile vecchio mondo del vino racconta quello USA; anzi potrebbe insegnare qualcosa a qualcuno che pensa di sapere cosa sono i grandi Napa e che li invoca per criticare certi vinoni nostrani. Fitto ma non scuro, bella luce nel bicchiere, naso in partenza sul frutto, ribes e prugna…

  • 1999,  AOC,  BIANCHI,  BORDEAUX,  Château Rieussec,  DOLCI,  FRANCIA,  SAUTERNES

    1999 Sauternes, Château Rieussec

    Il mio rapporto con i vini dolci è assolutamente speciale: li adoro, spesso permettono una situazione assolutamente intimistica e rilassante, che permette di godersi il proprio tempo lentamente, senza cadere nella abusata meditazione; una coccola glicerica facendo assolutamente nulla, spesso in tarda serata…una pacchia. Questo 1999 si proietta tra i Rieussec “moderni” nei quali lo Château pare aver cercato in controtendenza, di dare un’ impronta più piena rispetto al passato; anche in una annata tutto sommato media come la 1999, il vino è abbastanza fitto, anche se chiaramente non ha la complessità dei vini di 30/40/50 anni. Lo zafferano è ancora in spinta ma non invade per fortuna, poca botrytis…

  • 1999,  Castello di Monsanto,  Chianti Classico,  DOCG,  ROSSI,  TOSCANA

    1999 Chianti Classico Riserva Il Poggio, Castello di Monsanto

    Non sono un degustatore di primo pelo, so benissimo che un vino che ha quasi vent’anni sulle spalle, una volta versato nel bicchiere, ha bisogno di tempo per raccontarsi. Certo poi quella narrazione potrà prendere più strade: comunicarti che è arrivato definitivamente al capolinea, oppure che ha ancora frecce al suo arco, che è ancora vivo insomma, ma quando è un grande vino può addirittura farti riscoprire il valore dell’attesa, piacere che avevamo quasi dimenticato nella frenesia del tutto subito nelle nostre vite pre virus. È successo con il Chianti Classico Riserva Docg Il Poggio 1999 Castello di Monsanto. Parte male all’inizio. Naso non di grande impatto, in bocca è…