ManipHesto


Il manifesto di Intralcio. Una traccia, praticamente un’intraccia. Ho fatto la battuta. Vabbè eccolo


Benvenuti su Intralcio, dove troverete solo recensioni enologiche
Intralcio pubblica brevi appunti di assaggio, che provengono da una serie di assaggiatori affidabili. Con ogni assaggio c’è un punteggio, in decimi coi decimali, analogo al tradizionale punteggio in centesimi. [Anche se si sente dire che i vecchi appunti di degustazione sono defunti – i punteggi non ne parliamo, quelli sarebbero proprio il male – noi pubblichiamo esattamente quello]. “E sarebbe qui la novità?” – No, c’è altro.


Schede di degustazione, old school
I redattori di Intralcio fanno assaggi in continuazione. Chi per lavoro, chi per passione e chi per tutte e due le cose, fatto sta che hanno tutti una quantità di appunti da condividere. Però è noto: l’assaggio di un vino è una materia strana da maneggiare, vale nel momento in cui si fa, ma basta un po’ di tempo (il vino diviene, l’assaggiatore pure) e la recensione può cambiare. Idem il punteggio. [E allora che ce ne facciamo, di questi assaggi?]


Recensioni che si aggiornano
Ecco qui l’idea che sta alla base di Intralcio: superamento del limite temporale dell’assaggio. Ogni recensore può intervenire, successivamente, nella recensione già esistente per quell’etichetta, e apporre le sue nuove note e il suo punteggio. Che faranno media col punteggio (o i punteggi) precedenti. Insomma una specie di varco spazio-tempo che relativizza la recensione, la corregge in corso d’opera, la aggiorna. Lo stesso recensore può, nel tempo, rivedere la sua recensione. Insomma, immaginate una guida che, col tempo, auto-aggiorna le schede.


Qualcuno ha detto guida?
Sì, noi abbiamo detto “guida”. [Siccome non ci bastava fare un sito solo di appunti di degustazione, poi coi punteggi, volevamo evocare il terzo spettro che si aggira nell’enomondo, cioè la guida del vino]. Col tempo questa raccolta di schede di degustazione diventerà una specie di guida, pur non avendone il carattere organizzato e sistematico che una vera guida dovrebbe avere. Insomma nessuna assegnazione di territori, nessun obbligo di copertura omogenea. Si assaggia e si scrive. Quindi ecco cos’è Intralcio: una raccolta di assaggi di vini che supera il limite degli appunti di degustazione utili solo per quella volta là, e diventa un archivio stratificato di assaggi sempre aggiornabili.


Linea condivisa sui punteggi? Nemmeno per sogno!
Siamo in molti e siamo bravi, ma soprattutto siamo diversi. Intralcio è un contenitore di questa diversità e non impone a chi vi scrive nessun tipo di regolamento o di standard. Per quanto riguarda i punteggi quindi, ognuno di noi li attribuisce secondo la propria, personale chiave di lettura. Ci sarà chi vorrà dare 10 punti a un Prosecco e chi non andrà mai sopra gli 8. Bene! Regoleranno i loro conti nella scheda proponendo il loro punto di vista. Insomma, nessuna mediazione, nessun filtro, nessuna commissione. Non troverete lo stile di Intralcio, ma quello di chi ci scrive.


Un conflitto tra facce di interesse
Non perdiamoci troppo tempo. Siamo tutti portatori di qualche interesse, Intralcio non è un giudice che dispensa giustezze, ma un contenitore di appunti di degustazione. Chi vi scrive ha assaggiato molto e ha un’unica carta da mettere in gioco: la propria faccia. In generale ci si tiene, soprattutto se la si usa per lavorare. In Intralcio può scrivere chi vende e compra vino, chi lo promuove, chi lo racconta, chi lo beve. Scoprire che una scheda è stata fatta da qualcuno che ha rapporti di qualche sorta con l’azienda che fa quel vino, non è una grande indagine, non credete? Avrete scoperto un professionista che ci crede a tal punto da metterci la faccia. Ecco perché la vedete bene bene sopra ogni scheda. Ed ecco perché tutti gli autori possono intervenire e aggiungere il loro punto di vista e il loro punteggio. Le parole chiave sono: #credibilità #zuffa o #fuffa. A voi scegliere.




25 aprile 2020
Andrea Gori, Fiorenzo Sartore, Giovanni Corazzol, Jacopo Cossater, Pietro Stara, Sara Boriosi