• La Viranda,  PIEMONTE,  ROSSI,  VINO

    Libertario, La Viranda

    Se partiamo dall’etichetta, questo è un vino militante. A parte il nome che è già un programma, la dedica ai capi partigiani Primo e Fulmine della Brigata d’Assalto Stella Rossa sulla lunga etichetta orizzontale racconta, prima ancora del vino, un’idea di agricoltura ben precisa. E’ un manifesto suggestivo, e per quando mi riguarda pure emozionante. Come mi succede in simili casi, penso “iniziamo bene”, e per una volta non sono ironico. Questa non è un’etichetta qualsiasi, è uno schieramento, si posiziona. Dalla parte giusta, tengo a ribadire.Il vino, dentro, com’è? Ecco, le sorprese non sono finite. Tanto è intransigente l’etichetta, tanto il vino invece è amabile, conciliante, fraterno direi. Ti…

  • 2013,  Barbaresco,  Ca' del Baio,  DOCG,  PIEMONTE,  ROSSI

    2013 Barbaresco Marcarini, Ca’ del Baio

    Questa vigna singola di Ca’ del Baio è un ripasso del concetto di nebbiolo non mordace. Forse di fronte a certi rossi importanti di Langa si avverte una specie di soggezione, come fossero sempre troppo austeri per essere aperti in maniera spensierata. Questo Marcarini invece non ha bisogno di stracotti o selvaggine per essere goduto, anzi è quasi conciliante, la leggerezza va (per fortuna) a scapito della respingenza da durezze e tannini irsuti. Colore granato acceso, i profumi sono mixati tra il floreale secco e il goudron (parolaccia che sta a definire il catrame, vabbe’). In bocca si esibisce con grazia e graziella, e insomma bene così.

  • 2006,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Rinaldi,  PIEMONTE,  ROSSI

    2006 Barolo Cannubi S.Lorenzo – Ravera, Giuseppe Rinaldi

    Morbidi, vividi, sinuosi, palpabili, luminosi, scarlatti o tendenti al granato…immersi in un gioco d’ombre, pur essendo spesso grande fonte di luce. I drappi rossi nelle opere del Caravaggio fanno nella mia testa questo salto e sono evocati dal modo in cui questo Barolo sta nel bicchiere. Gli sono complici le luci della stanza, ma l’idea e la luce che poi si ricrea sulla tovaglia è bellissima. Nel bicchiere poi, la bellezza sta nel gioco di archetti compatti e strutturati che ricordano proprio il tessuto, tutto incredibilmente evocativo. E lo è ancor di più quando il bicchiere lo si porta al naso presentando un vino di grande dolcezza, con profumi che…

  • 2015,  Coste della Sesia,  DOC,  La Prevostura,  PIEMONTE,  ROSSI

    2015 Coste della Sesia Muntacc, La Prevostura

    Sono ancora in Alto Piemonte, ma questa volta anche in alto mare. Mi spiego. La bottiglia è un regalo: la mia conoscenza della cantina La Prevostura tocca lo zero. Quindi mi avvicino senza preconcetti e con una sostanziosa dose di curiosità al Muntacc Coste della Sesia 2015: l’unione nebbiolo e vespolina mi piace. Il colore è rosso acceso, la luce viene riflessa con forza ornando il bicchiere con un drappo rosso. Il naso è di prugna, mora e una leggera nota pepata. In bocca sa di nebbiolo (occhio che non è così scontato) con un ulteriore spinta della frutta e dei fiori rossi tipici della vespolina. Il legno è incastonato…

  • 2011,  Barolo,  DOCG,  PIEMONTE,  ROSSI,  Scarzello

    2011 Barolo Sarmassa, Scarzello

    Appena aperto è partita la discussione, più sull’annata che sul produttore (una discreta certezza) e sulla costante sorpresa di fronte ad alcuni 2011 che oggi si rivelano in stato di grazia. Magari pagano qualcosa in termini di austerità, magari non saranno vini così longevi ma che spettacolo di golosità, di beva e non ultimo di generosità. Un Barolo da tavola nella migliore accezione del termine, saporito e piacevolmente avvolgente senza eccedere in calore. Tanta bocca e pedalare, a me è piacuto tantissimo.

  • 2019,  BIANCHI,  PIEMONTE,  Tojo,  VINO

    2019 Alma, Tojo

    L’entusiasmo per un nuovo vino diventa per me doppio quando scopro che a farlo è un giovane. Quindi dopo l’assaggio lo chiamo e ci chiacchiero. Fondamentalmente per capire se ciò che mi è piaciuto nel bicchiere mi piace anche nella conversazione. È il caso di Francesco Bocchino dell’azienda Tojo di Santo Stefano Belbo – frazione Bauda. Lui lavora sul Moscato (e come potrebbe essere altrimenti lavorando nel paese di Cesare Pavese?) sia in versione Moscato d’Asti che Moscato secco. Non ha sposato invece la denominazione dell’Asti Secco. Molta della sua energia è spesa sulla versione ferma. Ci crede così tanto che ha messo assieme un gruppo di produttori della zona…

  • 2018,  Azienda San Michele,  Langhe,  Nebbiolo,  PIEMONTE,  ROSSI

    2018 Langhe Nebbiolo, Cantina del Parroco

    Che cosa passa il convento? Il vino del parroco. La battuta è facile, seduto all’aperto nell’ostu fuoriporta con vista sulle valli e sul mare. Leggo la carta dei vini che reca circa cinque-sei etichette: quella cosa che “basta con le carte dei vini immense” qui è stata recepita. L’unico nebbiolo presente è della cantina del parroco, etichetta che abbiamo visto tutti in ogni supermercato che si rispetti (se rispettate i supermercati), una volta si chiamava proprio parroco di Neive e ora l’azienda la continua chi ha raccolto quel testimone. E’ circa una vita che vedo questa etichetta, e allora finalmente assaggiamo qualcosa del parroco. Colore scarico e un po’ rilucente,…

  • 2011,  Barolo,  DOCG,  Giuseppe Rinaldi,  PIEMONTE,  ROSSI

    2011 Barolo Tre Tine, Giuseppe Rinaldi

    Qualche anno fa al banchetto di ViniVeri il Tre Tine 2011 (il Barolo di Rinaldi dai vigneti di Cannubi, San Lorenzo e Ravera) mi era parso uno dei più spenti in anni di assaggi. Soprattutto non riuscivo a immaginarmi un grande futuro per questo millesimo. Avendolo bevuto non saprò mai dove sarebbe potuti arrivare, ma mi rimane una certezza: cinque anni dopo la mutazione è stata completa, forse più rapida che in altre annate, tanto da essere già un Nebbiolo di razza di puro godimento. Una bevuta profondissima e stratificata in continua mutazione e in mirabile equilibrio tra gioia e austerità, curve e lineamenti, materia e pensiero.

  • 2018,  BIANCHI,  DOCG,  Erbaluce di Caluso,  Favaro Benito,  PIEMONTE

    2018 Erbaluce di Caluso Le Chiusure, Favaro

    Mi trovo a disagio, quasi in soggezione, a scrivere dell’Erbaluce di Camillo Favaro (e del padre Benito). Non per una strana reverenza del vino in sé, ma per come il produttore utilizza quotidianamente le parole nei suoi post sui social: la sua narrazione è asciutta, brillante, seriamente ironica. Adopera immagini che quando pure toccano la polemica non lambiscono mai la bruttezza, l’urlato. Arriva al punto senza manierismi, graffia ma non strappa, il verbo resta inserito perfettamente nell’eufonica frase.  Nell’Erbaluce Le Chiusure 2018 ritrovo l’efficacia di un messaggio veicolato attraverso un mezzo scarno, dove viene escluso qualsiasi ornamento o eccesso. Il vino, spoglio di artifici e formalismi, diviene scabro, essenziale. Visivamente…

  • 2013,  Colombera & Garella,  Coste della Sesia,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI

    2013 Coste della Sesia rosso, Colombera & Garella

    Da una delle denominazioni più sfigate e sottovalutate del pianeta vino, un rosso (e un’azienda) di cui mi innamorai dieci anni fa, in pieno trip Alto Piemonte. Riemerso dalla semestrale sistemazione nella mia confusa cantina, l’uvaggio di ingresso di nebbiolo (in ampia prevalenza), croatina e vespolina di casa Colombera ha trovato un lustro per esprimersi in modo sontuoso, sinceramente anche oltre le mie alte aspettative. Ancora del tutto integro il frutto rosso, molto goloso, che segna lo spettro olfattivo in apertura, prima di una rapida virata su note ferrose, poi di terra bagnata, funghi porcini secchi e grafite. Un’evoluzione continua e sorprendente, da vino di ben altra fascia e blasone.…