• 2010,  AOC,  BOURGOGNE,  CLOS SAINT-DENIS,  Domaine Michel Magnien,  FRANCIA,  ROSSI

    2010 Clos Saint-Denis, Domaine Michel Magnien

    Ho assaggiato il Clos Saint-Denis 2010 di Frederic Magnien (figlio di Michel Magnien da cui il Domaine prende il nome) al culmine di una degustazione di molte bottiglie dedicate a Morey-Saint-Denis. Un culmine di discorsi, di osservazioni, riflessioni, chiacchiere sul vino, il pinot nero e la Borgogna. Poi è arrivato questo mezzo calice e ha avuto l’effetto di un buco nero capace di inghiottire tutti i discorsi, le riflessioni e le osservazioni fatte fino a quel momento e di proporsi come una singolarità dello spazio-tempo di fronte alla quale si può solo ammutolire. Raramente ho avuto la percezione di essere inghiottito io da un vino ma questo è stato l’effetto.…

  • 2011,  AOC,  BOURGOGNE,  CHARMES-CHAMBERTIN,  Dugat-Py,  FRANCIA

    2011 Charmes-Chambertin Gran Cru, Dugat-Py

    Le due difficoltà alla cieca quando incontri un vino di Dugat-Py stanno sostanzialmente nel fatto che: A) se ne bevono ormai pochissimi; B) dà a mio avviso, in fascia giovanile, il meglio di sé in annate minori. Anche in questo caso taaaack un 2011 assassino che chiama assolutamente Borgogna con una dinamica assolutamente spiazzante, certo non da 2011. Più tensione, più articolazione in tutto; ha una spezia che tende a fregarti per intensità (vorrei vedere i legni che usa oggi per scrupolo), ma ha pure una integrità di frutto che esce fuori dal bicchiere cristallina; proprio grazie al fatto di essere annata minore si disperde quella sua struttura estrattiva importante,…

  • 2017,  Alain Gras,  AOC,  BOURGOGNE,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ROMAIN

    2017 Saint-Romain rouge, Domaine Alain Gras

    Se Saint-Romain non è il primo pensiero borgognone degli enostrippati più esclusivi (e spesso reazionari), è invece sicuramente uno dei primi per chi cerca ancora gran belle bevute in Côte d’Or, senza investire il PIL bielorusso su una boccia. Le particolarità microclimatiche e di terreno qui sono numerose e generalmente si traducono in vini molto freschi ed eleganti con una nota minerale piuttosto insistita e una bocca fine e vibrante. Almeno è così per i vini di Alain Gras e per il suo pinot noir village, da uve diraspate, sosta di 12 mesi nelle botti di rovere, solo in piccolissima parte nuove. Ciliegia, frutti di bosco, incenso e grafite al…

  • 2008,  AOC,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE,  Veuve Clicquot-Ponsardin

    2008 Champagne La Grande Dame Rosè, Veuve Clicquot

    Ti aspetti dolcezza e ruffianeria ma sulle prime è una cuvèe tesa e arcigna, con rimandi aromatici alla rosa, al melograno con lamponi e ribes rossi in grande evidenza. Emergono bene l’incenso e la lavanda, punteggiate di cardamomo e spezia cui si aggiunge del ginger piccante e tocchi di peperoni con il loro lato vegetale piacevole. Il sorso è freschissimo e incalzante, rivela la sua rocciosità affilata che sfugge a molte identificazioni sorso dopo sorso; guizza agile, lasciando una scia di tabacco da pipa e acqua di colonia inglese, confettura di mandarino tardivo. La punteggiatura di bollicine dalla trama serratissima è perfetta e mette ogni rimando aromatico al suo posto…

  • 2018,  IGT,  Panizzi,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2018 Pinot Nero, Panizzi

    Un rosso in terra di bianchi come San Gimignano che sceglie una strada interessante, più qui che da altre parti in Toscana, e che ne sa cogliere le sfumature sottili di freschezza con una puntualità enologica notevole. Trasparente porpora, mix di frutta di bosco da manuale per la varietà ma con sfumature speziate leggere tra tabacco mallo di noce e pepe nero unite ad una gessosità particolare lo rivelano vino di terroir. Sorso sottile e sbarazzino che lascia trasparire intriganti note di complessità. Non da invecchiare a lungo ovviamente ma da godersi oggi senza troppi pensieri e il prezzo invitante aiuta eccome.

  • AOC,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  G. H. Mumm,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    s.a. Champagne Cordon Rouge, G. H. Mumm

    Quando ero ragazzo Cordon Rouge era una sorta di sinonimo di champagne. Lo trovavi ovunque. Adesso le enoteche quasi lo nascondono sugli scaffali tanto è mainstream, immagine di un tempo andato. Eppure alla cieca, in una campionatura di champagne base da ultima cena, a me non è dispiaciuto del tutto. Unico della tavolata, così vi fate un’idea.Colore verdolino, e non per via della bottiglia con la nuova etichetta, bolle a profusione molto fini. Al naso è subito vegetale, tra salvia e mentuccia. Poi melone a pasta bianca, lime, pomelo, un’idea di anice (potrei averla sognata), caffè appena tostato. Dice che la base è pinot noir e tocca fidarsi. Teso in…

  • 2012,  AOC,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    2012 Champagne Grand Vintage, Moët & Chandon

    Certi vini sono monumentali non certo per la loro presenza muscolare ma per il loro essere archetipo della loro tipologia. Quello che ti aspetti dall’interpretazione di un grande millesimo in questo vino lo trovi.  Naso dinamico ed equilibrato in tutte le sue componenti, accenno fiorito di gelsomino, pesca bianca, cedro candito, schiaffo salato di acqua marina. In bocca è come se il vino riprendesse la partitura dell’olfatto e la reinterpretasse con coerenza arricchendo la sessione ritmica: la frutta che si mescola al sale crea un sorso vibrante e ritmato che incita alla beva. Il bis è un rimando continuo alla sessione olfattiva, le pesche sono sciroppate e alleggerite dalla confortante…

  • 2015,  AOC,  Domaine de La Romanée-Conti,  FRANCIA,  RICHEBOURG,  ROSSI

    2015 Richebourg, Domaine de la Romanée-Conti

    È sempre con estrema emozione che mi avvicino a quello che è per me il mio vino perfetto, la sintesi delle cose che amo e cerco in una bottiglia da sogno (potrei tradire solo per dei vecchi Bordeaux seri, per capirci) e quindi valutare l’annata 2015 in questa bottiglia mi mette una certa ansia da prestazione, lo ammetto.Poi avvicinandosi al bicchiere si capisce che non si deve andare a cercare nulla perché è tutto lì che aspetta. La 2015 è una versione caricata a molla.La partenza è lievemente mou, il bosco si spalanca con tutti i suoi toni floreali/muschiati/fruttati/mora scura; un cenno di agrume rosso, la traccia dell’incenso e del…

  • 2018,  DOC,  Le Marie,  PIEMONTE,  Piemonte,  ROSSI

    2018 Piemonte Pinot Nero Noir de Mariette, Le Marie

    Bisognerebbe essere sempre in grado, in ogni ambito, di uscire dai propri pre(-)concetti. Ad esempio, in passato, vedevo il pinot noir in Piemonte quasi come una sorta di provocazione: la terra sabauda è terra da nebbiolo. Punto e basta. Poi, per fortuna, mi sono ricreduto e ravveduto, anche facilitato da un incontro con un produttore che stimo profondamente e che risponde al nome di Mauro Spertino: un incontro felice con il suo pinot noir che oltre a regalare piacevolezza ha dato soddisfazione e sorpresa. E aperto occhi, mente e palato. Quindi, alla luce di quanto accaduto, non mi pongo più sulla difensiva di fronte a un pinot noir piemontese. Anche…

  • 2014,  AOC,  COTES DU JURA,  Domaine Labet,  FRANCIA,  JURA,  ROSSI

    2014 Côtes de Jura Pinot Noir Les Varrons, Domaine Labet

    Bello a partire dall’aspetto cromatico che ricorda il karkadè di metà pomeriggio ed un mazzo di rose antiche; naso che passa dalla rosa appassita alla cola, il frutto riporta al melograno non troppo maturo, un tratto di noce fresca e il tamarindo, un mix tra spezia e tratti freschi/scuri e sottili, abbiamo una rusticità ben presente, senza dubbio, ma non è sgradevole ed anzi direi che nel contesto ci sta anche. Bocca giustamente pètillant, non una effervescenza vigorosa, ma una sottile sollecitazione continua che fa danzare le microbolle sulla lingua, pure asservite da una acidità assolutamente vispa, un microgrammo di zucchero, ma quasi invisibile e una sensazione di leggerezza e…