• 1966,  AOC,  BORDEAUX,  Chateau Margaux,  FRANCIA,  ROSSI

    1966 Margaux Premier Grand Cru Classé, Château Margaux

    Siamo proprio sicuri che l’elisir dell’eterna giovinezza non esista? In Medoc, Château Margaux, ci nasconde sicuramente qualcosa.Il tappo perfettamente integro e profumato alza immediatamente le aspettative. Non delude neanche il colore del liquido: intenso e impenetrabile ma di un rosso ancora vivo e sanguigno. Le prime olfazioni restituiscono un profilo chiuso e contratto; del resto, dopo 55 anni in bottiglia è difficile chiedere di più!Ma bastano poche decine di minuti e il suo carattere classico si rivela schietto: ribes nero, more, arriva poi la grafite, il tabacco. Qualche istante dopo note profonde di sottobosco e cuoio incedono audaci a rafforzarne austerità e complessità. In bocca entra pieno, potente, carnoso. Il…

  • AOC,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  Louis Roederer,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    Champagne Louis Roederer Rosé 2014

    Il prodigioso livello qualitativo raggiunto dagli champagne Louis Roederer a firma Jean-Baptiste Lécaillon, chef del cave e direttore della Maison, si misura anche nei loro rosé millesimati, vini dall’indiscutibile, distintiva, classe. Veste colore salmone tenue dai vividi riflessi oro rosa, al naso lascia emergere raffinati e sottili profumi di agrumi in confit, fiori essiccati, rosa e polvere di grafite, per un ingresso in bocca spiazzante per incisività, potenza e freschezza: è ampio, succoso (agrumi nobili), roccioso, flessuoso, risoluto e con una bollicina costruita con mano virtuosa, finissima e puntiforme. Uno champagne da dimenticare in cantina per qualche anno per lasciare emergere, fino in fondo, il suo talento evolutivo più raffinato.…

  • AOC,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE,  Piper- Heidsieck

    Champagne Extra Brut Cuvée Résérve Essentiel, Piper-Heidsieck

    Questa scheda ha un problema: è scritta da qualcuno non abituato a bere Champagne. La conoscenza scolastica del vino più celebrato al mondo, quella che si apprende ad un corso sommelier, inclusi uno o due assaggi in tutto, impedisce un racconto più completo, una riflessione più ampia su questo vino.Questa scheda, però, ha anche un vantaggio: è scritta da qualcuno non abituato a bere Champagne. Vuol dire che non ho patito condizionamenti inconsci, tipo aspettarmi un particolare sentore perchè so che quel sentore deve per forza esserci in uno Champagne. Ho ficcato il naso nel calice, ho bevuto, ho preso nota.La Maison Piper-Heidsieck vede la luce nel 1785, quando i…

  • 2018,  Antoine Lienhardt,  AOC,  BOURGOGNE,  Coteaux Bourguignons,  FRANCIA,  ROSSI

    2018 Gamay du Pierrot Gamayoptère, Antoine Lienhardt

    Rimane la sensazione di bere Gamay 2018 che pagano qualcosa in termini di espressività del sapore rispetto ai 2017. Però che bel bere! Bottiglia che certo ci ha messo un buon 24 ore per aprirsi del tutto e lasciarsi alle spalle una certa riduzione. Un Gamay un po’ fuori zona – non Beaujolais ma piena Côte de Nuits, tra Beaune e Nuits-Saint-Georges- di sicuro spessore, scuro nel frutto ma fragrante nella struttura. Ribes e ciliegia con un richiamo alle radici, alla terra, che si ritrova anche alla fine del palato, a impreziosire di profondità un sorso dal piglio deciso, strutturato, piacevolissimo. Anche da aspettare qualche anno.

  • 2009,  AOC,  CHAMPAGNE,  Dom Ruinart,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    2009 Champagne Blanc de Blancs, Dom Ruinart

    Più algido e monolitico dei millesimi precedenti, ne aprezzi immediatamente la chiurigica precisione aromatica capace di portare in superfice tutti i tratti distintivi dello chardonnay più nobile: lievissime note di tartufo bianco che con l’ossigeno lasciano spazio alle note di muschio, sempre bianco, pietra spaccata, scorza di limone e lievi note balsamiche, mentolate. Ancora tutto molto sottile, sussurrato, a preludio di uno champagne che nel tempo acquisterà grande autorevolezza e fascino. Chardonnay quintessenziale nello stile anche in bocca, dove trovi volume ma allo stesso tempo leggiadria, sensazioni agrumate e rocciose che ritornano in un finale ampio, puro e dissetante di pompelmo e, ancora, roccia. Un blanc de blancs dall’indiscutibile talento…

  • 2004,  AOC,  CHAMPAGNE,  Dom Pérignon,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    2004 Champagne Brut, Dom Pérignon

    La maison raccontava che l’annata 2004 avrebbe segnato la storia di Dom Pérignon “con la sua ricchezza e la sua generosità”. Lo si evince dalle informazioni registrate in vigna, dove, per quell’anno, si parla di grappoli dalla più che discreta dimensione e quantità e di un clima compiacente, specie nel periodo immediatamente antecedente la vendemmia e con uve – cito -“in eccellente stato di salute e maturità”. Eppure di questo vintage ho letto e sentito pareri molto contrari: tra i più si conferma certo un’annata memorabile, anche per la piacevolezza di beva (uno champagne, quindi, più facilmente apprezzabile anche da palati meno avvezzi a certe complessità), ma qualcuno, invece, lo…

  • 2012,  AOC,  CHAMPAGNE,  Diebolt-Vallois,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    2012 Champagne Fleur de Passion, Diebolt Vallois

    Approccio olfattivo folgorante questo 2012 di Jacques Diebolt, storico vigneron di Cramant che amo e stimo sin dal primo giorno che l’ho conosciuto. È luminoso e iridescente al naso ma allo stesso tempo opulento, autorevole, solido, quasi monolitico nelle sue sensazioni di pietra focaia, olii essenziali agli agrumi, eucalipto, resina, muschio bianco. Dirompente anche al al palato, dove la verve acida accende le sensazioni agrumate, entrambe ancorate a una trama salina, rocciosa, ampia. È appagante, vinoso, pervaso da una sontuosa mineralità e da un’acidità ancora tagliente, con una persistenza che sfuma su note di mou nel finale. Da bere adesso se si è in urgenza di piacere, da dimenticare in…

  • 2018,  AOC,  CROZES-HERMITAGE,  FRANCIA,  RHÔNE,  ROSSI,  Yann Chave

    2018 Crozes Hermitage, Yann Chave

    Yann Chave è un omone grande e grosso che orbita all’interno delle sue vigne poste lungo il Rodano settentrionale. Dico omone non perché lo conosca, ma perché è un ex rugbista, e a quello sport non ti ci avvicini sotto un certo tonnellaggio, a meno che non vi piaccia il reparto ortopedia del vostro ospedale di fiducia.La stazza imponente non ha però evitato al buon Yann nei primi anni duemila un’intossicazione durante uno dei trattamenti effettuati in vigna. Mollato il respiratore credo le sue prime parole siano state “ho una gran voglia di regime biologico, voi che ne dite?”, ottenendo la certificazione ufficiale nel 2007 e la salvezza dei propri…

  • 2006,  AOC,  Bonnes Mares,  BOURGOGNE,  CHAMBOLLE-MUSIGNY,  Domaine Comte de Vogue,  FRANCIA,  ROSSI

    2006 Chambolle-Musigny Bonne Mares, Comte de Vogue

    Mi prendo la responsabilità di recensire il mio primo Borgogna, con un domaine che trasmette una classicità che risale al 1450. Francois Millet è da decenni al timone di una produzione in cui ho sempre trovato poco di “chambollesque” e tanta, troppa confezione. Ho sempre apprezzato i suoi grandi vini (grandi in tutte le dimensioni dello spazio), sia da botte che in bottiglia, ma nessuno mi ha mai emozionato e il Bonnes Mares è sempre stato per me, stranamente, uno dei suoi vini più fini, nonostante il carattere delle sue terre rosse da cui nasce.Parte ovattato, balsamico, ma poco mobile, un pochino greve e ritroso, nebbioleggia al naso. La bocca…

  • 2015,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  CHABLIS PREMIER CRU,  Domaine Guy Robin et Fils,  FRANCIA

    2015 Chablis Montée de Tonnerre VV, Domaine Guy Robin et Fils

    Se Montèe de Tonnerre non è uno dei sette Grand Cru dello Chablis poco ci manca. Tra i Premier Cru è la vigna alla quale sono più affezionato, non mi ha mai deluso.Parte con una sventagliata di agrumi spremuti sulla pietra focaia. Tipicità da Chablis che si ammorbidisce rivelando sentori di ricotta infornata al limone, di burro salato, di zucchero a velo. Mano a mano che il vino si riscalda nel calice i profumi si ricompongono, si aggregano. Lo zucchero comincia a filare, il burro si lega alla farina e, non so come dirvelo, ma il fatto è che a un certo punto nella mia testa stavo annusando quei dolcetti…