2015,  Andrea Calek,  FRANCIA,  RHÔNE,  ROSSI

2015 Pénultième, Andrea Calek

Nella maggior parte dei siti in rete in cui si menziona Andrea Calek troverete la parola “ribelle”, lui è originario della Repubblica Ceca ma dopo tanto vagabondare si è stabilito in Ardèche a Valvignères. Siamo stati lo scorso anno in agosto in visita da lui e la sua compagna: giornata calda non quanto l’accoglienza,  piuttosto spicciola e annoiata, poche parole e facce irritate. Il pensiero comune fa percepire che sia un provocatore, uno che esagera; saltano fuori t-shirt con su scritto: “Don’t stop tasting animals” o svastiche allo spray . Agent provocateur o false flag del movimento naturale? o solo paura di non esser visti, di essere esclusi e ribaltare le regole del gioco?
Si propone certamente in stile post rustico, irritante e geniale: tavoli arrugginiti, auto dismesse, baracca di legno e lamiere in mezzo a bucoliche vigne e ancora lei la roulotte. Simile alla velocità e spezzature del punk, uno scenario che provoca suoni grezzi, sequenze oniriche e funghi magici, come a rifuggire i demoni delle apparenze, le inerzie esistenziali e le facce borghesi da like.

Al netto delle polemiche e delle provocazioni (come se bere vino di un vignaiolo del “gruppo Gramsci”, possa costringermi a chiamare tutti “compagni”, o se stappare le bocce di una persona che la mattina saluta il cane col braccio teso possa rendermi razzista o misogino) bisogna poi in fin dei conti parlare del suo vino.

“Pénultième” è un uvaggio di merlot, syrah e viognier in stile ardéchoise: fermentazione spontanea in semi carbonica con soli lieviti indigeni, macerazione di un mese e affinamento in botti di rovere. Non filtrato, non chiarificato e nessuna aggiunta di solfiti all’imbottigliamento. Il rosso porpora con accenni violacei, convalida un intenso profumo di gelsi e cassis con ritorni balsamici di ginepro e pino. È ematico e dalla fine trama tannica, entra succoso e rotondo coprendo tutto il palato in un sorso suadente. Si comporta bene al centro bocca, restando compatto e sorreggendo un pasto succulento e dai sapori decisi. Sul finale, una seppur piacevole astringenza ne smorza parzialmente la lunghezza, cedendogli quel velo terroso e rustico che accompagna come un marchio di fabbrica molti dei vini di Calek. Vino che sa viaggiare in profondità.

Le Village, 07400 Valvignères, France

  • TORTORA [14/07/21] - 8.9/10
    8.9/10
8.9/10
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2 Comments

  1. Littlewood 22 Luglio 2021
    • Emanuela Tortora 23 Luglio 2021

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