• 2010,  AOC,  BEAUJOLAIS,  FRANCIA,  MORGON,  ROSSI

    2010 Morgon Côte du Py Javernières, Louis Claude Desvignes

    Confesso il mio amore incondizionato per i Gamay – specialmente se con diversi anni sulle spalle – per il modo meraviglioso che hanno, come pochi altri, di dare frutto e colore al bicchiere, unendo tratto fruttato con tratto speziato, parte golosa con profondità. Questo 2010 fa, né più né meno, quanto sopra; una coppa di frutta ben matura a pezzi con fragole succose, more, qualche lampone, una grattata di noce moscata, pepatina affumicata nera e un rametto di timo; il tutto unito a una bocca che allunga il tratto goloso in modo elegante: parte che sembra un gioco, ma poi si rivela come vino di spessore senza mai stridere; alcol…

  • 2017,  AOC,  BEAUJOLAIS,  FRANCIA,  Marcel Lapierre,  MORGON,  ROSSI

    2017 Morgon, Marcel Lapierre

    Ci sono, nell’ambito della musica, coloro che collocano nell’ambito pop autori come Morzat, Chopin, Beethoven. Brani come Eine kleine Nachtmusik del buon Mozart oppure come il Nocturne op.9 No.2 di Chopin sono pop, facili, conoscibili. Ma quando – mi chiedo – la “semplicità“, è un minus piuttosto che un plus? Quando la semplicità diventa stucchevole e non una chiave di lettura immediata? Ecco questo Morgon rientra nella categoria della lettura immediata e fatta di piacevolezza. Il frutto, la nota lievemente legnosa catturano: il naso poi è florilegio di frutti rossi, con una lieve speziatura. E la bocca ti cattura: occupa il centro. Con tannini soffusi e quasi affettuosi, buona freschezza…

  • Domaine Ganevat,  FRANCIA,  VIN DE FRANCE

    Le P’tiot Roukin, Domaine Ganevat

    Ho accumulato un bel numero di assaggi dei vini di Ganevat e mi sono convinto che è nei vini meno ambiziosi, dove è più spinta la ricerca della bevibilità, che il talento di questo produttore si palesa in modo più cristallino. È prodotto seguendo tutti i requisiti della naturalità più spinta (niente lieviti, niente solfiti etc…etc.) ed è un vino pulitissimo che squaderna nel bicchiere tutte le sfumature del rosso, dal fiore carnoso alla frutta selvatica. Al secondo giorno la morsa dell’ossidazione ne intacca un po’ il fulgore espressivo nitidissimo facendolo virare verso toni umbratili, terrosi senza che, tuttavia, venga meno l’assoluta piacevolezza del sorso.

  • 2017,  AOC,  BEAUJOLAIS,  BEAUJOLAIS-VILLAGES,  FRANCIA,  Michal Clotaire,  ROSSI

    2017 Beaujolais-Villages La Napoleon, Michal Clotaire

    Domenica di cielo lattiginoso. Barbecue in terrazza: salsicce e costicciole marinate con gli odori delle erbe aromatiche ed è subito tamarraggine latinos, canotta e reggaeton. Al posto della birra cheap però si stappa un Beaujolais facile. Clotaire è il classico produttore che meglio incarna il mito del buon selvaggio. Talentuoso, riservato, generoso. Non ha un sito internet nonostante la giovane età. Questa è la classica etichetta che userei per riempire la cambusa in caso di pandemia.Ops.Più che glou glou, questo è un vino yum yum. Colore quasi impenetrabile, ma si vede che sotto sotto è porpora. Gamay tutto frutto, purché il frutto sia rosso e con tendenza acidula. Si apre…

  • 2018,  AOC,  BEAUJOLAIS,  Domaine Chamonard,  FLEURIE,  FRANCIA,  ROSSI

    2018 Fleurie La Madone, Domaine Chamonard

    Capirai, fa macerazione carbonica! Se anche le persone subissero il processo di macerazione carbonica, avremmo tutti una vita sociale molto più intensa.Eppure di questo gamay in purezza mi ha colpito non solo la piacevolezza della beva, ma anche una discreta complessità olfattiva e mi imbarazza ricorrere a tecnicismi per parlare di un vino che fa macerazione carbonica. Lo si beva e basta, diamine.Agile, pieno zeppo di fiori. Ecco, se c’è una cosa che colpisce è la varietà floreale espressa. Fiori secchi, un pot-pourri color rosso rubino vivido, accenni iodati e una tostatura che emerge senza dare fastidio. Beva strepitosa, persistenza lunga lunga che lo rende pericolosamente piacevole.Occhio.