• 2006,  CAMPANIA,  DOCG,  Perillo,  ROSSI,  Taurasi

    2006 Taurasi Riserva, Michele Perillo

    Aglianico in purezza del biotipo “coda di cavallo”, proveniente da vecchie vigne coltivate intorno alla cantina aziendale a Castelfranci su terreni tufaceo-calcarei. Affinamento di 20/24 mesi in barrique usate, cui segue semi-eterno riposo in bottiglia fino al momento in cui Michele e suo figlio Felice ritengono il vino pronto la commercializzazione (periodo che varia tra gli otto ed i dieci anni). Fortemente consigliata – come d’altronde suggerito in retroetichetta – l’apertura con congruo anticipo. Alla vista si presenta in una veste rubino/granato, senza mostrare il minimo segno di cedimento. Intenso e denso, leggermente opalescente, trasmette un senso di ricchezza e forza fin dal bicchiere. Naso pulito, inizialmente timido e reticente,…

  • 2015,  CAMPANIA,  DOCG,  ROSSI,  Stefania Barbot,  Taurasi

    2016 Taurasi Fren, Stefania Barbot

    Profumi dolci che richiamano le spezie, poi tanta frutta matura; al palato il vino fa il suo ingresso incedendo morbido e caldo. Legno, aromi balsamici. Piuttosto sproporzionato nella mole, ma nonostante l’appeal maestoso, in bocca c’è agilità: tanta frutta matura, prugna damaschina prossima a trasformarsi in confettura, profumi di incenso e tannino ruggente. Grande margine di miglioramento, il tempo farà il suo lavoro.

  • 2016,  Campania,  Cantine di Marzo,  DOCG,  ROSSI,  Taurasi

    2016 Taurasi, Cantine di Marzo

    Timidissimo e senza grinta. Provo a riassaggiare, attendo qualche minuto; niente. Un Taurasi col freno a mano tirato, quasi che per paura di fare troppo abbia deciso di stare fermo un giro: statico, con poca freschezza, dotato di un singolo tono espressivo che ne penalizza l’insieme. Sottratto e con la sordina. Etichetta molto bella, aspettiamo con fiducia il prossimo giro e la prossima annata.

  • 2015,  CAMPANIA,  Contrade di Taurasi,  DOCG,  ROSSI,  Taurasi

    2015 Taurasi Coste, Contrade di Taurasi

    Più vado avanti con gli assaggi, più mi rendo conto che questa batteria bizzarra ha molti mediani e pochissimi fuoriclasse. Con rammarico mi trovo a tuffare e rituffare il naso in questo calice che offre un vino sfuggente, a due dimensioni. Assaggio e riprovo, in bocca non lascia molto perché gioca in sottrazione su polpa e legno; solo il sale fa da mordente al sorso. Mi sembra un vino che fatica a capire quale direzione deve prendere. Mi dispiace, dal Taurasi cerco altro.

  • 2015,  CAMPANIA,  DOCG,  Pietracupa,  ROSSI,  Taurasi

    2015 Taurasi, Pietracupa

    Senza dubbio alcuno, questa dei rossi è una batteria più che impegnativa: i vini hanno bisogno del giusto tempo per il riassaggio, e spesso si deve prestare meno attenzione di quella che si vorrebbe dare proprio perché gli assaggi sono tantissimi e il ritmo scandisce la concentrazione da dedicare ad ogni campione.Sono di fronte ad un vino che, sin dagli albori della mia educazione enoica, è sempre stato un punto di riferimento, un atto di fede.Eppure in questa veste non lo riconosco: quel vino pieno di energia e potenza che mi ha viziata in altri contesti, qui si presenta sgonfio, confuso e dalla struttura indebolita, privo del consueto scheletro che…

  • 2015,  CAMPANIA,  DOCG,  Luigi Tecce,  ROSSI,  Taurasi

    2015 Taurasi Riserva Poliphemo, Luigi Tecce

    Non bisogna girarci intorno: buono, buonissimo. Questo vino ha tutte le carte in regola, compreso la capacità di sollecitare un meraviglioso stimolo alla bevuta. Agrume spremuto, si parla di arancia sanguinella in quantità e una trama quasi ferrosa. Polposissimo e dritto, un Taurasi dallo scheletro d’acciaio. Che meraviglia, dopo tanti assaggi faticosi arriva questo schiaffone in faccia che sveglia dal torpore e fa venir voglia di tenere un sorso a portata di mano.

  • 2015,  CAMPANIA,  DOCG,  Luigi Tecce,  ROSSI,  Taurasi

    2015 Taurasi Riserva Puro Sangue, Luigi Tecce

    Come chi lo fa, questo è un vino unico nel suo genere. Luigi Tecce ha mani grandi da lavoratore, e modi tanto raffinati da suggerire una sussiegosa reverenza. Questo vino è terragno ed elegantissimo, sfaccettato e solido; è un vino che dimostra subito la pasta di cui è fatto, eppure le trame che lo compongono ne danno una struttura sfaccettata e intrigante. Imponente, severo, quasi ombroso; un vino disciplinato ma dall’indole sdoma come certi cavalli di razza; soprattutto, un vino buono da paura.

  • 2014,  Borgodangelo,  CAMPANIA,  DOCG,  ROSSI,  Taurasi

    2014 Taurasi Borgodangelo, Borgodangelo

    Accidenti che gran peccato, nel calice quello che doveva essere un buon vino è di fatto un campione con evidente terziarizzazione: il Taurasi perde polpa e ci restituisce un assaggio indebolito e molto in là con l’età percepita, come certi adulti che si ostinano a vestire usando lo stesso outfit di quando avevano vent’anni. Insomma, è un Taurasi anziano, ma siccome non lo sa (o fa finta di non saperlo), cerca di muoversi con agilità mantenendo scheletro e vena salina. Ma è tutto quello che ha.

  • 2014,  CAMPANIA,  DOCG,  ROSSI,  Taurasi,  Tenuta Cavalier Pepe

    2014 Taurasi Opera Mia, Tenuta Cavalier Pepe

    Se fosse una persona, questo vino sarebbe senz’altro un azzimato professore universitario vecchio stile, di quelli con la giacca con le toppe di pelle, che lasciano in aula profumo di tabacco da pipa. Un vino senza dubbio severo ed elegante, duro e profondo. Vagamente mentolato, tra un frutto maturo e una presa di tabacco e un morso di cioccolato. Rigoroso, sorso pieno che appaga e ristora. Gran bel vino.