• 2018,  AOC,  BEAUJOLAIS,  BEAUJOLAIS-VILLAGES,  FRANCIA,  Michal Clotaire,  ROSSI

    2018 Beaujolais-Villages La Napoleon Vignes Centenaires, Michal Clotaire

    Noi rossisti malati sinceramente ce ne infischiamo delle temperature esterne. Al massimo diminuiamo lo spettro tannico delle nostre bevute, mettiamo le nostre bevande alcoliche in frigo e ce le godiamo di fronte a un certo sdegno altrui.Dell’azienda e della sua assenza di fronzoli e retoriche, ha già parlato Sara, scolandosi l’annata precedente, che, sul mio personale cartellino, è un filo meno golosa di questa 2018. Questa però è la vigna centenaria, con tutto quello che comporta in termini di profondità e complessità aggiuntive. Il naso è gioiosamente fresco, con tutte le più classiche note rosse del Gamay, ma con qualche cenno floreale e minerale. La bocca, però, è il suo…

  • 2007,  AOC,  BOURGOGNE,  Domaine Confuron-Cotetidot,  FRANCIA,  ROSSI,  VOSNE ROMANÉE

    2007 Vosne-Romanée 1er Cru Les Suchots, Domaine Confuron-Cotetidot

    E così ci preparammo a riassaporare il frutto, probabilmente scuro, e le fini trame speziate e succose dei Suchots: “Uh! Oh! Ecco il fru…, ecco le spe… ma no, aspe’, ‘ndo’ stanno? Fu, quindi, così che, al presentarsi del peperone, ospite invero inatteso ma molto elegante, ci accorgemmo di avere di fronte il più bordolese dei Borgogna gustati di recente, “… un po’ come i Cos d’Estournel sono i Bordeaux più borgognoni…“, e quest’ultimo è un rimbaudismo che devo a Lei che con me divide tavole e cantine, più che ad Arturo il Poeta Maledetto. Poi, appesa la pirazina nel guardaroba, resta a suo agio nell’abito di taglio vosnier e…

  • AOC,  BOURGOGNE,  CRÉMANT DE BOURGOGNE,  FRANCIA,  MÉTHODE TRADITIONNELLE

    Crémant de Bourgogne Blanc de Blancs, Joseph Lafarge

    Nella magmatica giungla dei crémant francesi non è difficile imbattersi in qualche bella bevuta (anche a costo contenuto), ma è rarissimo rimanere folgorati. Si iscrive alla prima categoria il Crémant de Bourgogne di Lafarge, probabilmente la bottiglia con l’etichetta più difficile da mettere a fuoco della galassia vino insieme a Collestefano. Notazioni grafiche a parte, siamo nel villaggio di Lugny, in pieno Mâconnais, dove la cantina, di proprietà familiare da quasi tre secoli, pianta ovviamente chardonnay (in Grand Bois di Lugny), pinot noir e anche gamay. Bellino il naso di argilla, buccia di limone e nocciola, coerente con un ingresso in bocca energico che perde finezza e verticalità nel centro…

  • 2017,  Alain Gras,  AOC,  BOURGOGNE,  FRANCIA,  ROSSI,  SAINT-ROMAIN

    2017 Saint-Romain rouge, Domaine Alain Gras

    Se Saint-Romain non è il primo pensiero borgognone degli enostrippati più esclusivi (e spesso reazionari), è invece sicuramente uno dei primi per chi cerca ancora gran belle bevute in Côte d’Or, senza investire il PIL bielorusso su una boccia. Le particolarità microclimatiche e di terreno qui sono numerose e generalmente si traducono in vini molto freschi ed eleganti con una nota minerale piuttosto insistita e una bocca fine e vibrante. Almeno è così per i vini di Alain Gras e per il suo pinot noir village, da uve diraspate, sosta di 12 mesi nelle botti di rovere, solo in piccolissima parte nuove. Ciliegia, frutti di bosco, incenso e grafite al…

  • 2018,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  CHABLIS,  FRANCIA

    2018 Chablis Le Vendangeur Masqué, De Moor

    La morbidezza, parliamone. E’ una questione un po’ scivolosa, un vino è morbido, cioè ha una vaga sensazione di dolcezza, per svariati motivi: alcol, o residuo zuccherino. Oppure è così di suo. Questo forse è del terzo tipo, è morbido, garbato, suadente. Però essendo un gran vino è anche ben altro. Per esempio è anche sassoso, nel senso di minerale, ma sempre in maniera garbata. La bevuta è del tipo attraente e irresistibile, essendo sfaccettato, multiforme, passa dal morbido al citrino con stile, balla leggero e lascia stupefatti. Mi accorgo che ho saltato la descrizione aromatica: butirroso, come di pasticceria, e frutta a polpa bianca ben matura con due gocce…

  • 2016,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  Domaine Philippe Bouzereau,  FRANCIA,  MEURSAULT

    2016 Meursault Monopole Vieux Clos, Domaine Philippe Bouzereau – Chateau de Citeaux

    Sostenibilità, un termine tanto utilizzato e amato oggi. In realtà sono davvero poche le vere ‘produzioni sostenibili’. Non basta il rispetto verso natura e ambiente, serve anche quello verso gli esseri umani, tutti, perché ‘sostenibile’ deve essere anche sinonimo di qualità e salute. Philippe Bouzereau è arrivato a capo della storica azienda di famiglia nel 2006, dopo anni spesi in studio ed esperienze ‘all around the world’, una storia che conosco. Ho assaggiato più volte i vini di Chateau de Citeaux, vini che non lasciano le emozioni ai soli Cru o Monopole, ma ne regalano già nei pinot noir o chardonnay Village. Ognuno con la sua identità, che lascia trasparire…

  • 2010,  AOC,  BOURGOGNE,  Domaine Chantal Lescure,  FRANCIA,  NUITS-SAINT-GEORGES,  ROSSI

    2010 Nuits Saint Georges 1er Cru Les Vallerots, Chantal Lescure

    Ho un rapporto commerciale con Chantal Lescure ed è questo, molto concretamente, il motivo per cui è la cantina di Borgogna di cui conosco più approfonditamente i vini e le annate, soprattutto le ultime dieci. In particolar modo è la produttrice (per quanto nella mia mente Lescure sia associata al gerente Francois Chaveriat) che anni fa mi ha acceso le antenne sulle capacità espressive dei Pinot noir della Côte d’Or più classici, quindi nessun diserbo, cantina gestita in gravità, uso moderato di legni nuovi, nessuna filtrazione e chiarificazione, fermentazione spontanea, rarissime pigiature. L’esperimento con i vini di Lescure è sempre stato quello dell’apertura in anticipo e della bevuta dilatata nel…

  • 2017,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  Domaine Leflaive,  FRANCIA,  MÂCON

    2017 Macon-Verzé, Domaine Leflaive

    Ci sono vini che sono segnati dal legno, cose che capitano. La barrique, il contenitore, lascia la sua firma ingombrante sul corredo olfattivo, e insomma, non sono cose belle. Poi ci sono vini come questi, che si fanno 15 mesi di legno piccolo, e sono così potenti che, secondo me, segnano la barrique: cioè io mi immagino che la botte che ha contenuto questa bomba di chardonnay minerale e salatissimo (non nel senso del prezzo) sia stata sopraffatta dalla materia vinosa. Qui ha vinto lui. Già quel colore che vira sull’oro brillante annuncia qualcosa, poi arriva il naso salmastro, possente, e che il dio degli assaggiatori mi perdoni: minerale come…

  • 2015,  AOC,  BOURGOGNE,  Domaine de La Romanée-Conti,  FRANCIA,  LA TÂCHE,  ROSSI

    2015 La Tâche, Domaine de La Romanée-Conti

    Mi capita qualche volta di non avere le parole adeguate per descrivere un vino; per quanto mi sforzi di sondare il mio vocabolario, non ne esce nulla all’altezza del compito. Posso solo dire che questo capolavoro universale unisce l’alfa e l’omega, la facilità di beva a una complessità stordente; dove il frutto non è sinonimo di semplicità, ma al contrario sublimazione e quintessenza. Naso stra-to-sfe-ri-co. Difficile stare dietro a tutti gli stimoli, tanto è cangiante. Al primo soffio avverto gomma bruciata che subito sublima in polvere da sparo o pietra focaia, poi pepe nero, lieve rabarbaro e bacche selvatiche (rosse e nere); il tutto mosso da uno zefiro vagamente erbaceo.…