• 2014,  AOC,  Domaine du Cayron,  FRANCIA,  GIGONDAS,  ROSSI

    2014 Gigondas, Domaine du Cayron

    Porca miseria, che bella bevuta! Parto dalla conclusione, tipo il film “Sunset Boulevard”. Per i pochi che non conoscessero la denominazione, siamo nel Rodano del sud, dove il mistral si affaccia ogni tanto a mitigare il tepore del Mediterraneo. I suoli argilloso-calcarei ricchi di scheletro mostrano delle somiglianze con il più illustre vicino, lo Châteauneuf-du-Pape. Il vitigno principe è la grenache, cui si affianca la syrah, che sul Rodano comunque va a metterci becco, e in misura minoritaria cinsault e mourvédre. L’uvaggio del vino in questione è rispettivamente 78%-14%-6%-2%, uve provenienti da piante quarantenni (non mi azzarderei mai ad accostare l’aggettivo ‘vecchio’ a un quarantenne, neanche se si parla di…

  • 2013,  AOC,  CHAMPAGNE,  Charles Dufour,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    2013 Champagne Extra Brut Bistrøtage B.13, Charles Dufour

    Nel 2001 William Basinski decise di convertire in formato digitale il proprio archivio di registrazioni su nastro. Si trattava di numerose tracce audio contenenti suoni catturati da programmi radiofonici e frammenti strumentali eseguiti con sax e clarinetto. Il tutto era stato custodito per anni in uno scatolone che riportava la suggestiva scritta “La terra dimenticata dal tempo.” Durante la registrazione, mentre i loop giravano per essere convertiti, però, i nastri iniziarono a sfaldarsi e con loro anche il suono che ne usciva. William Basinski, anziché agitarsi, rimase così estasiato da quella melodia che si degradava in maniera affascinante e melanconica, che decise di imprimere quel lento logorarsi e trasformarlo in…

  • 2017,  AOC,  BIANCHI,  Domaine Robert Denogent,  FRANCIA,  MÂCON-VILLAGES

    2017 Mâcon Villages Les Sardines, Domaine Robert-Denogent

    Chardonnay al 100% con etichetta che riproduce un’opera di Denis Pesnot. Il nome del vino non ha niente a che vedere né con una vigna (è il frutto dell’assemblaggio di più vigneti) né con il mare: i produttori lo hanno chiamato così perché gli piaceva quel quadro. In effetti è bello.Siamo nel Maconnais del sud, zona piuttosto calda della Borgogna. Il Domaine segue pratiche artigianali sia in vigna che in cantina. Qualcuno le direbbe naturali, immagino. Per questo vino è anche previsto un lungo affinamento sulle fecce fini. Appena stappato fatica ad esprimersi, restando piuttosto sulle sue. Dirò pertanto che, riaperta la bottiglia il giorno dopo, il vino si è…

  • AOC,  CHAMPAGNE,  Egly-Ouriet,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    Champagne Blanc de Noirs Grand Cru Les Crayères, Egly-Ouriet

    La vigna fu piantata a pinot nero nel 1947, su un terreno gessoso in profondità. Il vino che ne deriva fermenta in legno per poi riposare 60 mesi sui lieviti prima della sboccatura, che in questo caso è del luglio 2013. Dosaggio minimo, di 2 grammi per litro.Terza e con ogni probabilità ultima bottiglia che bevo di questo lotto (le ho finite e il prezzo odierno di quelle più recenti richiede un mutuo). La prima, nel 2015, è un ricordo di finezza e sapidità. Adesso è un altro vino e il colore, giallo carico che vira ad un oro con bagliori quasi rosati, preannuncia quella maturità che a me negli…

  • 2015,  AOC,  BIANCHI,  COTES DU JURA,  Domaine Labet,  FRANCIA

    2015 Côtes du Jura Les Singuliers, Domaine Labet

    I vini ossidativi non sfonderanno mai sul mercato italiano, facciamocene una ragione. Siamo in pochi ad esserne appassionati e tutti abbiamo qualche rotella fuori posto. I vini ossidativi non sfonderanno mai sul mercato italiano, per fortuna, ché già così costano cari.Les Singuliers è un vin de voile, non un vin jaune. Il decalogo del bevitore laico recita, al punto sei, che ogni bevitore ha l’insopprimibile diritto di bere qualunque vino in qualunque circostanza decida di berlo, battendosene delle sacre regole dell’abbinamento e rispondendo solo al proprio desiderio. Grazie a questa libertà codificata bevo i vin jaune solo a fine pasto (o con le ostriche), i vin de voile sempre. Les…

  • AOC,  Château de la Trochoire,  FRANCIA,  LOIRE,  MÉTHODE TRADITIONNELLE

    s.a. La Trochoire, Château de la Trochoire

    La Loira è una regione vinicola lunga lunga. Seguendo il corso dell’omonimo fiume, copre circa 500 km, dal Massiccio Centrale fino ad arrivare al Golfo di Biscaglia. Negli anni tutti i Loiresi, montestri come atlantici, hanno avuto la lungimiranza di concentrare i loro sforzi su pochi vitigni. I quali, qui sta il bello, danno risultati diversissimi nelle varie zone. Uno dei principali vitigni bianchi di Loira è lo chenin blanc, che da un paio d’anni il giovane (anagraficamente e di esperienza) Bastien Rocour vinifica dalle parti di Saumur. Tra le varie versioni prodotte c’è questo extra-brut teso, nitido ed equilibrato, con sentori di scorza di lime e zenzero fresco. Molto…

  • ALSACE,  ALSACE,  AOC,  BIANCHI,  Domaine Zind-Humbrecht,  FRANCIA

    2012 Alsace Riesling Herrenweg de Turckheim, Domaine Zind-Humbrecht

    Per la serie “non tutti i gusti sono al sapore di menta”, ecco un riesling alsaziano sul quale avevo letto recensioni critiche molto buone e che a casa mia ha impiegato 36 ore per raggiungere una forma accettabile. Stappato sabato a pranzo, subito i profumi (fiore di camomilla, mandorla amara, mandarino candito, alchechengi, miele di castagno, cera depilatoria) si sono accompagnati a un’ipotesi di ossidazione, nonostante un tappo perfetto. Ohibò, mi sono detto, stiamo a vedere. Bocca slegata ma di struttura, amaricante e con acidità piatta. Il poco nerbo era conferito da una sapidità pietrosa.Lo ho finito la sera successiva. Le note amarognole si erano affievolite sia al naso che…

  • AOC,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  G. H. Mumm,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    Champagne Cordon Rouge, G. H. Mumm

    Quando ero ragazzo Cordon Rouge era una sorta di sinonimo di champagne. Lo trovavi ovunque. Adesso le enoteche quasi lo nascondono sugli scaffali tanto è mainstream, immagine di un tempo andato. Eppure alla cieca, in una campionatura di champagne base da ultima cena, a me non è dispiaciuto del tutto. Unico della tavolata, così vi fate un’idea.Colore verdolino, e non per via della bottiglia con la nuova etichetta, bolle a profusione molto fini. Al naso è subito vegetale, tra salvia e mentuccia. Poi melone a pasta bianca, lime, pomelo, un’idea di anice (potrei averla sognata), caffè appena tostato. Dice che la base è pinot noir e tocca fidarsi. Teso in…

  • 2019,  FRANCIA,  Matassa,  ROSSI,  VIN DE FRANCE

    2019 Tattouine Rouge, Matassa

    La prima regola del bevitore è che non si bevono vini che sono in bottiglia da meno di un anno. La seconda regola del bevitore è che si bevono anche quelli.Tom Lubbe, neozelandese cresciuto in Sud Africa e ora vignaiolo nel Roussillon, è una sorta di celebrità nel mondo del vino naturale. Non faccio parte del suo fan club però trovo i suoi vini decisamente buoni. Ricordo con piacere alcuni bianchi non particolarmente concessivi, anche piuttosto cazzuti. Non è il caso di questo rosso da uve grenache gris e carignan, che nel nome e nell’etichetta richiama la saga di Star Wars. Leggero sia nella gradazione alcolica (è una caratteristica dei…

  • 2015,  AOC,  COSTIÈRES DE NÎMES,  FRANCIA,  Mark Kreydenweiss,  ROSSI

    2015 Costieres de Nimes Perrières, Marc Kreydenweiss

    Quattro giorni di assaggio di un blend di uve (mourvedre, syrah, grenache, carignan) rosse, biodinamiche e del Rodano meridionale.Giorno 1: Al naso è molto chiuso, con una riduzione che palesa qualche pelo di cavallo di brettiana memoria. Un ricordo di ciliegia candita è tutto quello che riesco a tirargli fuori. Bocca dura, tanta materia e poca definizione. Vediamo domani.Giorno 2: Comincia ad aprirsi: amaretti, cuneesi al rum (Cuba, non Arione), acciughe sotto sale. Il cavallo si è allontanato di qualche metro ma riusciamo ancora a guardarci negli occhi. In bocca le sensazioni di ieri si sono lievemente ammorbidite. Resta ancora piuttosto ingessato e carente di freschezza. Post deglutizione la ciliegia…