• 2018,  BIANCHI,  Fattoria di San Lorenzo,  IGT,  MARCHE,  MARCHE

    2018 Le Oche, Fattoria di san Lorenzo

    Ci sono vini da aspettare. Non troppo che poi si fa tardi, ma da aspettare quel tempo che serve. E quale sarebbe il tempo che serve? Non ne ho idea, ma non subito che è troppo presto e poi si è costretti ad aspettare più a lungo. Elevato sui propri lieviti per 12 mesi, altri 4 in bottiglia la fanno già un po’ più lunga del solito. Brillante come il suo colore quando si cerca l’estate tutto l’anno, fresco di mele e pere croccanti, salvia, fiori di acacia, con un ritorno piacevolmente amarognolo e ammandorlato. Sapido e lungo: avrei potuto aspettarlo anche più tempo, ma cercherò qualche bottiglia di pari…

  • 2014,  La Marca di San Michele,  MARCHE,  METODO CLASSICO,  VSQ

    2014 Spumante Metodo Classico Col Fondo Numero Uno, La Marca di San Michele

    La primissima volta che l’ho assaggiato ero in cantina e mi era sembrato fin troppo crudo, come avesse bisogno di un po’ di tempo per tirare fuori tutta quella raffinata complessità che caratterizza i vini e in particolare i Verdicchio della Marca. Non potevo sapere se fosse vero o meno, certo è che il primo metodo classico prodotto da Alessandro Bonci da subito sembrava avere stoffa, forza, tenacia, tutte peculiarità che nel tempo trovano spesso un fedele alleato. A distanza di qualche anno quella prima intuizione mi è sembrata particolarmente vera: stappato oggi si dimostra spumante tanto goloso quanto articolato, immediatamente riconoscibile nel dna – il varietale non si nasconde…

  • 2018,  BIANCHI,  La Distesa,  MARCHE,  VINO D'ANNATA

    2018 Nur, La Distesa

    Serve and volley: tecnica di gioco che prevede lo spostarsi subito a rete a chiudere il punto in volée dopo aver servito forte e preciso. Un vino senza troppi fronzoli che attacca deciso con potenza pur mantenendo l’eleganza: naso ricco di mela gialla matura ma con una spina dorsale acida ancora saldamente rigida. La bocca è schietta e il vino scivola in gola fluido, confermando la fragranza nasale e l’opulenza palatale. Il Nur 2018 resta ad ogni passaggio leggiadro fregandosene della sua struttura abbondante. Irradia il bicchiere e riscalda il bevitore (nomen omen), come Stefan Edberg accalorava il pubblico alla finale di Wimbledon nel ’90 con la sua costante eleganza,…

  • 2008,  BIANCHI,  Castelli di Jesi Verdicchio Riserva,  DOCG,  Failoni,  MARCHE

    2008 Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico, Failoni

    Il Verdicchio ha quel nerbo deciso e spigoloso che adoro, un’ uva di grande eleganza e longevità, capace, a bottiglia coperta, di depistare e confondere anche i palati più esperti. Ha la capacità di vestirsi di sensazioni olfattive e gustative insolite per la sua natura, e allo stesso tempo, mostrare peculiarità e caratteristiche fortemente identitarie. Non molto tempo fa ho avuto modo di riscontrare tutte queste caratteristiche degustando il Verdicchio dei Castello di Jesi Classico di Failoni, seduta in una piccola enoteca fiorentina. Il naso si presenta da subito importante, e parlo di un importanza olfattiva che non riconduce da subito al Verdicchio anzi, nel calice sembrava ci fosse un…

  • 2013,  BIANCHI,  DOC,  Finocchi,  MARCHE,  Verdicchio dei Castelli di Jesi

    2013 Il Pojo Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore, Finocchi

    Non si hanno mai certezze con il Verdicchio. Forse è questo l’elemento che mi affascina del più complesso, generoso e sottomesso dei bianchi italiani da proletariato post-industriale. Dopo due millesimi mediamente bollenti e squilibrati, con vini muscolari e fuori controllo alcolico, la 2013 è stata una gran bell’annata. Le migliori cose ovviamente stanno uscendo alla distanza. Tra queste “Il Pojo” di Finocchi, il più ambizioso bianco di un’azienda iperclassica, nessun fronzoli, prezzi molto bassi e una mano un filo troppo tecnica. Bevuta in una cieca solitaria (di tragica ombelicalità pandemica), insieme a Lauro 2013 di Podere Mattioli e San Paolo 2013 di Pievalta, mi ha sorpreso parecchio per complessità e…

  • Marche,  METODO CLASSICO,  Pievalta,  VSQ

    Metodo Classico Spumante Perlugo, Pievalta

    Il verdicchio, si sa, è una di quelle uve con cui puoi realizzare tutto, ma proprio tutto: bianco fresco da bere giovane, bianco da aspettare, vino passito, spumante. Ecco uno spumante che con orgoglio getta sul tavolo la carta vincente del verdicchio: l’acidità, base imprescindibile di qualunque bollicina di classe. Si tratta di “Perlugo”, dosaggio zero, dell’azienda Pievalta, di Maiolati Spontini (Ancona), cuore delle DOP Castelli di Jesi. L’azienda, biodinamica, è uno spin-off della franciacortina Barone-Pizzini, ed è inutile rimarcare come la maestria della casa madre si sia profusa come meglio poteva nella creazione di questa bottiglia in terra marchigiana. Dal calice il “Perlugo” ci inonda del profumo di pane…

  • 2011,  BIANCHI,  Bisci,  DOC,  MARCHE,  Verdicchio di Matelica

    2011 Verdicchio di Matelica Vigneto Fogliano, Bisci

    A differenza dei verdicchio della zona di Jesi, più influenzata dal clima Adriatico, Matelica regala ai suoi verdicchio un carattere più spigoloso e fresco, minerale e ‘montano’, che li rende molto longevi. L’Azienda Agricola Bisci nasce nel 1972 e oggi rappresenta un riferimento per la denominazione Verdicchio di Matelica, con 25 ettari di proprietà a regime biologico estesi tra la provincia di Macerata e Ancona. Ottenuto da selezione delle migliori uve verdicchio coltivate nel vigneto Fogliano, da cui prende il nome, è il Cru e punta di diamante dell’azienda, accanto alla sua Riserva Senex, prodotta solo nelle migliori annate. Un colore ancora giovane, un profumo floreale che lo contraddistingue, con…

  • 2016,  BIANCHI,  DOC,  MARCHE,  Tenuta di Tavignano,  Verdicchio dei Castelli di Jesi

    2016 Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva Misco, Tenuta di Tavignano

    È una questione di aspettative, come spesso accade. Nei confronti dell’annata, giustamente celebrata come una delle “grandi” del decennio, e nei confronti dell’etichetta, da molti considerata come una tra quelle di riferimento della denominazione, non solo dell’area di Cingoli. E quindi: Verdicchio molto molto piacevole, ben sostenuto da una bella vena di acidità che ben si fonde con quel frutto che caratterizza tutto l’assaggio. Pesca bianca più che ananas, uva più che mela o pera. È che però da quell’annata lì ti aspetteresti un po’ più di grinta, di allungo, di incisività a fronte di un profilo caratterizzato da un certo calore e da una sicura morbidezza che sfuma su…