• 2018,  Cascina Melognis,  PIEMONTE,  ROSSI,  VINO

    2018 Econverso, vino rosso, Cascina Melognis

    Anteprima. I cloni del pinot nero provengono dalla Borgogna. Vendemmia nella prima settimana del settembre 2018. Vinificazione in acciaio con fermentazione spontanea. Malolattica svolta in vasca e da ottobre in barrique di secondo passaggio di Moccagatta per 18 mesi. Massa nel marzo 2020 con imbottigliamento ad aprile 2020. Altri 8 mesi, per chiudere, in bottiglia. Econverso, il nome del vino, è una possibile traduzione latina di “contromano” e vuole omaggiare l’articolo che Gianpaolo Gravina e Armando Castagno, “Con calma, contromano” – Accademia degli alterati, dedicarono a Novamen, vino composto dal 70% di barbera e al 30% da pinot nero. Quest’ultimo, proveniente dal territorio di Revello sui 500 metri di altitudine…

  • 2015,  DOCG,  Dogliani,  PIEMONTE,  Poderi Cellario,  PRODUTTORI,  ROSSI

    2015 Dozzetti etichetta storica Dogliani Superiore Cornole, Poderi Cellario

    Anteprima Cornole, frazione Farigliano, che per Fausto è il meglio del meglio e anche per me perché da quelle parti una vigna porta ancora il nome di una mia prozia (vigneto “Maestra”). Vendemmia a metà settembre. Quindici giorni di fermentazione in due vasche. Il mosto di una delle due viene trasferito nell’altra sino a colmarla: cappello sommerso steccato e le vinacce rimangono sotto per altri quindici giorni (come si fa anche per il barolo). Legno di rovere da 25 ettolitri francese di “Gamba” per un anno. Bottiglia per altri 3 anni e mezzo. Dove il mezzo si concluderà a dicembre. 14,5 gradi alcolici. Uno di quei dolcetto che si spera.…

  • 2019,  BIANCHI,  DOC,  LIGURIA,  Riviera Ligure di Ponente,  Terre Bianche

    2019 Pigato Riviera Ligure di Ponente, Terre Bianche

    Vermentino, pigato, favorita, rolle e verlantin (francesi) possono essere utilizzati per un dibattito filosofico-scientifico, ad ampio respiro, sull’identico e sull’uguale. Perché abbiamo voglia a dire che vermentino e pigato hanno lo stesso profilo del DNA al 100% e che provengono dallo stesso vitigno iniziale cresciuto da un solo seme d’uva. Ma che poi, per carattere e individualità, il pigato ha le foglie più lobate e più piccole dell’altro, diversi i germogli (verde chiaro con sfumature rosa ed orlo carnicino), gli acini meno tondeggianti e con piccole macchie sulla buccia (da cui pigau, ovvero “macchiettato” in dialetto). Abbiamo voglia, insomma. E se si va in un posto che ne ricorda altri…

  • 2019,  Cascina Melognis,  Colline Saluzzesi,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI

    2019 Divicaroli, Cascina Melognis

    Il cairo torinese o pelaverga di Saluzzo, da non confondere con il pelaverga di Verduno, viene lodato dal G. Battista Croce nel 1600, che spiega come “meglio dir si potria caro per la bontà sua; è uva grande, ha grani grossi ben coloriti, di scorza dura, la rappa rossa…, fa buoni vini e delicati.” (Della eccellenza e diversità de i vini, che nella montagna di Torino si fanno, e del modo di farli). Il Divicaroli, pelaverga grosso al 100%, fermenta allegramente e di sponte sua per circa una settimana sotto i 20 gradi in modo da permette al nascente vino, rubino scarico, di mantenere le sue fragranze floreali, di viola,…

  • 2018,  Cannonau di Sardegna,  DOC,  Pusole,  ROSSI,  SARDEGNA

    2018 Cannonau di Sardegna, Pusole

    La Sardegna è un’isola circondata da isole e isolette. E fin qui tutto bene. Provate ora a spostare il concetto geo-antropico-morfologico di isola alla terra ferma: scoprirete ben presto che la Sardegna è assai ricca di isole interne, di micro o macro-luoghi che si sono sviluppati, nel corso dei secoli, in forte autonomia uno dall’altro. Collegati certamente, ma come potrebbero esserlo le isole di un grande arcipelago. Il vino non da meno: dire cannonau a volte può dire poco. Dire cannonau senza dire di chi, poi, vuol dire ancora meno. Dire cannonau senza dire dove, vuol dire ancora meno di meno. Ma queste sono cose che valgono per alcuni vini.…

  • 2018,  BIANCHI,  Fattoria di San Lorenzo,  IGT,  MARCHE,  MARCHE

    2018 Le Oche, Fattoria di san Lorenzo

    Ci sono vini da aspettare. Non troppo che poi si fa tardi, ma da aspettare quel tempo che serve. E quale sarebbe il tempo che serve? Non ne ho idea, ma non subito che è troppo presto e poi si è costretti ad aspettare più a lungo. Elevato sui propri lieviti per 12 mesi, altri 4 in bottiglia la fanno già un po’ più lunga del solito. Brillante come il suo colore quando si cerca l’estate tutto l’anno, fresco di mele e pere croccanti, salvia, fiori di acacia, con un ritorno piacevolmente amarognolo e ammandorlato. Sapido e lungo: avrei potuto aspettarlo anche più tempo, ma cercherò qualche bottiglia di pari…

  • 2018,  BIANCHI,  DOCG,  MARCHE,  Offida,  Tenuta Santori

    2018 Offida Pecorino, Tenuta Santori

    Mio nonno Peppe quando calava da Torino nelle Marche, e più precisamente a San Benedetto del Tronto, era solito fare una capatina a Ripatransone per comperare del vino sfuso. Non so esattamente dove andasse, né mi interessava più di tanto avendo io qualche anno più di cinque e pochi meno di dieci. Però ‘sto nome Ripatransone mi frullava nel cervello e aveva un’intonazione leggendaria quasi quanto oggi potrebbe essere quella di “Astapor”. Zigzagando qua e là, dunque, mi imbatto in questo Offida di Ripatransone fatto al 100% da uve pecorino. Quale goduria! Ripatransone e pecorino: mitologia a portata di bicchiere! Un vino fresco come i monti Sibillini che gli guardano…

  • 2019,  AOC,  BIANCHI,  Domaine du Carrou,  FRANCIA,  LOIRE,  SANCERRE

    2019 Sancerre Blanc, Domaine du Carrou

    In una serata qualsiasi, di un giorno qualsiasi, apro un vino qualsiasi che qualsiasi non è, come non lo sono nessuna giornata e nessuna serata. Un Sancerre, a base esclusiva sauvignon blanc, graziato da una lunga fermentazione promossa da lieviti indigeni, diversi mesi ‘sur lie’ et voilà: un magnifico ingresso si apre a freschi agrumi, pesca gialla, acacia per poi virare, quasi improvvisamente, a taglienti verticalità e ad una vibrante e corroborante salinità. A quel punto, sensazioni piacevolmente contrastanti si affastellano e si ricompongono in una tavola di colori armonica pronta per ampie e lunghe pennellate di godimento. Abbinabile, preferibilmente, con la tarda primavera o l’estate.

  • 2018,  Barbera d'Asti,  DOCG,  Marco Rabino,  PIEMONTE,  ROSSI

    2018 Barbera d’Asti Baldore, Marco Rabino

    Sicuramente manca una nuova categoria classificatoria (epistemologica e definitoria nello stesso tempo) dei vini: i SuperPiedmont, a cui seguiranno inevitabilmente i SuperSardinia e così via. Ci sono dei vini che irrompono come fossero tempesta: riempiono la bocca, invadono ogni cavità e si insinuano in tutti gli anfratti disponibili. Si compongono e si ricompongono ininterrottamente: affastellano, combinano e connettono sensazioni in impeti percettivi che aggiungono e aggiungono e ancora. Vini barocchi in cui all’uso concatenato di volumi si sommano delle geometrie articolate: sono curvilinei e sinuosi, compiacciono per la loro ripetute e incisive decorazioni, per taluni orpelli, per i principi di verticalità che si adagiano nella seriosità intensa e impenetrabile del…

  • 2016,  Barbera d'Alba,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI,  Segni di Langa

    2016 Greta Barbera d’Alba Superiore, Segni di Langa

    E’ possibile che un enologo asciutto, longilineo, tanto irrequieto quanto intelligente possa produrre una barbera regina della pinguetudine priva di angoli retti oppure semplicemente aguzzi? Tanto la domanda è retorica quanto la risposta ovvia: Gian Luca Colombo segue, interpreta, accompagna ciò che la pianta gli offre. Concepito nella zona di San Bernardo, nel comune di Magliano Alfieri, che ha gli stessi suoli di Costigliole d’Asti e a Bricco Ambrogio in località Roccabella di Roddi, questo barbera deve uscire come Barbera d’Alba per la zona di produzione, ma ha la struttura di un Asti. Fermentazione sulle bucce, in barrique di secondo, terzo e quarto passaggio per 12 mesi e via pedalare!…