• 2017,  Barbera d'Asti,  DOCG,  La Vernetta,  PIEMONTE,  ROSSI

    2017 Barbera d’Asti docg Diamante, La Vernetta

    Sotto il “Ducale”, in piazza Matteotti a Genova, due sabati al mese, arancione più e rosso meno, si tengono dei banchetti di cibarie agricole di qualità. Ogni tanto fanno la loro comparsa dei produttori di vino. Giracchio sfaccendato e mi imbatto nella cantina “La Vernetta”, di cui non so nulla. E la cosa mi piace. Mi piace, ogni tanto, non avere riferimenti, punteggi, valutazioni, recensioni, considerazioni e fabulazioni. E viceversa. Parlo con un signore che ha i guanti da cui spuntano dita ruvide come la terra. Gli faccio brevi domande di rito e poi compro due bottiglie. Quella di cui dico è il barbera “Diamante”. Fa acciaio e bottiglia. A…

  • 2007,  Brunello di Montalcino,  DOCG,  Fattoria dei Barbi,  ROSSI,  TOSCANA

    2007 Brunello di Montalcino DOCG Vigna Del Fiore, Fattoria dei Barbi

    Note di degustazione in cui uso, a modo mio, alcune parole dell’antico dialetto di Montalcino e nel contempo rendo omaggio ad Alceste Angelini e al suo Saggio di lessico montalcinese. Un afrore meraviglioso, leggermente abbruscato e pungente, detto fatto, s’inerpica su per le narici dal bigonzino in cui l’avevo versato alcuni minuti prima. Non si tratta di uno zeppone qualsiasi al pari di quegli acquarelli abboccatini, fatti con zocche acerbe o di teneroni in punto, che mescono nelle taverne di secondo rango in quei piccini che fanno tutta ragia e niente succo. Questo era, ed è per chi ne avesse ancora, un signor vino: per l’età, saragie e sucine, seppur ben presenti, si armonizzano splendidamente nella trama affilata e setosa di un sangiovese assai golone e bello ciccio. Poi, se ci volete trovare altro, fate…

  • 2015,  Barbera d'Asti,  DOC,  DOCG,  PIEMONTE,  ROSSI

    2015 Barbera d’Asti docg superiore La Cappelletta, Cascina Barisel

    La Cappelletta della Cascina Barisel racconta di un barbera che s’immagina e che poi si ritrova nel bicchiere: si pensa ad Asti e agli asini, alla bagna caòda, al fritto misto, al secolo passato, alla nebbia che ovatta i sentimenti, a Paolo Conte di “Novecento” dove dicono sia tutta una vaniglia e “all’odore di spezie che ha il buio, con noi due dentro al buio abbracciati eh… come mi vuoi?”: “Dov’eravamo mai in quel mattino quando correva il novecento le grandi gare di mocassino lassù, sul palcoscenico pleistocenico sull’altopiano preistorico prima vulcanico e poi galvanico dicono che sia tutta una vaniglia una grande battaglia una forte meraviglia eh eh eh”…

  • 2016,  Asolo Prosecco,  Bele Casel,  DOCG,  RIFERMENTATI,  VENETO

    2016 Asolo Prosecco Colfóndo, Bele Casel

    Glera, poi bianchetta trevigiana, perera, rabbiosa, marzemina bianca per un doppio capovolto su viti di oltre 80 anni. La crosta di pane, il ritorno fresco e amaro si arrampicano, quasi come farebbe Luca Ferraro con la sua bici, sopra piccole montagne di cristalli di sale. E sono note queste che mi piacciono più di altre soprattutto quando la canicola estiva allunga il suo sguardo irridente sulle nostre teste accaldate.

  • 2016,  Aglianico del Vulture,  BASILICATA,  Basilisco,  DOC,  ROSSI

    2016 Aglianico del Vulture Doc Teodosio, Basilisco

    Non ho mai capito perché un vino, per acquisire blasoni e stelline, debba prendere a prestito il nome di un altro vino, per poi declinarlo in salsa geo-referenziata: “barolo del sud”. Mi ricorda un po’ il modo con cui i Veneziani parlano del leone di Chioggia: “el gato de Ciòsa”. L’aglianico del Vulture forse un tempo aveva bisogno di presentazioni. Oggi non più e non ha certo bisogno di parallelismi che ne rivendichino un’importanza di rimando. “Teodosio” nasce a guyot nelle vicinanze di Barile, in un terreno vulcanico, tufaceo e argilloso (Kocsis-Hidegkuti-Puskas) ad una altitudine di circa 500 metri e guardando il mare: fermenta in acciaio e macera (dai 15…

  • 2018,  Cascina Melognis,  PIEMONTE,  ROSSI,  VINO

    2018 Econverso, vino rosso, Cascina Melognis

    Anteprima. I cloni del pinot nero provengono dalla Borgogna. Vendemmia nella prima settimana del settembre 2018. Vinificazione in acciaio con fermentazione spontanea. Malolattica svolta in vasca e da ottobre in barrique di secondo passaggio di Moccagatta per 18 mesi. Massa nel marzo 2020 con imbottigliamento ad aprile 2020. Altri 8 mesi, per chiudere, in bottiglia. Econverso, il nome del vino, è una possibile traduzione latina di “contromano” e vuole omaggiare l’articolo che Gianpaolo Gravina e Armando Castagno, “Con calma, contromano” – Accademia degli alterati, dedicarono a Novamen, vino composto dal 70% di barbera e al 30% da pinot nero. Quest’ultimo, proveniente dal territorio di Revello sui 500 metri di altitudine…

  • 2015,  DOCG,  Dogliani,  PIEMONTE,  Poderi Cellario,  PRODUTTORI,  ROSSI

    2015 Dozzetti etichetta storica Dogliani Superiore Cornole, Poderi Cellario

    Anteprima Cornole, frazione Farigliano, che per Fausto è il meglio del meglio e anche per me perché da quelle parti una vigna porta ancora il nome di una mia prozia (vigneto “Maestra”). Vendemmia a metà settembre. Quindici giorni di fermentazione in due vasche. Il mosto di una delle due viene trasferito nell’altra sino a colmarla: cappello sommerso steccato e le vinacce rimangono sotto per altri quindici giorni (come si fa anche per il barolo). Legno di rovere da 25 ettolitri francese di “Gamba” per un anno. Bottiglia per altri 3 anni e mezzo. Dove il mezzo si concluderà a dicembre. 14,5 gradi alcolici. Uno di quei dolcetto che si spera.…

  • 2019,  BIANCHI,  DOC,  LIGURIA,  Riviera Ligure di Ponente,  Terre Bianche

    2019 Pigato Riviera Ligure di Ponente, Terre Bianche

    Vermentino, pigato, favorita, rolle e verlantin (francesi) possono essere utilizzati per un dibattito filosofico-scientifico, ad ampio respiro, sull’identico e sull’uguale. Perché abbiamo voglia a dire che vermentino e pigato hanno lo stesso profilo del DNA al 100% e che provengono dallo stesso vitigno iniziale cresciuto da un solo seme d’uva. Ma che poi, per carattere e individualità, il pigato ha le foglie più lobate e più piccole dell’altro, diversi i germogli (verde chiaro con sfumature rosa ed orlo carnicino), gli acini meno tondeggianti e con piccole macchie sulla buccia (da cui pigau, ovvero “macchiettato” in dialetto). Abbiamo voglia, insomma. E se si va in un posto che ne ricorda altri…

  • 2019,  Cascina Melognis,  Colline Saluzzesi,  DOC,  PIEMONTE,  ROSSI

    2019 Divicaroli, Cascina Melognis

    Il cairo torinese o pelaverga di Saluzzo, da non confondere con il pelaverga di Verduno, viene lodato dal G. Battista Croce nel 1600, che spiega come “meglio dir si potria caro per la bontà sua; è uva grande, ha grani grossi ben coloriti, di scorza dura, la rappa rossa…, fa buoni vini e delicati.” (Della eccellenza e diversità de i vini, che nella montagna di Torino si fanno, e del modo di farli). Il Divicaroli, pelaverga grosso al 100%, fermenta allegramente e di sponte sua per circa una settimana sotto i 20 gradi in modo da permette al nascente vino, rubino scarico, di mantenere le sue fragranze floreali, di viola,…

  • 2018,  Cannonau di Sardegna,  DOC,  Pusole,  ROSSI,  SARDEGNA

    2018 Cannonau di Sardegna, Pusole

    La Sardegna è un’isola circondata da isole e isolette. E fin qui tutto bene. Provate ora a spostare il concetto geo-antropico-morfologico di isola alla terra ferma: scoprirete ben presto che la Sardegna è assai ricca di isole interne, di micro o macro-luoghi che si sono sviluppati, nel corso dei secoli, in forte autonomia uno dall’altro. Collegati certamente, ma come potrebbero esserlo le isole di un grande arcipelago. Il vino non da meno: dire cannonau a volte può dire poco. Dire cannonau senza dire di chi, poi, vuol dire ancora meno. Dire cannonau senza dire dove, vuol dire ancora meno di meno. Ma queste sono cose che valgono per alcuni vini.…