• 2005,  Balgera,  DOC,  LOMBARDIA,  ROSSI,  Valtellina Rosso

    2005 Rosso di Valtellina Doc, Balgera

    La maturità è tutto, diceva qualcuno. In un vino non è sufficiente a decretare la grandezza, ma quando c’è, e quando l’etichetta in effetti dà il meglio di sé col trascorrere del tempo, l’assaggio è fatalmente, e felicemente, condizionato dalla maturità del vino nel bicchiere. Che poi, difficile è definire davvero quando un vino sia maturo, se questo termine identifica un punto di arrivo, finale. Nel caso del Rosso di Balgera direi che quella maturità è ancora lontana. Quale definizione userebbe il bravo assaggiatore? Ah, già: pronto. Il colore, qui, lancia ancora riflessi rubini, il mattonato dei rossi un po’ esanimi non c’è. Essenzialmente nebbiolo valtellinese: il naso si apre…

  • 2019,  Cascina Feipu,  DOC,  LIGURIA,  Riviera Ligure di Ponente,  ROSSI

    2019 Riviera Ligure di Ponente Rossese, Cascina Feipu

    Il rossese quando lascia Dolceacqua e si inerpica per le rive del ponente ligure perde qualcosa e, comunque, guadagna qualcos’altro. È meno speziato, probabilmente meno altolocato quanto a nobiltà, e gioca la partita del frutto e della facilità di beva. A voler fare i soliti paragoni spannometrici, sembra come quando molli la Borgogna col suo pinot noir e scendi a sud, dove semmai trovi il gamay a dare vini meno stratosferici, ma comunque avercene. Per esempio il Rossese di Feipu, rubino profondo, sventola allegro un naso di fragole e lampone, pure un tocco di rosa, e in bocca scorre piacevole e godurioso, più agrume rosso che tannino, e Feipu si…

  • 2017,  Bartolo Mascarello,  DOC,  Langhe,  PIEMONTE,  ROSSI

    2017 Langhe Freisa DOC, Bartolo Mascarello

    Se io fossi Mascarello, discendente di Bartolo, e avessi una vigna di freisa in zona Barolo, la terrei? O piuttosto leverei quelle viti, per piantare ovunque nebbiolo? Ché con quell’etichetta probabilmente lo rivenderei al doppio, o al triplo del prezzo della freisa. Invece chi porta quel nome, oggi, mantiene la tradizione di uve diverse su quei vigneti, e produce vini così, meno potenti e austeri del Barolo, ma almeno resta il ricordo di una varietà che in zona spesso viene eliminata, dimenticata, in favore dell’altra uva, più nobile. Fare vino con coscienza e amore per il territorio passa anche da scelte di ‘sto tipo, ed ecco quindi un rosso brioso,…

  • 2012,  PIEMONTE,  ROSSI,  Vigneti Massa,  VINO

    2012 Pertichetta, Vigneti Massa

    Vino rosso, e di più non chiedere: niente denominazione, niente riferimento al vitigno, pure l’annata in teoria non appare in questo tipo di appellazioni minimal. Vigneti Massa invece ci fa la grazia di scrivere 2012, e almeno la data vendemmiale ce l’abbiamo. Per il resto, l’etichetta è del tipo reticente. Per fortuna nel bicchiere il vino parla eccome, racconta tutto quel che serve, ha un sacco da dire, per la gioia di chi lo assaggia: questa che dovrebbe essere (credo, si dice) croatina ha un colore cremisi profondo, naso svettante di frutta nera macerata, inchiostro, terra bagnata. La cosa che lascia stupefatti è la scapicollata gioventù che ostenta questo vino,…

  • AOC,  BIANCHI,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE,  Sadi Malot

    Champagne Brut Nature 1er Cru Zéro Liqueur, Sadi Malot

    Sarà che il villaggio di Villers-Marmery è l’unico ad avere vigne di chardonnay 1er cru in zona Montagna di Reims, che tradizionalmente è vocata al pinot nero. Sarà che questo è un nature, cioè dosaggio zero o anzi zerissimo, secco come il deserto e senza nemmeno mezzo grammo di zucchero ad addolcire la pillola, ma questo Champagne è davvero affilato come una lama. Citrino già al naso, dove gli agrumi si scambiano il posto con i fiori e il pane (la famosa crosta di), il colore brilla lucente, ma è in bocca che ti stende: tesissimo, acido l’ho già detto, di quel genere di acidità che ti afferra la lingua…

  • 2017,  Barbera d'Alba,  DOC,  Monchiero Carbone,  PIEMONTE,  ROSSI

    2017 Barbera d’Alba MonBirone, Monchiero Carbone

    La barbera non esiste, esistono le barbere. Questo gioco di parole, preso a prestito dal birramondo, potrebbe essere replicato in un gran numero di varianti: non esiste il gatto, esistono i gatti. Non esiste l’amore, esistono gli amori. E probabilmente potremmo andare avanti all’infinito ma questa intro ha già divagato abbastanza. Barbera, dicevamo, e allora parliamo di quella. Cioè di questa. Mon Birone è un colle vastamente vitato sopra Canale d’Alba, Roero, e tra le altre cose genera le uve per questa barbera che si distingue nel colore fitto, violaceo, e il naso annuncia grandi cose: tostature di cioccolato e caffè, vaniglia da legno (ma giusto un po’) che vira…

  • 2013,  ROSSI,  Rosso di Montalcino,  Sanlorenzo,  TOSCANA

    2013 Rosso di Montalcino, Sanlorenzo

    Quanto regge, nel tempo, un Rosso di Montalcino? Dipende. Se è buono e ben fatto, regge molto più di quanto normalmente ci si potrebbe aspettare. Sì, lo so, questa risposta è un’irritante ovvietà, ma il problema sta nella domanda. Quindi scusate l’incipit acchiappa-clic ma davvero, la risposta esatta non c’è, conta per lo più la mano del vigneron dietro ad un vino. Sanlorenzo (cioè Luciano Ciolfi), per dire, è uno che raramente delude (e scrivo “raramente” perché “mai” suona troppo roboante). Questo Rosso 2013 si è aperto abbastanza velocemente nel bicchiere, il colore ancora vivido e soprattutto il naso, ampio e fragrante di frutta tutt’altro che stramatura e/o macerata, svelavano…

  • 2015,  Benanti,  BIANCHI,  DOC,  Etna,  SICILIA

    2015 Etna Bianco Superiore Pietra Marina, Benanti

    Il tempo serve ai vini così: la trama rigida di agrume e salmastro che domina il gusto, già annunciata all’olfatto, si tempera con l’affinamento. Da giovane deve essere stato un bel caratterino, il Pietra Marina 2015, perché dopo tutti questi anni è lontano dall’essere maturo, e nemmeno il termine tecnico “pronto” gli va bene, pieno com’è di saldezza verticale, svettante. Chissà quanto potrà evolvere ancora. Ad oggi il giallo paglierino brillante trasmette luce, come se il sole si specchiasse nel bicchiere. Il naso impegna a lungo, esonda di tutto quel corredo che in breve si definisce minerale, ma il termine da solo non basta a dire la sensazione pirazinica che…

  • IGT,  Romangia,  ROSSI,  SARDEGNA,  Tenute Dettori

    Vino rosso Renosu, Tenute Dettori

    Renosu è un originale esempio di assemblaggio tra differenti vini aziendali: c’è un po’ di tutto, e pure le annate possono variare, all’interno del blend, realizzando così una vera e propria cuvée, che segue i desiderata del produttore. Non essendoci annata, si fa di solito capo al lotto – in questo caso, 2019-2. Ogni lotto è una storia a sé, ho assaggiato Renosu più o meno strutturati, o colorati, o profumati, ma in generale Renosu è un vino poco dettoriano, benché lo faccia Dettori, in quanto lascia posto alla leggerezza rispetto all’opulenza degli altri vini, suoi fratelli maggiori, potrei dire. Questa versione ha un rubino piacevole alla vista, di bella…

  • 2019,  Alto Adige,  BIANCHI,  DOC,  Stroblhof,  TRENTINO-ALTO ADIGE

    2019 Alto Adige Sauvignon Nico, Stroblhof

    La scuola di pensiero è duplice: preferite i sauvignon blanc molto selvaggi, con note sparate di foglia di pomodoro? (che pipì di gatto pare inelegante, come descrittore). O preferite quelli più eleganti e meno urlati, che riescono a temperare quel sentore così invasivo? Se siete, come me, nel gruppo uno, qui probabilmente berrete qualcosa di molto soddisfacente. Ma anche quelli del gruppo due, suvvia, in questo bicchiere possono ritrovare qualche tipo di sollievo, siccome l’esagerazione olfattiva tipica di questo vitigno aromatico è comunque tenuta a bada, e accompagnata dal frutto (agrume) e da una generale sensazione di buona complessità. Gli appunti di assaggio recano: paglierino scarico brillante, naso di bosso,…