• 2015,  Castello del Terriccio,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2015 Tassinaia, Castello del Terriccio

    Per il filone let’s experiment. Roma, Londra, New York: tre diverse città per tre diverse bottiglie di Tassinaia 2015 assaggiate in contemporanea via Zoom. Roma indica subito un naso di cuoio e cioccolata (presumibilmente la bottiglia aveva una temperatura di servizio più alta rispetto alle altre due). Londra spinge sui mirtilli. New York aggiunge prugne e frutta rossa sotto spirito. Tutte e tre concordano su un alcol un po’ troppo prepotente, che tende a scappare via, e sui pizzichi di vaniglia buttati qua e là a capocchia. Gli aromi palatali rinsaldano il naso e le sensazioni tattili evidenziano ulteriormente il “calore” a tratti eccessivo: bistecca salvaci tu. Sul tannino c’è…

  • 2012,  Castello del Terriccio,  IGT,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2012 Tassinaia, Castello del Terriccio

    Il suffisso -aia scatena papille e narici in una danza di rimandi e paragoni tra vini toscani di chiara fama. Non si tratta dell’opera di un esperto di comunicazione e di naming, ma di un semplice uso della toponomastica. In Toscana il toponimo che finisce con -aia indica un luogo in cui abbonda qualcosa e anche al Castello del Terriccio abbondano cose, soprattutto animali: come i lupi che un tempo si avvistavano dalla collina detta Lupicaia, oggi vino simbolo dell’azienda. Mentre Tassinaia, altro cru aziendale, deve il nome alla pietra che affiora dal sottosuolo e probabilmente anche ai tassi che qui hanno trovato il giusto riparo, così come il cabernet sauvignon e…