• 2017,  BIANCHI,  IGT,  Manlio Manganaro,  SICILIA,  Sicilia

    2017 Terre Siciliane Bianco, Manlio Manganaro

    Gli esseri umani non nascono sempre il giorno in cui le loro madri li danno alla luce, la vita li costringe ancora molte volte a partorirsi da se*. E così ha fatto Manlio Manganaro: grafico pubblicitario prima, Sommelier poi, oggi proprietario e anima di una delle enoteche più curate e accoglienti d’Italia, l’Infernot a Pavia e, dalla vendemmia 2017, anche produttore di vino. Nel frattempo, anni fa, è stato anche il mio personal wine coach, ma dubito che lo inserisca nel CV.  Per produrre il proprio vino Manlio ha deciso di tornare in Sicilia, terra d’origine della famiglia, e di affittare una piccola vigna a Campobello di Mazara, a sud…

  • 2005,  BIANCHI,  IGT,  SICILIA,  Sicilia,  Vino Lauria

    2005 Perpetuo, Vino Lauria

    Non si trovano molte informazioni sul Perpetuo di Vino Lauria, e sul sito dell’azienda non viene proprio riportato (?). Sappiamo che è un 100% grillo proveniente dalla zona di Alcamo (Sicilia), prodotto con il metodo solera, probabilmente imbottigliato nel 2005 e, altrettanto probabilmente, la botte più vecchia era del 1978. Intenso al naso, ma non ampio (vangelo secondo AIS): caramello con una leggera nota fumé, poco cuoio. That’s it. La bocca ambisce alla densità ma tende a scappare via secca e amara, come gran parte dei vini metodo solera – ragione per cui non sono un grande fan (lo confesso, vostro onore!). Non si apre, resta monotòno e, purtroppo, monòtono…

  • 2019,  Duca di Salaparuta,  IGT,  ROSATI,  SICILIA,  Sicilia,  Terre Siciliane

    2019 Calanìca, Duca di Salaparuta

    La nuova gamma dei vini siciliani di Duca di Salaparuta punta su monovarietali ma riserva per il suo rosa un mix di uve definite “siciliane” nel blend. Vino tecnico più che di territorio ma l’intraprendenza aromatica di nero d’avola, syrah e nerello paiono fare capolino tra gli aromi di peonia frangipane, magnolia, fragolina di bosco e melograno che caratterizzano il naso garbato ma ricco. Il tocco provenzale del colore si riflette nel sorso lieve e sbarazzino ma con punte di dolcezza che fanno scorgere la Sicilia, finale floreale e piccante; lunghezza niente male.

  • 2009,  Armosa,  IGT,  ROSSI,  SICILIA,  Sicilia

    2009 Curma Riserva 42, Armosa

    Dici nero d’Avola (calabrese per gli amici) e subito pensi a frutti rossi belli grossi e alcol. Poi stappi questo, da uve coltivate dalle parti di Scicli, e tocchi con mano (con naso) olive in salamoia, capperi, acciughe. E alcol. Una lieve chiusura al naso si risolve subito con  mezz’ora di aerazione. Beva che riscalda ma bene integrata e pure parecchio felice. La Sicilia è una terra talmente grande che ne contiene almeno cinque.

  • 2005,  IGT,  Morgante,  ROSSI,  SICILIA,  Sicilia

    2005 Don Antonio, Morgante

    Nero D’Avola in purezza. Se a dettare il punteggio fossero in via immediata le suggestioni affatto personali, les madeleines, Dewey e le rievocazioni e le memorie (quelli colti parlano di mnème), questo vino meriterebbe acriticamente un punteggio stellare. Se mi attengo alla legge morale dentro di me, questo vino ha profumi nitidi di marasca, pepe, rose passe, cuoio, olive nere, arancia candita e una nota ematica incombente a frenarne lo slancio. Apre bocca levando una buona e rubesta pianta di tannini, ripete il frutto scuro e i fiori, procede sul cacao, tiene bene e manca il gran finale chiudendo speziato, fumido, fluido e amarulento. Porta la sua età con disinvoltura.

  • 2000,  IGT,  Planeta,  ROSSI,  SICILIA,  Sicilia

    2000 Santa Cecilia, Planeta

    Le istantanee dei tempi che furono. Un tempo, quando ero un degustatore organico, fedele alla linea, tesserato, attivista e militante, io e il mio coetaneo Amadeo Bordiga sfogliavamo con estremo diletto l’appendice di un organo di partito – la выпивка – intitolata Il Magazzino delle Emozioni. Da lì traevamo spunto per quando, tra una corvée e una ripetizione di greco, si sarebbe raggranellata valuta a sufficienza per un salto alla Berëzka a comprar vini d’Oltrecortina. Caduto il muro, caduto l’organo di partito, scomparsi Amadeo e la выпивка, di quel tempo e di quei commendati vini residuano sparuti segni come cimeli. Come questo. Un vino-colbacco: come non esserne affascinati? Altri tempi,…