• 2007,  AOC,  BOURGOGNE,  Domaine Confuron-Cotetidot,  FRANCIA,  ROSSI,  VOSNE ROMANÉE

    2007 Vosne-Romanée 1er Cru Les Suchots, Domaine Confuron-Cotetidot

    E così ci preparammo a riassaporare il frutto, probabilmente scuro, e le fini trame speziate e succose dei Suchots: “Uh! Oh! Ecco il fru…, ecco le spe… ma no, aspe’, ‘ndo’ stanno? Fu, quindi, così che, al presentarsi del peperone, ospite invero inatteso ma molto elegante, ci accorgemmo di avere di fronte il più bordolese dei Borgogna gustati di recente, “… un po’ come i Cos d’Estournel sono i Bordeaux più borgognoni…“, e quest’ultimo è un rimbaudismo che devo a Lei che con me divide tavole e cantine, più che ad Arturo il Poeta Maledetto. Poi, appesa la pirazina nel guardaroba, resta a suo agio nell’abito di taglio vosnier e…

  • 2006,  Boca,  DOC,  Le Piane,  PIEMONTE,  ROSSI

    2006 Boca, Le Piane

    Ogni tanto capitano: vini che abbondano di figure retoriche, buontemponi o sovversivi della lessicologia sensoriale. Ecco, ad esempio, un mimetico plumeo-sidereo, per dire che po’ esse fèro o po’ esse piuma. Un taciturno e sapido equoreo-erbaceo, in cui ai fan di Giorgio Aurispa e Andrea Sperelli piacerà risentire l’erbal fiume silente (ma qui d’acqua salsa), che poi muta in un nordico scarno, duro e vitreo, allitterandosi in un ossianico ossuto ossidianico. Squisitamente salino e amarulento, divaga qua e là in trini e organze, arancia rossa e ribes, tabacco e pietra focaia. Bocca fendente, energica. Mi arrendo. Gli dovrei appioppare l’ekaton per lo stalemate che concede, lui, a me, povero stale…

  • 1998,  Falesco,  IGT,  LAZIO,  Lazio,  ROSSI

    1998 Montiano, Falesco

    Uno dei vini più spinti ai tempi dei miei corsi di sommellerie, quando le macchine Singer erano l’ultimo grido dell’evoluzione tecnologica e il Casale vinceva lo scudetto. L’aspetto è promettente: il colore è un rubino che vira a granato, di bella intensità. Promettente anche il naso, ampio e definito: cuoio, confetture di prugna e rose, karkadè, pomodoro confit, pozzolana e cacao. Chiude su tabacco e camino spento. Bocca distesa, risolta, di buona freschezza residua. In primo piano frutta in confettura (amarena, prugna) e sotto spirito (ciliegia), in coda note speziate (pepe, chiodo di garofano) e legnose (rosa) non invadenti. Finale in diminuendo e staccato: cede in tensione, segue pausa, tannino…

  • 1987,  BIANCHI,  DENOMINACIONES DE ORIGEN CALIFICADA,  LA RIOJA,  Lòpez de Heredia,  RIOJA ,  SPAGNA

    1987 Viña Tondonia Reserva Blanco, Lopez de Heredia

    90% viura, 10% malvasia. Oro, mare e non avere altre parole. Cercarne molte e alate si può, ma non servirebbe. Tanto compendia lui, l’epitome. Basta chiedergliele. Intanto: cercansi aeree perifrasi per rendere frutta da guscio e ambra + coinvolgimento/rapture + rapsodia di immagini classiche? Ci pensa lui. Lirismi per dolcezze e pienezze fragranti di miele? Ce ne dispensa lui, che tace ma spiega meglio. Compite evocazioni gozzaniane di coloniali e tempi andati e passato che fu eppure vive e lotta con noi? Ce ne scampa e libera lui che verseggia molto meglio. L’elenco può essere variamente esteso a ricomprendere agrumi canditi, erbari, radici, rotondità e pienezze di varia definizione, peana…

  • 2001,  DOC,  DOCG,  I Botri di GhiaccioForte,  Morellino di Scansano,  ROSSI,  TOSCANA

    2001 Vigna I Botri Riserva, I Botri Di GhiaccioForte

    In forma smagliante. Ampio, mirabile bouquet evolutivo con terziari molto fini. Rose passe, cuoio, curry verde, borovnica, maraschino, vermouth, gelatina di ribes. Bocca leggiadra, agile e fresca, ariosa di piccoli frutti rossi in essenza per tutto il sorso, ornata d’acqua di rose, armelline, curcuma, chiodo di garofano e lavanda. Chiude brioso con kirsch, noce moscata e tè gunpowder, fresco, pungente di piccoli tannini. Morellino/sangiovese in prevalenza, saldo di prugnolo gentile/sangiovese, alicante e ciliegiolo.

  • 2005,  IGT,  Morgante,  ROSSI,  SICILIA,  Sicilia

    2005 Don Antonio, Morgante

    Nero D’Avola in purezza. Se a dettare il punteggio fossero in via immediata le suggestioni affatto personali, les madeleines, Dewey e le rievocazioni e le memorie (quelli colti parlano di mnème), questo vino meriterebbe acriticamente un punteggio stellare. Se mi attengo alla legge morale dentro di me, questo vino ha profumi nitidi di marasca, pepe, rose passe, cuoio, olive nere, arancia candita e una nota ematica incombente a frenarne lo slancio. Apre bocca levando una buona e rubesta pianta di tannini, ripete il frutto scuro e i fiori, procede sul cacao, tiene bene e manca il gran finale chiudendo speziato, fumido, fluido e amarulento. Porta la sua età con disinvoltura.

  • 2000,  IGT,  Planeta,  ROSSI,  SICILIA,  Sicilia

    2000 Santa Cecilia, Planeta

    Le istantanee dei tempi che furono. Un tempo, quando ero un degustatore organico, fedele alla linea, tesserato, attivista e militante, io e il mio coetaneo Amadeo Bordiga sfogliavamo con estremo diletto l’appendice di un organo di partito – la выпивка – intitolata Il Magazzino delle Emozioni. Da lì traevamo spunto per quando, tra una corvée e una ripetizione di greco, si sarebbe raggranellata valuta a sufficienza per un salto alla Berëzka a comprar vini d’Oltrecortina. Caduto il muro, caduto l’organo di partito, scomparsi Amadeo e la выпивка, di quel tempo e di quei commendati vini residuano sparuti segni come cimeli. Come questo. Un vino-colbacco: come non esserne affascinati? Altri tempi,…

  • 2005,  DOC,  DOCG,  I Botri di GhiaccioForte,  Morellino di Scansano,  ROSSI,  TOSCANA

    2005 Morellino di Scansano Riserva Vigna I Botri, I Botri di GhiaccioForte

    Sul colle dirimpetto all’azienda si scorgono i resti di Ghiaccio Forte, città etrusca della valle dell’Albegna distrutta da Roma nel III sec. A.C. e oggi testimoniata dal pregevole sito archeologico. Siamo nei pressi di Scansano. Per Scansano suono come un vecchio vinile. Suono in mono, suono felice e non sento la minima necessità di remastering e stereo. Devo questa felice monofonia ai Botri, al loro Rosso e alla sua costanza nel rinnovare il piacere dell’ascolto. A un bouquet in teoria impegnativo per i cenni di terra e animali (selvaggina, sangue, pellame) ricorrenti in varie annate, oppone nei fatti l’unitarietà dell’espressione olfattiva compendiata da un frutto schietto e scuro (marasca, mora,…

  • 2011,  DOC,  ROSSI,  Rosso di Montalcino,  TOSCANA,  Ventolaio

    2011 Rosso di Montalcino, Ventolaio

    Nella sua decade, l’annata 2011 a Montalcino vinse di un’incollatura sulla 2014 il grand prix della freddezza collettiva, schiacciata come fu tra i fasti della 2010 e le promesse della 2012. Un post-orgasmic chill. Per di più fornì all’arco di critici annoiati e punteggisti la freccia delle vampate che la surriscaldarono in più passaggi, causando non poche difficoltà ai produttori. Ciò detto: che noia, il giudizio a priori su annate piccole e grandi, facili e difficili. Il bilancino e il misurino. Tant’è che a me la 2011 finì per essere simpatica. Lei ripagò la mia simpatia con alcuni assaggi strabilianti – tra gli altri la Riserva delle Potazzine, quella di…

  • 2004,  DOC,  Monte Dall'Ora,  ROSSI,  Valpolicella Ripasso,  VENETO

    2004 Valpolicella Classico Ripasso Saustò, Monte Dall’Ora

    Vi fu un tempo in cui la vita scorreva placida al ritmo d’un fiume che passa sotto un ponte palladiano. A quel tempo bevevo molto Veneto e poco altro. Fu in quegli anni che alcuni miliziani in abiti civilissimi deviarono la mia corsa dalla superstrada della Valpolicella, verso tranquille strade poderali e vicinali, pittoresche e zigzaganti. Il panorama mutò di colpo: quei miliziani erano Alessandra e Carlo di Monte dall’Ora, Cecilia di Villa Bellini e Marinella di Corte Sant’Alda. Parlando dei primi, di Saustò 2004 feci copiosa scorta e qualcosa è miracolosamente scampato al cavatappi. Fino ad oggi. Col timore, mi decido e stappo. Timore immediatamente fugato: tenuta straordinaria, evoluzione…