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2017 Amai, Podere Orto

Il minimo comune denominatore di ogni vignaiolo è la conoscenza della tecnica, di coltivazione e di vinificazione. Le regole sono come i ramponi per chi va per ghiacciai: servono a camminare tra i filari senza inciampare. La tecnica ovviamente non basta e i vignaioli non sono tutti uguali. Il discrimine che divide i capaci dai non capaci è dato dal talento o, se si vuole, dalla sensibilità.
Vinificare l’uva è un’operazione che si può effettuare una volta sola in un anno. Gli errori si pagano e indietro non si torna. Quando poi una grandinata violentissima ha consentito di vendemmiare pochissima uva sana, le cose si complicano. A Trevinano, crocevia (trivium) tra Lazio, Umbria e Toscana, la grandinata arrivò prima della vendemmia 2017. Giuliano Salesi, homo faber, pensò che si potevano unire le forze dei pochi grappoli (acini) superstiti per produrre almeno un vino. Vinificò separatamente le uve bianche e quelle rosse e, fatta la malolattica, unì i mosti. Amai è un rosso che è anche un bianco: vino e basta. Ha un nome che parla di amore e di radici profonde. È anche l’anagramma di Maia, la figlia di Simona e Giuliano, la bambina rossa che corre tra i filari in etichetta.
Naso di arancia sanguinella e di frutti rossi, dal ribes alla ciliegia, di fiori anch’essi rossi, con un sottofondo vegetale che sa di erba appena sfalciata. Se i papaveri avessero un profumo starebbero in quell’erba. In bocca scorre come una corsa a piedi nudi sul prato bagnato. Fresco, ristoratore, sapido, appagante e felice. Un esorcismo, come se quella grandine fosse stata solo pioggia.
Alcuni viticoltori oltre alla padronzana delle tecniche, alla sensibilità, alla capacità di prendere decisioni rapide e al talento vero e proprio, hanno una risorsa che spesso fa la differenza. Ed è la conoscenza dell’altro da sè. Giuliano conosce il vino, ne è appassionato da sempre. Ha bevuto tanti vini, sia grandi e famosi che piccoli e sconosciuti, di ogni parte del mondo. Lo ha fatto prima di mettersi a produrli in proprio, lo fa ancora oggi. Attraverso la conoscenza ha costruito nel tempo il suo gusto e attraverso questo si è formato quello che oggi è il suo stile. Non ci sono graduatorie, non si fanno, non hanno senso. Tuttavia, se ce ne è uno, Giuliano è per me il vignaiolo di riferimento.

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Podere Orto Trivium
Strada Provinciale 51
01021 – Trevinano, Acquapendente (VT)
Tel +39 0763 476091
mail@podereorto.com
  • BARBATO [31/01/21] - 9.1/10
    9.1/10
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