Verticale di Capezzana

Assaggi a cura di Andrea Gori


Andrea Gori

Il vino nella Tenuta di Capezzana a Carmignano nasce con la famiglia Medici, che qui aveva Barco Reale, la villa di campagna con tanto di riserva di caccia. Le case si costruivano dove si faceva il vino buono, ché allora come ora trasportarlo è rischioso per la conservazione e la qualità. Siamo in alto, molto più in alto e al fresco che nella piana fiorentina; qui il clima non permette una piena maturazione del sangiovese, storicamente aiutato da uve “straniere” per ottenere vini importanti. Attorno al 1500 si provano il tempranillo, la grenache, il cabernet franc e infine, quando nasce come incrocio, il sauvignon.

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[foto di Bernardo Conticelli]

Il microclima di Capezzana e un territorio con tanta biodiversità fanno sprigionare note uniche di iodio, cloruro di sodio e macchia quasi mediterranea. Il contesto idrico favorevole ha portato a mantenere laghi privati così da darsi la possibilità di irrigare i vigneti in caso di emergenza. Negli anni 1950 venne fatto da Ugo Contini Bonaccossi un laghetto collinare, costoso come una cisterna, ma molto meno impattante. Tra gli anni ’30 fino ai ’70 le annate avevano ph più bassi, più freschezza, meno alcol, si vendemmiava molto prima che cominciassero le piogge di settembre, con anticipi di maturazione non sempre negativi, che portavano ad una croccantezza del frutto. Tratto che, per via delle mode, per un periodo si è cercato di superare, ma che Capezzana non ha mai abbracciato producendo sempre vini eleganti prima che corposi e roboanti. A guardare le schede tecniche si nota che abbiamo sempre un ph tra 3,60 e 3,70, gusto equilibrato, salino più delicato, un costante residuo di pentosi (zucchero non fermentescibile), acido citrico e lattico bilanciati da glicerina ben presente che aiuta la morbidezza. Vinificazioni molto lente, che aiutano ad avere ampiezza e glicerina, raffreddamento delle uve che viene quindi fermentata con lieviti indigeni marchiati Capezzana, ovvero selezionati in cantina. L’estratto molto alto e percepibile nei vini più giovani, è storicamente coerente con l’ ampiezza e la struttura di questi vini. Il regime biologico, iniziato nel 2008, ha visto come prima annata prodotta la 2016 .

La verticale andata in scena lo scorso settembre è stata una occasione magnifica per ripercorrere gli ultimi decenni in azienda.