Speciale Schiava. Il vitigno autoctono dell’Alto Adige

Il Consorzio Vini Alto Adige traccia un bilancio dell’annata 2019 e ne approfitta per promuovere il vitigno forse meno conosciuto, ma in realtà più rappresentativo ed amato. Una produzione di 684 ettari complessivi, poco più del 12% dell’intera superficie coltivata in Alto Adige, che di anno in anno esprime vini sempre più convincenti, lontani dallo stereotipo del vino leggero e beverino di un tempo; in alcuni casi anzi, sono veri e propri piccoli capolavori, con una sorprendente capacità di invecchiamento.
Per questo gli assaggi della due giorni di Bolzano si sono alternati tra la 2019, l’ultima annata uscita, e altre più indietro nel tempo.

Tutti gli assaggi li trovate nella parte destra, mentre qui potrete leggere tutti gli assaggi di vini a base schiava disponibili su Intralcio.

Note sull’annata 2019
L’inverno 2018/19 era trascorso con temperature insolitamente calde, a tratti già quasi primaverili, e se si eccettuano le nevicate copiose dei primi giorni di febbraio, si è trattato di un anno piuttosto asciutto. Dopo un marzo altrettanto avaro di precipitazioni e più caldo delle medie stagionali, in aprile e maggio era prevalso, invece, un clima piuttosto umido accompagnato, soprattutto in maggio, da temperature troppo basse per la stagione. Parallelamente, la primavera aveva visto imperversare fenomeni meteorologici estremi, tanto che già in aprile vi erano state delle prime grandinate, e vari periodi freddi avevano aumentato il rischio di gelate tardive.
Per questi motivi nel 2019 la fioritura è cominciata in ritardo e ha dovuto fare i conti con un tempo assai variabile, caratterizzato da temperature decisamente inferiori alla media, soprattutto in maggio. Questo ritardo si è ripercosso sull’inizio della maturazione, che rispetto alle medie pluriennali è arrivato con una sfasatura di 10-14 giorni.

Dopo la vendemmia anticipata per la raccolta delle uve base per lo spumante avvenuta intorno alla fine di agosto e ai primi di settembre, la vendemmia 2019 vera e propria in Alto Adige è cominciata a metà settembre, con un ritardo di circa due settimane rispetto al 2018.