Un bel tentativo riuscito per una maison classica e storica, finora un poco ingessata, che si rilancia ogni anno con nuovi prodotti adatti ad un mercato sempre più competitivo. Questo brut nature, il primo nella storia centenaria della maison, esordisce ardito con naso bellissimo di agrumi, arancio, limone con tocco di albicocca e pesca nettarina, peonia e rosa gialla, un floreale che si staglia bene in sottofondo compreso di tiglio gelsomino e un tocco di menta. Al sorso è acceso e croccante, di bella cremosità con stile molto classico, rivitalizzato dal basso dosaggio e reso dinamico e pulsante quanto basta a far svuotare piacevolmente il bicchiere. Lascia una bella sensazione…
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2016 Chianti Classico Tocca Stelle, Dievole
Servito alla cieca prova a confonderti le idee su note di lieve vegetale pepe verde tabacco e poi ciliegie mallo di noce amarena mentre poco a poco emerge un floreale di viola e lavanda nonchè un tappeto di polveroso sottobosco fruttato che lo inquadra meglio come sangiovese a Castelnuovo Berardenga. Sorso di bella polpa, succosità e trama tannica importante che non gli impedisce di chiudere agile e piccante caratteriale e fresco originale. Selezione da una vecchia vigna di 40 anni di età in quota, suoli limoso-argillosi, con pietrosità alta e presenza di calcari e marne.
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2014 Les Genêtes, Damien Laureau
Chenin blanc da vigne su sabbie e scisto, piccante di erbe aromatiche, dolce mandorla, caseico, tracce sulfuree, finale poco marcato in frutto e tutto su floreale , affumicato, ginestra e fieno secco in seconda battuta. La bocca rivela piccantezza e sapidità, pera e pepe bianco, struttura pienezza sapidità delicata, canfora e sapone Marsiglia. Apre floreale e chiude carnoso camaleontico e cangiante, fascinoso davvero nella sua apparente semplicità.
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2019 Isola in Rosa, Antonio Arrighi
Antonio Arrighi è un visionario coltivatore elbano che si impegna nel rivalutare vitigni autoctoni e antiche pratiche di vino come il Nesos (il vino lavato in acqua di mare) ha dimostrato. Il cuore batte forte anche per l’aleatico come dimostra questo originale rosa toscano ricco di visciola amarena susina e menta, una idea di fresco balsamico poi lunghezza di pepe e more, carnoso fresco e di pancia godereccio. Sulle prime sembra “solo” un passito diluito ma poi sorso dopo sorso trova la sua identità e non è niente male in un panorama di rosa tutti simili avere della bella originalità.
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2018 Pinot Nero, Panizzi
Un rosso in terra di bianchi come San Gimignano che sceglie una strada interessante, più qui che da altre parti in Toscana, e che ne sa cogliere le sfumature sottili di freschezza con una puntualità enologica notevole. Trasparente porpora, mix di frutta di bosco da manuale per la varietà ma con sfumature speziate leggere tra tabacco mallo di noce e pepe nero unite ad una gessosità particolare lo rivelano vino di terroir. Sorso sottile e sbarazzino che lascia trasparire intriganti note di complessità. Non da invecchiare a lungo ovviamente ma da godersi oggi senza troppi pensieri e il prezzo invitante aiuta eccome.
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Champagne Extra Brut Rosé Première Cuvée, Bruno Paillard
Una sboccatura risalente (2014) ci porta ad apprezzare maggiormente una vino che in gioventù potrebbe sembrare semplicemente accattivante e delicato. In realtà con il tempo dopo la sboccatura rivela note di melograno mughetto rose e more di rovo, senape curcuma e bergamotto ad arricchire il quadro con anice e croccante di mandorla. La bollicina cremosa risente del tempo ma in maniera gradevole essendosi preservata in maniera egregia e restituisce umami e soavità alla beva. Il tempo lo ha reso più forte eppure meno protagonista e più splendido compare di una tavola importante, per noi irresistibile su salsicca toscana alla brace di quelle belle pepate. Il blend prevede circa una trentina…
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2016 Cannonau Riserva, Pala
Da vigne di 35 anni da Ussana, uve 100% cannonau. Scuro ma non impenetrabile, note di prugna, menta, mirtillo e more di gelso, senape e mirto, alloro e lentisco, pepe nero, lunghezza e soavità, si erge con notevole ricchezza e sontuosità. Il tannino è saporito e con lieve asprezza che aggiunge carattere senza rovinare un quadro complessivo di grande fascino.
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2000, Château Lynch-Bages Pauillac
Il millesimo delle meraviglie fortemente voluto e infine graziato dal clima si trova in uno stato di grazia per molte bottiglie tanto che stappature come queste non possono essere criticate per la troppa fretta. Note di marasca, senape, tartufo bianco, humus e bergamotto, arancio rosso, chiodo di garofano , grafite, tabacco inglese da pipa, legno di cedro fanno da preludio ad un sorso di eleganza rara fatto di tannino di grana finissima che alterna ancora graffi a languide carezze. Chiude su tartufo (nero e bianco a seconda della temperatura che raggiunge nel calice) e mirto, pepe nero e cannella, si rivela dolce eppure fresco come un succo di ciliegia: un…
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2019, Staccione, Tenuta Montauto
Colore straordinariamente trasparente e finissimo, naso roccioso di lamponi melograno ribes rosso. Sorso salino e croccante, stiloso e affilato, bocca soave profumato e lieve come un provenzale, fruttino di bosco mediterraneo piacevole e fresco quanto basta. Da uve sangiovese.
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2019 È, Mora e Memo
Colore delicato e provenzale nei toni e nei modi ma al palato ha grinta e carattere pur restando sempre fine e delicato. Tratteggio di peonia e melograno, sapido e incalzante nella beva, si prolunga più del previsto con dolcezza di frutto ben dosata e nota iodata ferrosa che incanta.
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