• 2012,  AOC,  BOURGOGNE,  Domaine Jean Chartron,  FRANCIA,  PULIGNY-MONTRACHET,  ROSSI

    2012 Puligny-Montrachet 1er Cru Folatières, Domaine Jean Chartron

    La famiglia Chartron ha radici storicamente intrecciate con quelle del villaggio di Puligny e può contare su un carnet di parcelle dal posizionamento molto alto (tra le quali spiccano celebri “monopole”) che sono alla base di una curatissima gamma aziendale. Il Domaine, sin dagli anni 80, segue un regime agricolo orientato alla sostenibilità ed in cantina lo stile è classico: pressature soffici, brevi pre-fermentazioni a freddo, calibrato utilizzo di batonnage e legni nuovi. I vini sono generalmente caratterizzati da un tessitura setosa, mai carenti di sostanza, eppure capaci di dialogare mirabilmente con il terroir, mostrando quella tensione verso l’alto che è il marchio di fabbrica di tutta l’area produttiva. Les…

  • 2015,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  BOURGOGNE ALIGOTÉ,  Coche-Dury,  FRANCIA

    2015 Bourgogne Aligoté, Coche-Dury

    Riguardo Coche-Dury potremmo dilungarci o essere sintetici ed in ogni caso non sbaglieremmo approccio alla descrizione. Infatti, se da un lato sembrano troppe le cose da dire sui vini, vere e proprie icone liquide della Côte de Beaune, dall’altro non è difficile ritrovarsi ad essere stringati nel riferire in merito ad un’azienda commercialmente fra le più esclusive della regione, circondata da un rigoroso riserbo. All’interno di una gamma composta da etichette stratosferiche, il Bourgogne Aligoté ricopre il ruolo dell’ apripista. Si tratta di una referenza da considerare come pret-a-porter, pensando ai pezzi pregiati della collezione aziendale, anche se non è difficile vederla collocata dal mercato ad un livello di costo…

  • AOC,  BOURGOGNE,  FRANCIA,  George Noellat,  ROSSI,  VOSNE ROMANÉE

    2016 Vosne-Romanée 1er Cru Les Beaux Monts, Georges Noellat

    Cocco di nonna, naif, enfant terrible: ne hanno dette e scritte di tutti i colori su Maxime Cheurlin, timido ragazzone dalle origini champagnotte e dal domicilio borgognone. Maxime va considerato un privilegiato, nel senso letterale del termine. E questo grazie all’eredità (6 ettari di vigne nei punti più caldi della Cote de Nuits) arrivata come una manna dal cielo allo scoccare del suo diciottesimo compleanno. Certo per Cheurlin la possibilità di confronto con un parco vigne di tale rango è incredibile e lo mette in una posizione complessa e fortunata ma gli va accordato il merito assoluto di avere reso leggibile ai più (in un lasso di tempo brevissimo, peraltro)…

  • 2014,  AOC,  BOURGOGNE,  Eric De Sureiman,  FRANCIA,  ROSSI,  RULLY

    2014 Rully 1er Cru Meix Caillet, Eric De Suremain

    Se inseguite il volume, lo spessore, la tridimensionalità, andate a cercare da un’altra parte: questo è un vino più lungo che largo. Eric de Suremain, infatti, è solito forgiare vini appuntiti quanto lame: liquidi longilinei e tersi, come questo Rully.Le Meix Caillet, la parcella da cui provengono le uve, è un vigneto di rango: tra i venti appezzamenti classificati come Premier Cru nel comune di Rully è senza ombra di dubbio uno dei più contenuti per estensione; un “monopole” grande 3000 metri e un morso: l’equivalente di un giardino, insomma. Eric ed il fratello, arrivati negli anni 80 alla gerenza dello Chateau de Monthelie, hanno scelto di seguire sin da…

  • 2012,  AOC,  Domaine du Collier,  FRANCIA,  LOIRE,  SAUMUR

    2012 Saumur Rouge La Charpentrie, Domaine du Collier

    Domaine du Collier nasce alla fine degli anni 90, grazie alla sinergia fra Caroline Boireau e Antoine Foucault (figlio di un’icona assoluta per la zona di Saumur: Charly di Clos Rougeard, recentemente scomparso). L’azienda ha sede a Chacé e conta sette ettari di vigne, tutte impiantate a chenin e cabernet franc, coltivate secondo i principi dell’agricoltura biodinamica.Il mood aziendale è verace, e la “vicinanza” con Clos Rougeard è stilisticamente percettibile, anche se Antoine e Camille lavorano su un territorio con caratteristiche differenti e mostrano una mano meno austera dei celebri parenti, pur rimanendo nel solco di una evidente classicità.La Charpentrie, è una selezione parcellare di cabernet franc da vecchissime vigne…

  • 2015,  AOC,  BIANCHI,  BOURGOGNE,  CÔTE DE BEAUNE,  FRANCIA,  Sylvain Dussort

    2015 Bourgogne Blanc Cuvée des Ormes, Sylvain Dussort

    Lo ripetiamo da anni: Sylvain Dussort non è solo il dirimpettaio di Coche-Dury e questo (apparentemente) semplice Bourgogne Blanc, goloso e sfaccettato, è un perfetto invito a testarne il valore.Dussort opera dai primi anni 80 nel comune di Meursault ed è un bianchista di matrice tradizionale: coccola 6 ettari e mezzo di terreni vitati, caratterizzati da un’età media sostenuta e connotata da un elevato sesto di impianto. In vigna l’approccio è blando e prevede interventi delicati e mirati; in cantina si predilige una modalità poco interventista, a partire dalla fermentazioni, ma rigorosa. Il risultato è ben visibile e nei vini di questo Domaine si alternano piacevolezza e definizione, convergendo in…

  • 2015,  AOC,  BOURGOGNE,  FRANCIA,  GEVREY-CHAMBERTIN,  ROSSI,  Thierry Mortet

    2015 Gevrey-Chambertin Vignes Belles, Thierry Mortet

    Thierry Mortet è patron di un Domaine giovane (nato negli anni 90 dalle ceneri di quello paterno) e produce vini dal piglio new classic attingendo principalmente dal parco vigne dei comuni di Gevrey-Chambertin e Chambolle-Musigny. Thierry abbina un atteggiamento consapevole sul campo (da qualche anno la coltivazione delle sue parcelle segue i dettami dell’agricoltura biologica) ad un modus operandi in cantina che palesa grande carattere e mano ferma; i vini sanno essere, di norma, generosi e limpidi: come questo “Belles Vignes” da Gevrey (20 parcelle a comporre il mosaico) che non colpirà per concentrazione, e questo lo rende quasi un alieno – vista l’annata, ma a cui non mancano dinamismo…

  • 2010,  AOC,  BOURGOGNE,  CHAMBOLLE-MUSIGNY,  FRANCIA,  Ghislaine Barthod,  ROSSI

    2010 Chambolle-Musigny, Ghislaine Barthod

    Bere un vino di Ghislaine Barthod equivale ad infilare nella stessa frase le parole severità e Chambolle.Non sono vini semplici da trovare quelli di Ghislaine, femmina elegante e dura dal parentame nobile (borgognonamente  parlando), eppure sono bottiglie che ripagano sempre ed in ogni caso lo sforzo della ricerca.Certo, se ci si vuole accontentare dell’idea di accostare un territorio – quello di Chambolle – a vini per forza suadenti, profondi ma in un certo qual modo teneri, bisogna muovere altrove: perchè i pinot noir di Ghislaine sono innervati da una tensione e da un’austerità che li rende originali nella loro espressione.Non che questi liquidi manchino di riconducibilità territoriale – tutt’altro –…