• 2017,  Lisboa,  PORTOGALLO,  PRODUTTORI,  Vale de Capucha,  Vinho Regional

    2017 Fossil Branco, Vale de Capucha

    Il Fossil Branco è prima di tutto un vino di luogo. Al gusto ci riconsegna sensazioni gustative, in particolar modo tattili, che trascrivono la trama del luogo (clima, suolo, tradizioni) in cui è nato. Come un insetto intrappolato nell’ambra o come un fossile, se si potessero gustare. Siamo in Portogallo a 10 km dalla Costa Atlantica, dove le alte temperature sono mitigate dalla brezza marina. I paesi nei dintorni dell’azienda Vale de Capucha, hanno nomi poetici ed evocativi come Ventosa, Runa, Turcifal e la conchiglia sull’etichetta fa intuire che si tratta di un terroir estremamente vocato, intessuto di argille e calcari del kimmeridge e di quegli amabili resti marini che…

  • 2018,  CALABRIA,  Calabria,  IGT,  L’Acino Vini,  ROSATI

    2018 Asor, L’Acino

    Le Monde Fabuleux des Yamasuki è un album visionario, datato 1971, che fonde musica pop occidentale e melodie ipnotiche del Sol Levante. Daniel Vangarde, l’autore francese sceglie di utilizzare parole giapponesi ma con una grammatica totalmente inventata. Non serve affatto sapere cosa dice – è totalmente nonsense – per godere delle atmosfere giappo-psichedeliche create dal papà di uno dei Daft Punk. Quest’anno Dino Briglio aka l’Action Bronson del vino naturale viaggia con simile nonchalance su livelli altissimi. L’Asor 2018, rosato 100% magliocco, è davvero buonissimo: meno smalto degli anni precedenti e superjuicy. E’ buono anche se continuate a chiamarlo erroneamente Arso, come Arianna Porcelli Safronov durante una delle sue esilaranti…

  • 2019,  Antonio Camillo,  IGT,  PRODUTTORI,  ROSSI,  TOSCANA,  Toscana

    2019 Rosso Toscana, Antonio Camillo

    Problema: sia data un’orda di degustatori poveri e assetati. Si consideri il fatto che le cantine non abbiano più spazio per imbottigliare. Tenuto conto delle coraggiose to do list su come comprare il vino al supermercato uscite a inizio lockdown. Considerato che al supermercato vicino casa trovo solo vino di merda. Come si può continuare a mantenere costanti i consumi, se l’ammontare sul vostro conto corrente, tende sempre più allo zero? La mia soluzione è il bag in box (senza trattini perché sono pigra). Certo, rievocare la parola sfuso in Italia significa richiamare alla memoria periodi tristi. Dove il sud era serbatoio di vini da taglio, dove alcuni Amarone erano…

  • 2011,  DOLCI,  EMILIA ROMAGNA,  Marta Valpiani,  ROSSI,  VINO D'ANNATA

    2011 Vino Rosso da uve stramature EL, Marta Valpiani

    EL non è soltanto the sound of Joy come nel celebre pezzo jazz di Sun Ra and the Arkestra ma anche l’ultima annata prodotta di un passito davvero spaziale (70% malbo gentile 30%, cabernet sauvignon) che entra di diritto nella mia sacra triade personale dei passiti rossi prediletti: precisamente dopo il Ratafià di Praesidium e prima del Ciauru j passula di Viteadovest. Ho scelto la musica perché qui si parla di un passito di cui è difficile rendere la godibilità a parole e in generale qualunque vino mi evochi suggestioni musicali – magari soffro di qualche forma di sinestesia – rimane impresso molto più a lungo nella mia memoria. Potevo…

  • 2018,  BIANCHI,  DOCG,  EMILIA-ROMAGNA,  Marta Valpiani,  Romagna Albana

    2018 Romagna Albana Secco Madonna dei Fiori, Marta Valpiani

    Madonna dei Fiori 2018 di Elisa Mazzavillani (vini Marta Valpiani) è un’ottima interpretazione di Albana da vecchie viti. Dall’aspetto d’oro colato e dal naso piacevolmente appassito capite già che si tratta di un bianco con il corpo e la sostanza di un rosso. Nell’etichetta Elisa ha ritratto un Hemerocallis o bella per un solo giorno, un giglio dorato, che a dispetto della breve vita significa “io persevero”. L’immagine rappresenta bene il carattere indipendente d’Albana e della produttrice. Il sorso è fresco, a dispetto dei 13 gradi, vibrante, come i vini che provengono da uve supersane, e un po’ tannico come è nella natura scontrosetta dell’albana. Deliziosamente salato il finale che…