Ho bevuto questo vino con Eugenio Rosi, il produttore. Un vino che va nella direzione opposta allo stile del vignaiolo di Volano in Vallagarina a sud di Trento. Generalmente i suoi vini sono molto materici e ricchi, questo è più spensierato. Al di la delle apparenze, è tutt’altro che banale, a cominciare dalla tecnica di vinificazione quanto mai singolare. Il vino viene ottenuto con qualche giorno di macerazione sulle bucce di uve cabernet sauvignon, marzemino e merlot. Durante la fermentazione vengono aggiunte le vinacce della nosiola, più o meno come accade per il ripasso in Valpolicella. Questa operazione avviene per conferire stabilità al colore e al vino stesso in modo naturale. La fermentazione avviene con i lieviti indigeni. Il risultato è un vino rosso rubino chiaro, le vinacce infatti riescono ad assorbire buona parte degli antociani ceduti dalle bucce durante la macerazione. Tappo a corona ma non è frizzante. Al naso ha sentori di fragola di bosco, spezie, fiori macerati, pepe, rosa canina. Molto gradevole la sorsata, induce continuamente alla beva. Il palato è fresco, croccante, con sentori di ciliegia selvatica e salvia e dotato di una salinità che gli da corpo e sapore. Lo abbiamo abbinato a formaggi caprini di media stagionatura.

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GIACOBBO [10/05/21] - 8.6/10
8.6/10