• 2017,  Benito Ferrera,  Campania,  CAMPANIA,  IGT,  ROSSI

    2017 Passo del lupo Aglianico, Benito Ferrara

    Benito Ferrara è conosciuto ai più principalmente per il suo grande Greco di Tufo Vigna Cicogna. L’assaggio del suo Aglianico Passo del Lupo era pieno di curiosità. Vigneto di circa 3 ettari, posto intorno ai 600 mt slm. Macerazione per alcuni giorni con rimontaggi quotidiani, fermentazione e affinamento solo in acciaio, per 7 mesi circa. Poi via in bottiglia a riposare per un periodo intorno ai 3 mesi, prima della messa in commercio. Sorpresa: una 2017 già così distesa ed accogliente – forse fin troppo – mi ha un po’ spiazzato. Il colore è spettacolare: rubino luminoso, brillante, quasi da incastonare in un anello al posto della suddetta pietra (a…

  • 2016,  Alessandro di Camporeale,  DOC,  METODO CLASSICO,  Sicilia,  SICILIA

    2016 Catarratto Spumante Extra But, Alessandro di Camporeale

    Alessandro di Camporeale sorge nell’omonimo piccolo centro agricolo, ai piedi delle colline che sovrastano la pianura di Mandranova, vicino Palermo. Il vigneto, circa 40 ettari in coltivazione biologica, giace tra 400 e 600 mt di altitudine: condizione già di per sé ottimale alla produzione di vini di qualità. Il terreno ricco di calcare e argilla rafforzano questa tesi. Qui, il Catarratto Extra Lucido si esprime in uno spumante vivace, inaspettato. Verticale, vibrante, ben bilanciato da un sorso cremoso, pulito e gustoso. Note salmastre mischiate a quelle di burro salato ed erbe aromatiche giocano a rincorrersi nel calice. Struttura ben salda, figlia di un lungo affinamento in bottiglia (almeno 36 mesi).…

  • 2018,  Antonio Camillo,  IGT,  ROSSI,  Toscana,  TOSCANA

    2018 Ciliegiolo Vallerana Alta, Antonio Camillo

    La Vallerana Alta sta lì, a metà strada tra Manciano e Capalbio, nel grossetano. Il Ciliegiolo di Antonio Camillo arriva dal singolo cru con vigne di oltre 60 anni età. Già questo basterebbe a far venire voglia di assaggiarlo. L’uso limitato di solforosa aggiunta ed i lieviti indigeni utilizzati non lo classificano completamente tra i “vini naturali” (perché controlla la temperatura in fermentazione) ma lo rendono comunque un grande vino. Trasparente nel calice, intensità ricca di profumi sinceri (spicca tanta ciliegia matura – sembra scontato da un vitigno con questo nome, ma tant’è!). Si aggiunge la susina ai richiami di viola e rosa rossa che ne arricchiscono il corredo olfattivo. L’assaggio…