2004,  AOC,  CHAMPAGNE,  Dom Pérignon,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

2004 Champagne Brut, Dom Pérignon

La maison raccontava che l’annata 2004 avrebbe segnato la storia di Dom Pérignon “con la sua ricchezza e la sua generosità”. Lo si evince dalle informazioni registrate in vigna, dove, per quell’anno, si parla di grappoli dalla più che discreta dimensione e quantità e di un clima compiacente, specie nel periodo immediatamente antecedente la vendemmia e con uve – cito -“in eccellente stato di salute e maturità”. Eppure di questo vintage ho letto e sentito pareri molto contrari: tra i più si conferma certo un’annata memorabile, anche per la piacevolezza di beva (uno champagne, quindi, più facilmente apprezzabile anche da palati meno avvezzi a certe complessità), ma qualcuno, invece, lo marca a fuoco come una bottiglia deludente, poco convincente rispetto alle grandissime altre annate del decennio 2000-2010. De gustibus. Io l’ho apprezzato assai. Nella sua sboccatura avvenuta intorno alla metà del 2012. Nella sua cuvée 53% pinot noir, 47% chardonnay. Nel suo dosaggio brut di circa 6,5 g/l. Nel suo manto dorato, dal perlage delicato ma dalla bollicina tonica e presente. Nel suo ampio quadro olfattivo, tra mare (salmastro) e terra (agrumi), in continua altalena tra salinità e freschezza di frutto. Nella sua complessità di bocca, dal volume sul palato marcato da note calde di caffè torrefatto, allo scattante sorso sapido e verticale. Nel suo inconfutabile timbro minerale in retrolfattiva, che rende il finale così lungo da avere la sensazione di averne in bocca ancora un po’ da deglutire. Averne.

Dom Perignon
9 Avenue de Champagne 51200 EPERNAY, Francia Tel. + 33 (0)3 26 51 20 00

  • CINTELLI [29/03/21] - 9.3/10
    9.3/10
9.3/10
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