2015,  IGT,  Marche,  Valerio Lucarelli

2015 Sarnum, Valerio Lucarelli

La fascia costiera che va da Ancona a San Benedetto del Tronto è un tratto sottile. Dalla battigia corrono solo pochi chilometri prima che la strada prenda pendenza. I primi saliscendi verso l’interno della regione sono aggraziati e morbidi. Man mano che i Sibillini si fanno più nitidi all’orizzonte si finisce nella fascia pedemontana. Tutto mantiene ancora l’intimità collinare ma le altimetrie crescono e il clima si fa più rigido. Nel maceratese succede così nella piccola enclave viticola di Serrapetrona. Ed è così anche a Gualdo, minuscolo paesino a 600 metri di quota con affaccio privilegiato sulle cime più belle dell’Appennino umbro-marchigiano. Valerio Lucarelli vive in un casolare che il terremoto ha duramente segnato e che lui non vuol abbandonare. L’ha dovuto fare negli anni ’60 perché il suo lavoro all’ispettorato all’agricoltura l’ha portato a Piemonte, tra nebbiolo e barbera. Amori vinosi giovanili, e tatuati. Tornato a casa al cambio di decade ha messo su famiglia e governato con occhio diverso le poche vigne retaggio di quella cultura mezzadrile che “si deve aver un po’ di tutto” di cui lui era figlio legittimo. Nel 2000 rinnova l’impianto. Impianta due ettari di filari circondati da un imponente bosco di noci. Mette sangiovese, vernaccia nera e un po’ di cabernet. Anche montepulciano ma ben presto si rende conto che non è uva da freddo. Ma un territorio così è anche terra da vino? La storia dice di si. Un’incisione su un’antica pietra dei locali interrati dedicati alla cantina porta una data: 1791. Un torchio secolare, lo stesso riportato in etichetta, conferma. Due i vini imbottigliati a partire dal 2011: Lenòs, blend paritario di sangiovese e vernaccia. Sarnum, sangiovese “corrotto” nella purezza dal 15% di cabernet sauvignon. Quest’ultimo esce solo nelle annate giuste, quelle calde e soleggiate. Niente 2016, per capirci. Il 2015 è un rosso maturato in barrique di secondo passaggio lontano dai vini muscolari ed estrattivi, e anche da quei sangiovese impenetrabili di stampo mediterraneo che segnano la produzione regionale; nelle accennate trasparenze della veste fa più pensare ai Chianti Classico raddesi. La leggera idea balsamica venata di fruttini rossi e sfumature pepate percepita al naso nasconde un sentore più sfumato e inafferrabile, abile a dare un accento personale. Alcol e tannini sono amalgamati, aggraziati, sostengono la trama del sapore con levità. Il finale crepita di sale e spezie, riecheggia il frutto. E il suo affondo palatale infilza quel velo di pregiudizio che ammanta chi oramai si è creato solide gerarchie in testa.

Antica Cantina Valerio Lucarelli
Contrada San Costanzo, 43
62026 San Ginesio (MC)
Tel. +39 366 1131022
info@cantinalucarelli.com
  • RASTELLI [24/04/20] - 8.9/10
    8.9/10
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