• 2018,  BIANCHI,  CAMPANIA,  DOCG,  Greco di Tufo,  Vadiaperti

    2018 Greco di Tufo, Vadiaperti

    Vadiaperti, alias Raffaele Troisi di Montefredane, Avellino, Irpinia. Vigneti tra i 400 e 700 metri di altitudine, con vista sulla valle del fiume Sabato. Traerte è il nome che il progetto di Raffaele Troisi ha assunto dal 2011 e che richiama l’orografia del luogo e la natura del lavoro in vigna: “tra erte”, cioè, “tra salite”. E’ proprio dal mix di fatica, sole, vento di terra, vento di mare (Vietri è poco distante), terreno gessoso tufaceo e vulcanico, che il Greco di Tufo Traerte-Vadiaperti trae la sua essenza e la sua energia vitale.Naso primariamente agrumato, ma in subitanea virata sulfureo-fumé; poi pesca gialla, pera, fiore di tiglio, salvia e una…

  • 2017,  AOC,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  Francis Boulard & fille,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    2017 Champagne Brut Nature Les Murgiers, Francis Boulard & fille

    Quella di Francis Boulard e della figlia Delphine è una piccola maison a conduzione familiare con vigneti situati principalmente a Cormicy e Saint-Thierry, nella Petite Montagne de Reims. Dal 2001 orientata all’agricoltura biologica, oggi l’azienda ha certificazione biodinamica e lavora con spirito e approccio artigianali. Francis Boulard è stato tra i primi a recuperare l’uso del legno piccolo, la pièce, per la fermentazione e maturazione dei vini base, rifiutando il ricorso ad acciaio, vetroresina o cemento che con i loro bassi costi sono diventate la scelta più conveniente per le grandi aziende: dai Boulard solo botti vecchie che non rilasciano sentori, ma che permettono all’ossigeno di esercitare i suoi benefici…

  • 2018,  BIANCHI,  Camillo Donati,  Emilia,  EMILIA ROMAGNA,  IGT,  RIFERMENTATI

    2018 Il Mio Malvasia, Camillo Donati

    Emanuela Tortora, ha recensito qui Il Mio Malvasia di Camillo Donati, annata 2010, raccontando di un vino in ottima forma a dispetto dei suoi dieci anni. Questa scheda, frutto dell’assaggio di una bottiglia più recente, annata 2018, dichiara la grande plasticità del vino che si lascia godere anche in gioventù. La giovane età si palesa immediatamente nel colore, ancora distante dalla nuance aranciata visibile nella foto allegata da Emanuela Trotora, nuance figlia della macerazione di due giorni: qui la veste cromatica è ancora ferma al giallo paglierino compatto. L’effervescenza, invece, di giovanile vigore, trascina con veemenza fuori dal calice tutta la carica olfattiva della malvasia di Candia aromatica: in prima…

  • 2015,  Collecapretta,  IGT,  ROSSI,  UMBRIA,  Umbria

    2015 Sangiovese Il Burbero, Collecapretta

    Profumi in punta di piedi, ma nitidi e dotati di spiccata naturalezza aromatica: primeggiano i toni floreali scuri, da fiore appassito, affiancati da suggestioni fruttate, erbacee e terrose tipiche del bosco e del sottobosco. Una nota di peperone, poi richiami di tamarindo, di mirto e pepe bianco. È il compendio olfattivo dei boschi dei Monti Martani, da cui le uve de Il Burbero provengono. Siamo in Umbria, non lontano da Spoleto, in un luogo in cui il verde della natura domina in assolo. Collecapretta orami è realtà universale, non solo umbra. Vittorio Mattioli, insieme alla moglie Anna e alle figlie, conduce le vigne e vinifica con la sapienza agricola assorbita…

  • 2013,  Gianfranco Fino,  IGT,  PUGLIA,  ROSSI,  Salento

    2013 Negroamaro Jo, Gianfranco Fino

    Ho sempre preferito il Jo al più osannato Es di Gianfranco Fino. In generale il tocco tannico del negroamaro ha maggiori capacità di riequilibrare il marcato imprinting fruttato dei due vitigni di quanto non abbia, di suo, il primitivo. Ciò non toglie che l’Es rientri tra gli esemplari migliori di vini da uve primitivo.Tutto l’apparato organolettico del Jo incarna i tratti attesi e tipici: un colore rubino scuro, impenetrabile, già cangiante verso sfumature granate; un’impronta olfattiva incentrata su profumi di frutta surmatura, quasi confit, fiori appassiti, humus, profumi di sottobosco, accanto a marcate note terziarie di cacao e spezie dolci derivanti dalla sosta di dodici mesi in barriques metà nuove…

  • 2015,  IGT,  PUGLIA,  ROSSI,  Salento,  Tenuta Macchiarola

    2015 Primitivo Unodinoi, Tenuta Macchiarola

    Tra Taranto e Manduria, dove il primitivo è di casa, capita che un farmacista, Domenico Mangione, che la chimica la conosce bene, decida di far vino rinunciando alla chimica stessa: così nasce Tenuta Macchiarola. Subito la descrizione di Unodinoi. Al naso: ribes, prugna secca, frutti di bosco in confettura, rosa appassita, cacao, cuoio, terra umida, macchia mediterranea e un po’ di spezie dolci.In bocca: sorso volumetrico, prevalentemente fruttato, morbido, ma non grasso, con una sterzata finale fresca che bilancia sapientemente l’assaggio. Tannino in punta di piedi, gradevole e solleticante. La magia si esplica nel retrogusto, inaspettatamente fresco a dispetto della matericità del sorso: ed è il motivo per cui a…

  • 2018,  COS,  IGT,  ROSSI,  SICILIA,  Terre Siciliane

    2018 Frappato, COS

    Il frappato è uno di quei vitigni in grado di donare al vino succo, tanta frutta e bevibilità priva di asperità anche in gioventù; il Frappato di Cos solitamente è l’emblema di questa cifra gustativa. Nell’annata in oggetto sembra, però, manchevole. Ci sono profumi di frutti rossi, qualche sentore floreale e tipiche venature speziate alternate a richiami di erbe mediterranee: fin qui tutto torna. Ma l’assaggio appare timido, di poco corpo. Sarà colpa della assai piovosa primavera 2018? L’acidità non riesce a rimpiazzare la carenza di vibrazioni tanniche e a dare un po’ di nerbo ad una sostanza che sembra diluita. Il sorso scivola via facilmente, ma si dimentica. Riconosco,…

  • 2019,  Colбacco,  ROSSI,  UMBRIA,  VINO

    2019 Quartoprotocollo, COLБACCO

    Vino rosso di pronta beva di quei sapienti mattacchioni di Kolbacco, recente progetto made in Umbria di cui ho già parlato su Intralcio.Sinestetico incedere rosso vivo dei profumi con cripto nuances terragne e selvatiche e nervature balsamiche; accenno di spezie fini a decorare.Sorso brioso, “brinoso”, carnoso, scontroso, fragoroso, “friccicherello” e scanzonato. Solo per bevitori annoiati e controcorrente. До свидания. L.QP19

  • 2014,  BIANCHI,  IGT,  Tenuta Bellafonte,  UMBRIA,  Umbria

    2014 Arnèto, Tenuta Bellafonte

    Tenuta Bellafonte ha aperto la strada ad un nuovo corso del Sagrantino di Montefalco riuscendo, tra i primi, ad ammantare di snellezza ed eleganza la struttura e la muscolosità del più celebre rosso umbro.Diverso è l’approccio scelto per il primo bianco dell’azienda, prodotto a partire dall’annata 2014 con il trebbiano spoletino. È subito apparso un vino corposo, denso, calorico e incentrato sulla morbidezza del frutto tropicale, con una vena di freschezza capace di controbilanciare, in gioventù, l’impronta dominante. Ma è in assenza di gioventù che Arnèto, così si chiama il vino, mostra qualche limite. Qui vi parlo proprio della prima annata, la 2014: al naso è netta la dominanza del…

  • 2015,  BIANCHI,  Castelli di Jesi Verdicchio Riserva,  DOCG,  MARCHE,  Pievalta

    2015 Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva San Paolo, Pievalta

    Di altre due espressioni di verdicchio dell’azienda Pievalta ho già parlato su Intralcio qui e qui.Oggi vi parlo del Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva San Paolo, dall’omonimo vigneto situato in una delle zone più vocate dei castelli jesini. Uno dei vini bianchi italiani da blasone, da assaggiare obbligatoriamente per capire come un vino bianco confezionato con uve di qualità, in un habitat d’elezione, in piena sintonia con il terroir possa sfidare il tempo e innalzare con gli anni la qualità.Trascorre venti mesi in acciaio sui lieviti e dodici mesi di affinamento in bottiglia prima della immissione in commercio. Questa in oggetto è l’annata 2015. Freschezza viva, dinamica, saettante, mista…