• 2018,  BIANCHI,  Bianco di Custoza,  DOC,  Monte del Frà,  VENETO

    2019 Custoza Superiore Cà del Magro, Monte del Frà

    Il nome è quello di un vigneto di circa 30 anni caratterizzato da sassi e ghiaia (ma anche argilla) con esposizione a sud-est. Criomacerazione prefermentativa, pressatura soffice, fermentazione e affinamento “sur lies” in tini di acciaio e cemento per l’uva garganega da ottobre a maggio (per trebbiano toscano, cortese, incrocio manzoni solo acciaio). Segue poi la messa in bottiglia per almeno 6 mesi prima della vendita. Bianco di sicura eleganza, che nel bicchiere cresce con il passare dei minuti sia in termini di complessità che di finezza. Apre su toni di fiori bianchi e di camomilla, di agrumi e di pesca bianca per poi lasciare spazio a leggerissime note minerali,…

  • 2019,  BIANCHI,  Bianco di Custoza,  DOC,  Monte del Frà,  VENETO

    2019 Custoza, Monte del Frà

    Assaggio delicato che fa della semplicità e della freschezza di beva il proprio tratto più distintivo. Garganega, trebbiano toscano, cortese per un Custoza molto classico, ben delineato e assai piacevole, perfettamente aderente all’idea che il sottoscritto aveva della denominazione. Primo vino di Monte del Frà, vinificato per la prima volta e da allora ininterrottamente oltre 60 anni fa, oggi frutto di una pressatura soffice a basse temperature e successiva criomacerazione prefermentativa, seguite da una lunga fermentazione in acciaio a temperatura controllata. Molto chiaro: albicocca, fiori bianchi e leggere nuances vegetali prima di un assaggio fresco, leggermente sapido, tratteggiato da una leggerissima sfumatura minerale. Grande beva.

  • 2019,  BIANCHI,  IGT,  LAZIO,  Lazio,  Poggio Bbaranèllo

    2019 T1, Poggio Bbaranèllo

    Altro vino prodotto in quel di Montefiascone da Silvia e Lisa di Poggio Bbaranèllo. Questo sarebbe il vino base della gamma, prodotto con uve trebbiano toscano, qui chiamato ‘procanico’.T1 si può leggere “T con 1”, ovvero “Trebbiano al tempo uno”, un omaggio di Silvia alla matematica per indicare che il trebbiano è la prima uva a venire vinificata. Vinificazione in bianco, lieviti assolutamente indigeni, nessuna filtrazione né chiarifica, affinamento in acciaio.Nel calice il vino è di un giallo paglierino molto intenso.Naso intenso anch’esso, rimanda ad ananas e frutta tropicale, mimosa e ginestra, mandorle, miele e cera, con note minerali tra lo iodato e il terragno e con lievi cenni di…

  • 2019,  IGT,  LAZIO,  Lazio,  METODO ANCESTRALE,  Poggio Bbaranèllo

    2019 Metodo Ancestrale 507, Poggio Bbaranèllo

    Ancestrale, ovvero qualcosa che risale a tradizioni antiche, ataviche. Un aggettivo che rispolvera emozioni mai sopite, un po’ come “olistico”.Ok, ci sto un po’ giocando su, ma non è affatto un gioco quello che Silvia e Lisa di Poggio Bbaranèllo stanno facendo nei pressi di Montefiascone, dietro al lago di Bolsena. Sono due ragazze che fanno la spola tra il lavoro a Roma e il “passatempo” vinicolo nella Tuscia.Il metodo ancestrale 507 è parte della loro gamma di vini. 507 come il numero di bottiglie di metodo ancestrale prodotte nella loro prima annata, la 2019. Vino realizzato con trebbiano toscano, vitigno che lavorato con le giuste attenzioni e con il…

  • 2017,  BIANCHI,  MACERATI,  Marco Merli,  UMBRIA,  VINO

    2017 Vino Bianco Tristo, Marco Merli

    Marco Merli fa vino nella periferia nord del capoluogo umbro ed è stato tra i primi vignaioli di nuova generazione ad imporsi con vini prodotti al di fuori dei territori storici regionali.Tristo, trebbiano toscano che macera a lungo, è anche il soprannome affibbiato a Marco quando giocava a calcetto, a sottolineare la stretta simbiosi tra il vino e il vignaiolo. Tristo, come i “tristi figuri” che non evocano nulla di buono, che allude ad un brutto carattere, ma che nell’accezione latina può significare misero, magro, sventurato. Il vino Tristo di Marco Merli è una sintesi di tutto questo: è burbero, perché non accondiscende ad alcuna “piacioneria” (come tutti i vini…

  • 2019,  BIANCHI,  IGT,  Lumiluna,  UMBRIA,  Umbria

    2019 Diciannove, Lumiluna

    Bianco da vigne vecchie; se per vigna vecchia si intende una vigna di quarant’anni e per me che mi trovo nel bel mezzo dei quaranta questo aggettivo mi sta stretto. Questo Diciannove è la loro seconda vendemmia. Probabilmente il vino più centrato dei due Lumiluna. Asciutto e agrumato, dal profumo intenso e avvolgente come tutti i bianchi del centro Italia. Già dagli aromi si intuisce un certo muscolo, che all’assaggio si rivela per quello che è. Da uve di trebbiano toscano, malvasia, grechetto e un saldo di trebbiano spoletino. Il tipico bianco terragno umbro, potente e schietto, adatto a cotture pasticciate, intingoli casseruole e salmì. Tanto limone disidratato e una…

  • 2018,  BIANCHI,  IGT,  Podere Ranieri,  TOSCANA,  Toscana

    2018 Sardonico, Podere Ranieri

    Stappato durante una cena tra amici dal palato poco allenato, finito in pochi minuti. Di questo vino bianco fatto con uve di trebbiano toscano, incrocio Manzoni e viognier, colpisce e invoglia il profumo di miele che accompagna il sorso fresco e leggermente sapido. Fiori di acacia, miele di tiglio, mughetto e ancora miele di acacia, un bel prato fiorito pieno di apine al lavoro. Profumi dolci che sono stati colti e apprezzati anche da chi non usa soffermarsi troppo sulle note gustative che offre il calice. Bel vino di struttura, pronto per essere goduto.

  • 2003,  DOC,  DOLCI,  Isole e Olena,  TOSCANA,  Vin Santo del Chianti Classico

    2003 Vin Santo del Chianti Classico, Isole & Olena

    Ho un debole per i vini dolci. Ne compero in quantità che eccedono di molto il mio modesto consumo. Evito gli sciropponi zuccherosi: che siano dolci o secchi, i vini hanno da essere tutti bevibili. Freschezza, dunque, in quantità sufficiente (e necessaria) a tenere a bada il residuo zuccherino. Nei casi più fortunati, al vero fedele può manifestarsi la sacra trinità: acidità, dolcezza, ossidazione. Miracolo che si perpetua con frequenza tradizionale in alcune cantine della Toscana.Profumi da drogheria, con una noce che ti si piazza davanti e non si toglie più. Poi albicocca, mandorla dolce, cannella, dattero, mela annurca, legno di cedro, tabacco da pipa e, insomma, lo sapete come…

  • 2018,  BIANCHI,  Dievole,  IGT,  TOSCANA,  Toscana

    2018 Campinovi, Dievole

    Può un trebbiano toscano smarcarsi dal ruolo di vino da tavola e indossare i gli abiti buoni della festa?Sì, e questo Campinovi lo dimostra. Trebbiano toscano al 100%, matura in botti grandi e poi affina in bottiglia. Il risultato è un vino dalla grande intensità olfattiva e gustativa e dal buon bilanciamento tra ciò che sprigiona il calice e la rispondenza nel sorso. Un vino profumato e intrigante, carico di fiori di acacia e frutta a polpa gialla; carezze iodate si alternano a una freschezza che invita e il vino acquista un aspetto quasi seducente. Per me, abituata a bere trebbiano toscano più crudo e grezzo, si è rivelata una…