• 2016,  IGT,  Isola dei Nuraghi,  Pala,  ROSSI,  SARDEGNA

    2016 S’Arai, Pala

    Un riassunto di Sardegna con cannonau 40%, carignano 30%, bovale 30%, da vigne di 70 anni a Tanca S’Arai a Serdiana. Colore e naso intricato, oscuro e speziato, prugne, carrube, camemoro, sandalo e cassis. La bocca ha grande presa, struttura e lunghezza, con tracce mentolate (eucalipto, mirto) nel finale, quando si affacciano belle note di more in confettura; tannino ha bella grana, si rivela un po’ nervoso, ma contrasta bene corpo e struttura imponenti del vino.

  • 2016,  Cannonau di Sardegna,  DOC,  Pala,  ROSSI,  SARDEGNA

    2016 Cannonau Riserva, Pala

    Da vigne di 35 anni da Ussana, uve 100% cannonau. Scuro ma non impenetrabile, note di prugna, menta, mirtillo e more di gelso, senape e mirto, alloro e lentisco, pepe nero, lunghezza e soavità, si erge con notevole ricchezza e sontuosità. Il tannino è saporito e con lieve asprezza che aggiunge carattere senza rovinare un quadro complessivo di grande fascino.

  • 2018,  Cannonau di Sardegna,  DOC,  Mora e Memo,  ROSSI,  SARDEGNA

    2018 Cannonau di Sardegna Nau, Mora & Memo

    Un nuovo classico moderno da uve 100% cannonau provenienti da media collina su argille e calcari. Colore e note aromatiche grintose e scure di macchia, alloro, menta, lentisco e tanta amarena; frutta di bosco in confettura tra more di rovo e mirtillo in cui emergono spezie e piccantezze orientaleggianti. In bocca rivela un tannino di carattere e spessore che anima un corpo niente male, con rimandi ferrosi e balsamici di bella lunghezza, ma la cifra stilistica riesce sempre ad essere l’eleganza.

  • 2018,  BIANCHI,  DOC,  Pala,  SARDEGNA,  Vermentino di Sardegna

    2018 Vermentino di Sardegna DOC Stellato, Pala

    È sempre dura confermarsi come il primo (o tra i primi della classe) ma questo vermentino di Pala ogni anno riesce a restituire nel bicchiere molto di quello che ci si aspetta da un bianco di lusso sardo. Viene ottenuto con il 100% di uve vermentino coltivate in località La Crabilis a Ussan, vigne di 50 anni di età su sabbie e argille di media collina (180 mt slm). Naso con lime zenzero, erbe aromatiche, sale e solarità ben dosati animati da nota fresca sempre presente, sorso prorompente, ricco polposo di lemon curd, guava, ribes bianco, floreale che ritorna, pompelmo giallo e rosa, teso ma anche opulento con giudizio.

  • 2015,  DOLCI,  IGT,  Isola dei Nuraghi,  Pala,  SARDEGNA

    2015 Assoluto, Pala

    Luminoso e dorato con riverberi rosati da uve nasco 80% e vermentino 20%, questo passito nasce da vigneti in Serdiana e Ussana. Note di dattero e albicocca, esplosivo nelle note tropicali e candite, più evanescente al palato; deciso all’inizio poi evapora su floreale giallo e agrumi. Ha un centro bocca molto delicato e un finale che torna su note candite piacevoli, ma non molto ben contrastate da sapidità. Molto iodato e marino e interessante come sensazione vaporosa; lievi note ossidative che richiamano alcuni stilemi sardi.

  • 2018,  IGT,  Isola dei Nuraghi,  Mora e Memo,  RIFERMENTATI,  SARDEGNA

    2018 Tino Sur Lie, Mora e Memo

    Blend ardito e furbetto di 80% vermentino e 20% sauvignon blanc su terreni calcareo marnosi, quattro mesi sui lieviti con frequenti batonage. Naso elettrico e spumeggiante tra fiori bianchi e gialli, rose, anice, lytchees e lamponi bianchi, al sorso svela struttura serrata e un’idea di tannino delicato, senape e zenzero, rosmarino e salvia si affacciano in bocca insieme a note eleganti di affumicato che ritornano dal retroolfatto. Sorso profondo con intraprendenza e spessore con idea di umami salino approfondito e sensazionale in abbinamenti di mare, crudo o appena scottato con pomodori e capperi.

  • 2014,  Cannonau di Sardegna,  Cantina Orgosa,  DOC,  ROSSI,  SARDEGNA

    2014 Cannonau di Sardegna Riserva Orgosa, Cantina Orgosa

    Giuseppe Musina, partito da Orgosolo, è stato navigante fra l’Europa e le Americhe per ritornare al paese d’origine a fare Cannonau piantando un vigneto nel terreno ereditato dal padre a Lucuriò, di fronte al monte Locoe, dove un tempo sorgeva un paese del quale non è rimasta traccia. La sua cantina è un locale attrezzato con botti e recipienti di vinificazione, dove l’energia elettrica è fornita da un gruppo elettrogeno che alimenta le pompe e la pigiadiraspatrice. Niente barrique e anche con il rovere non si scherza, solo un passaggio non superiore ai tre mesi. Si vendemmia in autunno e s’imbottiglia in aprile. Giuseppe Musina non ha mai usato l’anidride solforosa,…