• 2013,  AOC,  BIANCHI,  Domaine de la Moussière,  FRANCIA,  LOIRE,  SANCERRE

    2013 Generation Dix-Neuf, Alphonse Mellot

    Da anni ormai in spinta Alphonese Mellot secondo me realizza dei sauvignon di haut couture che fanno dell’eleganza la matrice cardine. Qualcuno storce il naso ma poi i vini dicono che non si può piacere a tutti i puristi. Té netto, pompelmo maturo, frutta tropicale, verbena, rosmarino, un lievissimo senso di botrite per la sfumatura speziata che sembra anche richiamare una maturazione piena; aspetto questo confermato dalla bocca, più morbida che tesa, che recupera a fine sorso grazie ad una sensazione tattile lievemente fumè e ad un gran bel sale che spinge. Bel vino, diciamolo chiaramente, che sarà una specie di kryptonite per i vataniani, troppo grasso per i cotatiani,…

  • 2019,  AOC,  BIANCHI,  Domaine du Carrou,  FRANCIA,  LOIRE,  SANCERRE

    2019 Sancerre Blanc, Domaine du Carrou

    In una serata qualsiasi, di un giorno qualsiasi, apro un vino qualsiasi che qualsiasi non è, come non lo sono nessuna giornata e nessuna serata. Un Sancerre, a base esclusiva sauvignon blanc, graziato da una lunga fermentazione promossa da lieviti indigeni, diversi mesi ‘sur lie’ et voilà: un magnifico ingresso si apre a freschi agrumi, pesca gialla, acacia per poi virare, quasi improvvisamente, a taglienti verticalità e ad una vibrante e corroborante salinità. A quel punto, sensazioni piacevolmente contrastanti si affastellano e si ricompongono in una tavola di colori armonica pronta per ampie e lunghe pennellate di godimento. Abbinabile, preferibilmente, con la tarda primavera o l’estate.

  • 2011,  AOC,  BIANCHI,  FRANCIA,  LOIRE,  Pascal Cotat,  SANCERRE

    2011 Sancerre Les Monts Damnés, Pascal Cotat

    Inizio lattico, un attimo di pazienza ed esce il fiore di sambuco netto e quel leggero tratto di piselli, tipico dell’ annata 2011, che finalmente, col passare degli anni, lascia spazio alla salvia; un pochino di agrume, bella nota di zenzero e tratto di anice. In bocca una discreta tensione, buona sapidità, il tratto minerale che spinge sotto con moderazione portando il vino su un interessante tratto scuro/ferroso; alcol integrato abbastanza bene, discretamente lungo. Annata non di riferimento: difficile trovare un 2011 interessante in Loira e direi in Francia in genere, vini con meno tensione di altre annate; in questo caso il manico fa la sua parte arrivando abbastanza bene…