• 2014,  BIANCHI,  GERMANIA,  MOSEL,  QMP,  Weingut Molitor-Rosenkreuz

    2014 Riesling Trocken Minheim-Piesport-Mosel, Weingut Molitor-Rosenkreuz

    Chi sostiene che la mineralità nei vini non esista, appigliandosi alla mancanza di odore e sapore dei minerali in senso stretto, non si è mai confrontato con i riesling della Mosella (o con i vini della Loira, con quelli del Carso o alcuni bianchi atlantici). Pendenze vertiginose in un contesto quasi fiabesco permettono ai vigneti, affacciati lungo le anse di questo sinuoso corso d’acqua, esposizioni eccellenti. Qui il riesling renano riesce a esprimere tutto il suo talento nel leggere e veicolare il territorio che ha scelto come casa. Qui questa nobile uva aromatica regala vini che raggiungono vette di grandezza assoluta e qui, a cavallo tra i comuni di Minheim…

  • 2010,  BIANCHI,  GERMANIA,  PFALTZ,  Reichsrat von Buhl,  Spatlese,  Trocken

    2010 Riesling Spatlese Trocken Forster Ungeheurer GG, Reichsrat von Buhl

    Se naufragassi su un’isola deserta con solo una bottiglia di vino a farmi compagnia o se dovessi scegliere di salvare un solo vitigno dal ritorno devastante della fillossera, da una nuova terribile era glaciale o dall’estinzione delle specie viventi, non ho dubbi, sceglierei senza esitazione il Riesling. Renano ovviamente. Figlio prediletto della Mosella e del Reno, è il vino bianco dei re e il re dei vini bianchi, senza rivali in quanto a longevità e capacità di evoluzione. Immaginando Odino e Thor seduti nel Valhalla a sorseggiare riesling e a discutere sulle differenze tra Mosella, Palatinato e Rheingau io mi sono stappato questo Forster Ungeheurer GG Trocken del 2010. Colore…

  • 2017,  BIANCHI,  Calalta,  IGT,  VENETO,  Veneto

    2017 Davvero, Calalta

    Primo pranzo nella nuova casa. Cosa stappi per gli amici e parenti che sono venuti a condividere con te la tua nuova vita? Il tuo nuovo quartiere? Il pranzo della domenica cucinato dalla più brava chef che conosci: tua sorella. Il contesto richiede una scelta ardua. Ma sul vino hai poche chance alla volta e molte possibilità di sbagliare. Della religione degli abbinamenti non ce ne facciamo un bel niente, la lasciamo ai sommelier “ciao-come-sto” e “dimmi che mangi e ti ordinerò cosa bere”. Preferiamo le decisioni di pancia, quelle ardue, che portano in tavola vini che alzano il tiro, che tirano fuori le parole, che facciano parlare di loro.…