• AOC,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE,  Veuve Clicquot-Ponsardin

    Champagne Multimillesimé Extra Brut Extra Old II, Veuve Clicquot

    La prima edizione dell’ Extra Brut Extra Old di Veuve Clicquot, come ho già avuto modo di scrivere diverse volte, mi ha conquistato per finezza, precisione e quella complessità mai ostentata ma a preludio di uno champagne che diventerà, nel tempo, importante. L’Extra Brut Extra Old 2, invece, fatto di un nuovo e sofisticato assemblaggio con due annate in più rispetto al precedente (1990, 1998, 1999, 2006, 2008, 2009, 2010 e 2012) mi ha appassionata nel suo approccio più ricco, generoso, espressivo. È subito invitante l’olfatto, dove scalpitano profumi di fleur d’oranger, verbena, fiori bianchi e craie, ma è ancor più coinvolgente nel suo sorso vellutato e allo stesso tempo…

  • AOC,  CHAMPAGNE,  FRANCIA,  Jacquesson,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    Champagne Extra Brut Cuvée 740, Jacquesson

    La 7xx di Jacquesson è uno champagne prezioso al quale noi appassionati siamo, ormai da tempo, affezionati. Non un mero sans année ma una vera e propria filosofia. Nasce con la cuvée 728, sta a rappresentare il settecentoventottesimo assemblaggio dal centenario dalla maison (la decima più antica in assoluto) e porta, in percentuale maggioritaria, l’annata 2000. Da allora, un assemblaggio diverso ogni anno si riflette in un numero progressivo – è appena uscita sul mercato la 743 – in grado di regalarci uno champagne in continua crescita in termini di espressività, profondità, trasparenza. Non è uno champagne facile. È vinoso, sfaccettato, complesso, artificioso, con un’impostazione ben distante da quell’idea convenzionale…

  • 2010,  AOC,  CHAMPAGNE,  Drappier,  FRANCIA,  MÉTHODE CHAMPENOISE

    2010 Champagne Rosé Grande Sendrée, Drappier

    Ci troviamo in Aube nel Barsaurabois e Drappier rappresenta la maison più storica (1808), oltre che la più grande, del distretto. Questa champagne del Sud così snobbata in passato e solo recentemente tornata sotto i riflettori è sempre stata nel cuore di questa famiglia, così come il suo vitigno principe, il pinot noir. Vitigno che proprio il nonno di Michel, l’attuale proprietario, portò qui facendo sorridere i più scettici che gli affibiarono scherzosamente il soprannome di “Pére Pinot”. Era, semplicemente, un visionario: oggi in Aube il 95% del vitigno coltivato è il pinot noir. Da allora i Drappier non hanno mai smesso di sognare e sperimentare, sia con la coltivazione…