• 2016,  2017,  DOC,  Etna,  Palmento Costanzo,  ROSSI,  SICILIA

    2016 Etna Rosso Contrada Santo Spirito, Parcella 464, Palmento Costanzo

    Il tono ferroso è appena accennato per cui le note fruttate e floreali librano più agevolmente e lasciano intravedere in sottofondo una sequenza assai piacevole di erbe di campo, rosmarino e corteccia di pino. Al palato è sapido, coriaceo e piacevolmente buccioso; nel passaggio in bocca incede deciso ma con grazia e la grana dei tannini dà contrasto e profondità. Rappresento i vini di Palmento Costanzo su alcuni mercati esteri.

  • 2017,  DOC,  Etna,  Palmento Costanzo,  ROSSI,  SICILIA

    2017 Etna Rosso Nero di Sei, Palmento Costanzo

    È lento ad aprirsi: austero, quasi introverso sulle prime; cosa che d’altronde mi aspetto da un Etna. Dopo alcuni minuti nel bicchiere inizia a concedersi con il filologico respiro di ferro e pietra focaia a sostenere un bouquet di bacche rosse selvatiche sotto spirito, erbe di campo e scorza di arancia rossa. Al palato è tenace e compatto per la pregevole tessitura: si scioglie rapidamente regalando un sorso reattivo ed infiltrante, ricco di spunti minerali ed agrumati con un intrigante sfondo di amaro d’erbe in deglutizione. Aiuto Palmento Costanzo su alcuni mercati esteri.

  • 2016,  DOC,  Etna,  Palmento Costanzo,  ROSSI,  SICILIA

    2016 Etna Rosso Contrada S.Spirito Particella 468, Palmento Costanzo

    Austero, composto, quasi serioso all’olfatto. Note ematiche e di ferro, cuoio bagnato, pepe e bacche rosse selvatiche fanno da contrappunto in pianissimo. Dopo un giorno dall’apertura è più espressivo nei profumi: il contrasto fra frutti rossi e note minerali si fa più articolato, più equilibrato: la parte ferrosa del quadro cede a favore della pietra focaia, dei frutti rossi maturi e delle erbe selvatiche. Tenace al sorso, compatto, asciutto e sapido, infiltrante. Il tatto è piacevolmente “buccioso” e la deglutizione regala la complessità del grande vino. Nerello mascalese 90%, nerello cappuccio 10% coltivati ad alberello etneo, con piante fra i 70 e i 100 anni di età.  Aiuto Palmento Costanzo su alcuni mercati esteri.

  • 2018,  Bonavita,  IGT,  ROSATI,  SICILIA,  Terre Siciliane

    2018 Rosato, Bonavita

    Dopo averlo bevuto a Giovanni Scarfone di Bonavita ho detto «o li fai meno buoni, o in etichetta scrivi “crea dipendenza”». Questo rosa ha infatti nella sua estrema godibilità, e quando dico estrema intendo proprio estrema, la cifra stilistica che lo caratterizza. Non bisogna aspettarsi un vino “pettinato”, precisino, di quei rosa un po’ tecnici e un po’ tirati per il bavero. Qui c’è energia a palate, c’è una dinamica gustativa trascinante, c’è un’espressività olfattiva sorprendente. Ottenuto da vigne di Faro Superiore e Curcuraci di nerello mascalese, nerello cappuccio e nocera di diverse età (da 10 a 80 anni), macera sulle bucce per circa 12 ore e poi fermenta e…

  • 2016,  DOC,  Etna,  Girolamo Russo,  ROSSI,  SICILIA

    2016 Etna Rosso ‘A Rina, Girolamo Russo

    Si toccano fino a 780 metri di altitudine tra i filari dei vigneti etnei di Giuseppe Russo, che nel 2005 ha dato nuova vita all’azienda familiare di Passopisciaro, intitolandola al padre. Rispetto della natura, regime biologico, lavoro esclusivamente manuale ed alcune viti che arrivano ad oltre 100 anni di età. Ammetto di apprezzare questa cantina dal primo momento in cui ho avuto la fortuna di ‘incontrare’ questo vino. Stavolta ho voluto provare a capire quanto fosse davvero territoriale ‘A Rina. Lo amo proprio per questo. Ho preso il calice, l’ho avvicinato al naso di mio figlio (11enne) e gli ho chiesto: “se dovessi pensare ad una regione d’Italia, quale ti…

  • 2016,  Al Cantàra,  DOC,  Etna,  ROSSI,  SICILIA

    2016, Etna Rosso O’ scuru o’ scuru, Al-Cantàra

    Se in media reputo di non saperne mai abbastanza di vino, quando affronto il territorio dell’Etna avanzo sempre in punta di piedi. Facile farsi fascinare dalla potenza del vulcano, facile ricercare potenza e irruenza, quasi a voler creare un filo rosso con l’idea che uno può avere del portento lavico offerto dalla natura. Eppure ad ogni assaggio mi ricredo e mi rendo conto che l’equazione vino=vulcano=potenza è spesso inutile, per non dire sciocca. E questo figlio dei nerelli, mascalese e cappuccio, conferma come anche l’eleganza e la leggiadria possano albergare in quel territorio. Piccoli frutti rossi all’apertura, delicati, una lieve speziatura: tutto quasi sussurrato, mai urlato. In bocca acquista vigore,…